Maria SS. Incoronata

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Domenico Meo[5]

Chiesa S.S. Trinità
Chiesa S.S. Trinità

Maria SS. Incoronata

Maria SS Incoronata
Maria SS Incoronata

La festa dedicata a Maria SS. Incoronata si celebra nella chiesa di San Giacomo Apostolo o della Trinità. La chiesa di San Giacomo Apostolo fu costruita nel corso del secolo XVI, ed è denominata anche della SS. Trinità dalla Arciconfraternita[1] omonima che vi stabilì la propria sede.

La chiesa di San Giacomo è ad una sola navata: molto interessante è il coro in alto sull’altare principale, protetto da un graticolato di manifattura simile a quello di Santa Chiara. La chiesetta accoglie anche la statua lignea dell’Immacolata e quella di Sant’Alfonso de’ Liguori autore della famosa canzone natalizia “Tu scendi dalle stelle”. Interessanti sono anche l’organo, l’ostensorio, le decorazioni degli altari e la forma del campanile.

La statua lignea della Vergine Incoronata è collocata al centro dell’artistico coro che domina l’altare maggiore, seduta sull’albero. Si presume che il simulacro, donato da una certa famiglia Orlando, un tempo risiedeva nell’altare di destra della chiesetta.

Questa ricorrenza lega i suoi contenuti storico-religiosi alla transumanza. Difatti il tempietto, fino a non molti anni fa, era meta di pellegrini provenienti dai paesi alto-molisani dediti alla pastorizia e di ritorno dalla Capitanata di Puglia. A pochi chilometri da Foggia, sorge il grande santuario della Vergine. La Madonna apparve su una quercia, nel bosco di Cervaro, l’ultimo sabato di aprile dell’anno 1001: privilegiati testimoni furono il conte di Ariano Irpino, che si trovava a cacciare, e un pastore di nome Strazzacappa che, a ricordo e per devozione, appese sul grande albero una rustica lampada. Proclamandosi Madre di Dio, la Vergine domandò che sul luogo dell’apparizione sorgesse una chiesa.

Al contrario, alcuni contadini agnonesi, a piedi o a cavallo,  si recavano in pellegrinaggio all’Incoronata di Foggia, partendo cinque o sei giorni prima e attraversando l’intero tratturo  (percorrevano il tratturello Sprondasino-Castel del Giudice e si immettevano nel tratturo Celano-Foggia). Una volta giunti  nei pressi del santuario si toglievano le scarpe, per percorrere l’ultimo tratto di strada a piedi nudi; seguendo un uso antichissimo, probabilmente di origine bizantina, prima di accedere i devoti compivano cantando, tre giri intorno al tempio, salivano poi i gradini del sagrato e in ginocchio procedevano verso l’altare.

Santuario Maria SS Incoronata

Ad Agnone, l’ultimo sabato di aprile, i devoti, provenienti soprattutto da Capracotta, prima di cominciare le celebrazioni, ordinati in processione, percorrevano tre giri intorno al complesso chiesastico: Convento Padri Filippini, chiesa SS. Annunziata, chiesa San Giacomo Apostolo, dove, una volta entrati, lo stesso facevano intorno all’altare.[2]

«La Madonna Incoronata appartiene alla tipologia delle Madonne arboree, la cui venerazione popolare sarebbe nata in seguito a ritrovamenti o apparizioni miracolose che evidenziano rapporti con antichi culti della vegetazione. Statue di Madonne arboree si conservano in numerose chiese del Molise. Alcune ripropongono l’iconografia dell’Incoronata di Foggia (la Madonna nera), come quelle che si trovano nelle chiese di San Silvestro a Bagnoli del Trigno, di Santa Maria Assunta a Carovilli, nell’altare di destra della chiesetta di Sant’Egidio a Frosolone, di San Michele a San Polo Matese e di San Silvestro Papa a Civitanova del Sannio».[3]

Oggigiorno, dell’antica festa, si conservano le celebrazioni religiose e la fiera.[4]

tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001


[*]Domenico Meo,  Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

[1]A. Marinelli, Memorie Patrie con alcune biografie di uomini illustri agnonesi, Agnone 1888, p. 57: «La Confraternita della SS Trinità, verosimilmente consigliata e promossa dagli stessi Filippini, in sull’entrare del secolo XVII; perciocchè, imitando quei primi Padri tutte le opere del loro immortale fondatore, Filippo Neri, non pare, vi sia alcun dubbio, che essi pensassero ad istituire anche qui la prima Congregazione che aprì San Filippo in Roma nel 1548, quella che fu chiamata appunto Confraternita della SS. Trinità. Non so se anche nella chiesa di San Giacomo si fossero incendiate le carte antiche, come nella maggior parte delle altre chiese del nostro paese; vi si conservano però alcuni vecchi libri di conclusioni e deliberazioni fatte dai fratelli pel buon andamento della Congrega, sotto la data del 1648, data, che non infirma affatto l’opinione, che questo pio sodalizio rimonti proprio al periodo dei Padri Filippini». Archivio Diocesano di Trivento, documenti visita pastorale del 1666: «La Confraternita fu nuovamente eretta nel 1666». Archivio Storico Comunale, Notizie sulle Confraternite 18 luglio1938: «L’Arciconfraternita della Trinità fu riconosciuta legalmente il 16 settembre 1776, con Regio Assenso di Sua Maestà Ferdinando IV». [ n.d.c.]Svolgeva la processione della Settimana Santa nel pomeriggio del Giovedì Santo. Le sue attività spirituali si sono interrotte negli anni cinquanta.

[2]Questi particolari furono suggeriti a chi scrive dall’informatrice Bartolomeo Angiolina, la quale ricordava che i pellegrini venivano rifocillati con il caffè e re raffaìuole, un dolce tipico locale e davano in cambio nu susille de casce una formetta tonda e allungata di formaggio.
[3]M. Gioielli , Il Sacro Albero di Maria, in«Utriculus», Scapoli (IS), anno V,  n. 3 (19), p. 21.
[4]Circa il numero delle fiere, nell’Archivio di Stato di Campobasso  ( intendenza di Molise, B. 1030, fasc. 182) è conservato un manifesto dove si legge che: «Con Real Decreto del 17-3-1829 piacque alla Munificienza Sovrana di autorizzare il Comune di Agnone, provincia di Molise, a celebrare cinque fiere annuali, la prima nell’ultimo sabato di aprile, la seconda a 12 e 13 maggio, la terza a 23 e 24 giugno, la quarta a 15 e 16 luglio, la quinta nell’ultimo sabato di settembre e domenica susseguente; serbate però le prescrizioni contenute nella sovrana risoluzione del 1° giugno 1826. Questo comune, popoloso e capoluogo di circondario, offre quanto fa mestieri per ospitalità, comodi di vita, pascoli ed acque abbondanti. I suoi abitanti colti ed industriosi sono animati da singolar cortesia; e l’Amministrazione sarà larga della garentia necessaria alla protezione del commercio e delle contrattazioni a norma delle leggi».


Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

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