Minima Amoralia … … Parte Terza

0
482

Storie fantastiche dal cratere aquilano .. .. con un pizzico di satira.  di Luigi Fiammata

L’AQUILA – 18 febbraio 2013

 

Della circostanza

La circostanza esaurisce in sé ogni possibile reale. Essere presenti nella circostanza significa marchiare quel territorio a vita. Occorre fiutare le circostanze, ed essere presenti ad ogni funerale. Con una faccia da circostanza. La partecipazione alla cerimonia funebre è alfiere più efficace di qualsiasi investimento pubblicitario. Occorre sempre avere a portata di mano la giusta maschera di circostanza. Costituisce essenziale paradigma esistenziale non essere mai fuori posto. E’ ora di comprendere una volta per tutte che l’ipocrisia non esiste. L’ipocrisia è solo la parola usata da chi non è in grado, per propria arretrata deficienza, di fronteggiare con la dovuta prontezza di riflessi, il continuo divenire delle circostanze.

 

Di quelli che non la bevono

Occorre assurgere rapidamente al giusto status. E il modo migliore è ergersi a costanti giudici dell’altrui comportamento, mantenendo un sacrale scetticismo sull’ingenuità delle scalate al cielo. Occorre essere compuntamente contro corrente, per favorire davvero lo scorrere del fiume nel suo naturale alveo. E bisognerebbe finalmente esserne consapevoli, anche se non a tutti è dato questo superiore stadio. Non mischiarsi e indicare con disgusto malcelato la giusta via. Circondarsi di stimolatori di finte coscienze critiche, esegeti di sopraffine particolarità capaci di acquisire enorme importanza nel racconto, occultando ogni sostanza.

 

Di quelli che è sempre possibile “più uno”

Nessuna realtà può mai soddisfare integralmente. La bulimica pubblicità continua, l’insistente rumore di fondo, indicano, senza possibilità di dubbio alcuno, che sia possibile raggiungere nuovi e mirabolanti traguardi. Oltre. E l’oltre esige i suoi sacerdoti. L’antica favola della mosca cocchiera ha perduto definitivamente ogni sua negativa connotazione, e la mosca può volare libera come un’aquila nell’infinito cielo del possibile. Indicando, per contrasto con la sua altezza, chi s’accontenta di ronzare. Chi, insoddisfatto, indica nuove e più pure mete è l’ossatura portante della conservazione, poiché, aborrendo i singoli passi, pontifica solo i voli pindarici, come meritevoli di considerazione.

 

Della corretta gestione del comando

Nulla deve far ombra. E nulla deve sopravvivere al veleno che devi spargere costantemente con assidua cura. Non può esservi dissenso né dubbio alcuno. Non è accettabile alcuna forma di autonomia individuale, o peggio, del pensiero. Nessun segmento della catena del comando può essere fuori dal controllo totale. Occorre desertificare ogni residuo di coscienza. Si ha licenza di respirare solo se ci si conforma integralmente al ghigno di chi ha in mano il portafogli o il titolo, o l’etichetta. Il resto va triturato. Senza pietà alcuna, quand’anche sia devoto alla stessa causa. In realtà, occorre capire che, se non si è devoti alla causa di chi comanda, si è solo abietti nemici. E colpiti di conseguenza con ogni minimo gesto. La sottoposta che non ami essere violentata è indegna. L’unico gruppo accettabile è il clan.

 

.

 

Luigi Fiammata

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.