MAZZA E PIZZOTT’ – LA LIPPA

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

mazz’ e pizzott’

Lo giocavo da bambino, ma, come me, lo giocavano i bambini di tutta l’Europa e ancora oggi viene praticato avvalendosi di due pezzi di legno (ricavato solitamente dal manico di una scopa o di un badile) : uno, forma la Mazza (lunghezza 50 centimetri) ed uno, ru Pezzott’ (la lippa), di solo 10-15 centimetri, ben appuntito da entrambi i lati.

Con il bastone lungo (Mazza) si deve battere sulla punta di quello piccolo (Pezzott’); quando ru Pezzott’ si alza da terra, si deve cercare di colpirlo con la Mazza e mandarlo il più lontano possibile.

Il gioco ha regole precise, riportate più avanti, e, ancora oggi, viene praticato con passione e vigore. Il presidio di questo gioco della lippa si trova a Mede Lomellina (Pv) dove la Pro Loco locale organizza da anni la più importante gara che si svolge in Italia (oltre 100 partecipanti). Anche a Segusino (BL) a ferragosto si organizza una gara di Maz e Pindol nell’ambito del palio dei quartieri.

Io lo giocavo seguendo regole molto semplici, un pò diverse da quelle che sono le regole generali riconosciute dagli accademici della Lippa (Mazz’ e Pezzott’).

In pratica: Con il bastone lungo (Mazza) battevo sulla punta di quello piccolo (Pezzott’); quando ru Pezzott’ si alzava da terra, cercavo di colpirlo con la Mazza e mandarlo il più lontano possibile. Poi mi recavo dove ru Pezzott’ era caduto e ripetevo il colpo e lo ripetevo una terza volta. Il mio compagno-avversario di gioco (Pasqualino Pannunzio detto “Maulucc’” oppure Ermete D’Agnillo detto “Mezzanotte”), colpiva, a sua volta, tre volte ru Pezzott’. Vinceva chi, dopo i tre colpi aveva mandato ru Pezzott’ il più lontano. Lo giocavamo in aperta campagna e non abbiamo mai arrecato danno ad alcuno.

Informazioni Generali

Quello che per noi almosaviani è il gioco della Mazza e pezzott’ In Toscana si chiama Lippa (a Prato anche “cibbè” a Livorno come “ghinè”) , a Brescia e Bergamo è noto con il nome di “ciancol”, a Verona come “s-cianco”, a Treviso come “pito”, a Vicenza come “còncio”, a Mantova come “s-ciancol”, a Mede (Pavia) come “ciaramèla”, ad Alessandria come “cirimèla”, a Rovigo come “bindeche”, a Ferrara come “Bac e pandòn”, a Padova come “pindolo”, a Venezia come “pandolo” (come pure a Pirano) o “massa e pandolo” (in tempi moderni “mazza e pindolo”), in Friuli come “pìndul pàndul” oppure gioco del “lip”, a Canicattì come “tanapapiù”. A Napoli, Caserta ed in generale in Campania è noto come “mazza e pivezo”. A Conza della Campania in provincia di Avellino si chiama “mazza e pieuz”, a Pescara “mazz’ e cuzz'”. A Cosenza “stiriddru” Per i ragazzi pugliesi il suo nome è “mazz’e licche” o “mazz’a ccurte”. A Roma come “bastone e nizza”, in Romagna come “giaré”, a Terracina come “mazza e saràga”. Nel Sud del Canton Ticino (Svizzera Italiana) viene chiamato “rèlla”.

Regolamento in breve
Il gioco consiste nel colpire la punta (con il pezzo a terra) e colpirlo nuovamente al volo cercando di lanciarlo più lontano possibile. In genere si sceglieva una strada non molto trafficata ed i monelli dovevano mandarla più lontano possibile dopo 5 o 10 colpi. Ovviamente come tutti i giochi hanno molte varianti, la più simpatica è quello del cappello: si giocava in due, il secondo monello si piazzava a circa 20 mt. e cercava di raccogliere la lippa al volo fermandosi però entro 3 passi dalla presa.
Un altro modo molto diffuso è quello di tracciare 3 grandi cerchi (10 mt. diametro) distanti fra di loro 30 mt. Il lanciatore doveva mandare la lippa nel centro sperando che il difensore avversario piazzato al centro di esso non riuscisse a rilanciarla in quello di partenza.
In tal caso il lanciatore era eliminato. Vinceva chi riusciva a completare indenne il tracciato completo.

Regolamento completo
SQUADRE: Si affrontano due squadre, di 2 giocatori ciascuna; all’inizio del gioco si sorteggia chi sta in casa (squadra battitrice) e chi fuori casa (squadra ricevente). All’interno di ogni squadra i giocatori stabiliscono l’ordine secondo cui si alternano nel gioco.
PARTITA: Una partita è composta di più “mani” (sono le manches francesi o i games inglesi). Si stabilisce un punteggio da raggiungere (ad es. 1000 punti). Vince la squadra che raggiunge o supera per prima il punteggio prefissato.
MANO: La squadra che sta in casa inizia la mano. Il primo battitore butta in aria la lippa e la colpisce al volo con la mazza, cercando di scagliarla più lontano possibile. Se uno dei giocatori della squadra ricevente riesce a prendere la lippa al volo, la squadra battitrice viene estromessa e si scambia con la squadra ricevente. La mano termina senza variazioni di punteggio e se ne inizia un’altra con le squadre scambiate.
Se invece la lippa arriva a terra, un giocatore della squadra ricevente la prende dal punto dove si è fermata e, da lì, la lancia verso la casa, cercando di colpire la mazza appoggiata sulle due pietre (in alcune varianti basta far entrare la lippa nel cerchio della casa). Se ci riesce, la squadra battitrice viene estromessa e si scambia con la squadra ricevente e la mano termina senza variazione di punteggio e se ne inizia un’altra con le squadre scambiate.
Se il giocatore ricevente non riesce a colpire la mazza (o a entrare nel cerchio), il battitore inizia a dare “i pèci”. Si danno 3 pèci, cioè tre colpi, cercando di scagliare la lippa il più lontano possibile dalla casa. Dopo aver dato i tre colpi, la squadra battitrice dichiara la distanza, stimandola a occhio in numero di mazze. Se la squadra ricevente accetta la stima, il numero rappresenta il punteggio di mano, la mano termina e se ne inizia un’altra con la squadra di casa che mantiene la battuta.
Se la squadra ricevente non accetta la stima, si procede alla verifica. In tal caso, se il risultato è favorevole alla squadra battitrice, il punteggio conquistato è pari al numero effettivo di mazze conteggiate e la squadra di casa che mantiene la battuta. Se invece il risultato è sfavorevole alla squadra battitrice, in quanto il numero di mazze conteggiato è inferiore a quello dichiarato, la squadra battitrice non raccoglie punti e viene estromessa dalla casa e sostituita dalla squadra ricevente.
Si procede nel gioco fino a quando una delle due squadre raggiunge o supera il punteggio prestabilito

 

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fonti: Wikipedia; intelligiochi.it; giochiperbambini.org;

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

4 Commenti

  1. IL nostro PICCOLO MONDO ANTICO: descrizione puntuale e dettagliata di un gioco fatto da bambini, più spesso dai maschi, ma non del tutto ignorato dalle bambine. Pur semplice gioco, non altrettanto semplice scriverne regole e le numerose varianti. Giocato all’aperto – socializzazione ed astuzia ( quando si “misurava qualcuno faceva il furbo!) corse e conseguente appetito assicurati! ALTRO che PALESTRA! Dall’ enfasi della tua descrizione si vede la partecipazione tua personale e CHISSA’ che già da allora tu non mostrassi grandi abilità MANAGERIALI !-potrebbero dirlo i tuoi amici del tempo.

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