Un tempo i dolci che caratterizzavano la Pasqua agnonese erano tre: la bambola (la pəpòtta) destinata ai bambini; il panettone, dolce raffinato e di prestigio; il cocorozzo (ru chəchəruozzə) più rustico e meno pregiato del panettone (n.d.r.). 

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di Mercede Catolino

pepottaPəpòtta (bambola)
Con 10 uova, mezzo litro di latte, 30 g di bicarbonato e 60 di cremor di tartaro, 600 g di zucchero, 100 g di olio, scorza di limone grattugiata e farina q.b., si fa un impasto molto morbido, con esso si modellano dei biscotti a forma di bambola che all’addome porta un uovo crudo col guscio trattenuto da cordoncini di pasta incrociati. Oppure, alla sagoma della bambola si modella, sempre con la pasta, un cesto sulla testa con dentro qualche uovo fermato con lo stesso sistema di prima. Cottura al forno.
A casa mia la “pəpotta” si mangiava il Lunedì in Albis durante la scampagnata che mia nonna Maria ci faceva fare vicino alla ramera Antonelli”¹

¹(n.d.r. la ramera Antonelli è una della due fonderie di rame di Agnone)

 

panettone2Panettone
Dose per 10 uova: 1/2 kg di pasta lievitata, 1/2 kg di zucchero, 150 g di sugna, 300 g di patate schiacciate, farina 1–1,200 kg, uvetta, canditi (chi li gradisce), aromi.
Sbattere le uova, zucchero e sugna sciolta a bagnomaria. Unire alla pasta lievitata le patate e gradualmente gli altri ingredienti.
Porre la massa a lievitare in luogo caldo per dodici ore, quindi suddividere l’impasto in recipienti di cottura alti e cilindrici, precedentemente unti e infarinati. Far lievitare di nuovo finché i panettoni “nen ‘zo armeniute” (non si sono rigonfiati). Cuocere in forno a 190°

 

checheruozzoChəchəruozzə (cocorozzo)
Il dolce originale, quello antico, è costituito da ingredienti essenziali e qualche aroma.
In tempi più recenti si fanno con lo stesso impasto dei panettoni con l’aggiunta di ranasiallə (anicini).
Dopo la prima lievitazione, si modella la pasta a forma di grossa ciambella e si lascia lievitare di nuovo.
Dopo la cottura sia i panettoni che i chəchəruozzə si spennellano con acqua e zucchero.

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[1] Mercede Catolino: è nata in Agnone (IS), dove risiede. Già insegnante, oggi in pensione, ama scrivere e si esprime sia in versi che in prosa. E’ autrice del volume “Mezzogiorno e Ventunora”, edito nel 2005, da cui sono tratti i testi qui pubblicati

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

A proposito dell'autore

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

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