Maria SS. di Costantinopoli – Terza domenica di maggio

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di Meo Domenico
tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001

Padri Cappuccini

La venerazione per la Madonna di Costantinopoli scaturisce dal fervore religioso che gli agnonesi hanno sempre manifestato verso i Padri Cappuccini. Questo spirito di devozione  fu dimostrato nel 1605 con la costruzione del convento e della chiesa. I francescani nel 1605 vennero a piantare la croce ed il 14 settembre dello stesso anno posero la prima pietra, con grande concorso di popolo e con la benedizione del Vescovo di Trivento Mons. Giulio Cesare Mariconda.[1]

«Il convento fu fondato da P. Bernardino da Asti ad istanza e a spese dei cittadini e con l’intervento della Principessa di Stigliano, padrona di Agnone.

Durante l’erezione del convento, ad opera di Padre Matteo da Agnone, avvennero vari episodi e fatti prodigiosi:

– a Biagio di Porfino, che aveva venduto ai monaci un pezzo di terra per edificare il convento, Padre Matteo non solo fece avere i soldi pattuiti, ma moltiplicò venti volte le pagnottelle nel suo paniere;

– una volta mancava il vino, il cappuccino si recò dal contadino Vincenzo Cellillo dove miracolosamente, la botte quasi vuota tornò piena;

– quando finirono i soldi per costruire il convento, il Padre, mediante l’intercessione della Beatissima Vergine, a sorpresa, fece trovare sull’altare 60 scudi da consegnare all’ingegnere Girolamo Lombardo e ai lavoranti». [2]

La chiesa con l’altare è stata consacrata il 5 agosto 1623 dal Vescovo di Trivento Girolamo Costanzo.

La venerazione per la Madonna di Costantinopoli è stata sempre costante,  specialmente dopo la peste terribile del 1656, quando la Parrocchia di Sant’Emidio fece voto solenne di recarsi ogni anno processionalmente dalla chiesa di Sant’Emidio, in rendimento di grazie, alla chiesa dei Cappuccini il martedì dopo la Pentecoste. Questo cerimoniale di ringraziamento viene ancora praticato.

Sempre da Sant’Emidio, la domenica successiva alla festa di Maria SS. Assunta, in occasione delle Quarantore solenni solite a celebrarsi nella chiesa dei Cappuccini dal 1837, per ricordare un ulteriore colera ad Agnone, si svolgeva un’altra processione in rendimento di grazie alla Madonna di Costantinopoli.

Agnone Chiesa di Sant’Emidio

Il Convento dopo l’ultima soppressione del 1866, è andato in rovina; l’antica chiesa, rimasta isolata, è stata demolita nel 1925 onde creare degna piazza (il Convento e la chiesa erano ubicati nello spazio dell’attuale villetta comunale) al monumento ai caduti e per esigenze del piazzale della ferrovia.

Per ottenere dalle Autorità Ecclesiastiche il permesso di abbattere la vetusta chiesetta dei Cappuccini, le benemerite banche Operaia e la Sannitica largirono ciascuna lire cinquantamila per la costruzione di una nuova chiesetta nella medesima piazza. L’edificio, che è poi quello attuale, fu eretto a lato del palazzo Vecchiarelli e dirimpetto alla stazione. Il 7 giugno 1937, un secolo dopo il grande colera, la nuova chiesa, amministrata dalla parrocchia di Sant’Emidio, fu benedetta con molta solennità, da S.E. il Vescovo Giannico e aperta al culto.

Agnone – Chiesa Vecchia dei Cappuccini

Forse ad Agnone la devozione alla Madonna di Costantinopoli ha qualche addentellato con le Crociate. Molti agnonesi senza distinzione di classe, parteciparono a quelle memorabili imprese.

«Quando Carlo V° imperatore intimò guerra ai turchi in Terra Santa, anche i prodi cavalieri di Agnone Tolomeo Martesciano, Bernardo Francesco, Agostino Berardinelli e Giovanni Postumio Gigliano vi accorsero con eletta fanteria comandata dal Marchese  del Vasto e da Ferrante Gonzaga signore di Mantova e padrone del feudo di Agnone. Dopo aver fatto parlare di sè in quelle difficili ed aspre battaglie essi tornarono in patria ricchi di onore e di meriti».[3]

Ma non è da escludere che in Italia il culto sia giunto in virtù dei collegamenti che la Puglia  aveva col mondo orientale, con la sua civiltà, la sua arte e le sue espressioni di preghiera. I buoni rapporti commerciali che Agnone aveva con la terra di Capitanata, l’avevano forse fatto affermare anche da noi.

Per illustrare bene l’antico quadro della Madonna, ci avvaliamo dell’analisi iconografica del padre cappuccino Eduardo Di Iorio.

«Nel volto ovale della Vergine con grandi occhi e leggermente a mandorla, prevale il colore di cinabro.

Gli occhi sono rivolti a terra con un senso di infinito; ed è rivestita da un manto azzurro. La mano sinistra è appoggiata sul petto, mentre con la destra sostiene il Figlio divino. Il Bambino ha le forme del viso rotonde, paffuto e con occhi grandi e rotondi, con capigliatura riccioluta.

Il suo manto è di colore giallo, la veste nella parte superiore tende al cinerino e dalla cintola in giù l’azzurro chiaro. Al collo e alla cintola fanno bella mostra due nastri rossi.

Belli i piedini poggiati sulle ginocchia della Vergine in calzature leggere e con piccole strisce. La destra è poggiata sul petto di Maria e la sinistra sostiene il mappamondo con crocetta, diviso in due da una striscia rosso-nera, che fa spicco sul colore azzurro dell’oggetto.

Due Angeli pongono sul capo della Vergine una corona. Bello lo sfondo bianco oro, da cui si vedono anche puttini.

Tenendo conto del giudizio di competenti e per ciò che ho potuto sapere, il quadro è della fine del 1500, del periodo che va verso il manierismo (1570-1580).

E’ stato restaurato dalla scuola vaticana nel 1970-71».[4]

(Non avendo a disposizione la foto di questo quadro ne pubblichiamo uno simile conservato nel Comune di Angri).

Quadro della Madonna di Costantinopoli del Comune di Angri

Il 10 settembre 1954 il Vescovo Giannico concesse ai Cappuccini la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e il 17 ottobre del 1954 i Padri ritornarono ad Agnone accolti con entusiasmo da tutta la città e si sistemarono provvisoriamente nei locali della stazione della scomparsa ferrovia elettrica Agnone-Pescolanciano. Il 20 settembre 1963, accanto alla temporanea dimora, fu posta la prima pietra del nuovo convento e nel febbraio 1979 i frati iniziarono ad abitarlo.

Con il ritorno dei Padri Cappuccini ad Agnone fu ripristinata la celebrazione della festa in onore della Madonna.

Da allora la ricorrenza, preceduta dalla novena, viene celebrata nei due giorni conclusivi della terza settimana di maggio. Il sabato sera si assiste alla consacrazione dei bimbi alla Madonna con relativa benedizione delle carrozzine, mentre la festa civile offre uno spettacolo di musica leggera.

La domenica le  messe si susseguono durante tutto l’arco della giornata. In serata si dà luogo alla processione e per le vie cittadine si può ammirare il bellissimo quadro della Madonna. I festeggiamenti serali si concludono in piazza XX Settembre, con le esibizioni di qualificate orchestre.[5]

I frati minori cappuccini, il 18 ottobre 1997, hanno scritto una nuova pagina di storia locale, con la consacrazione della nuova chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli.[6]

Agnone – Chiesa Nuova dei Cappuccini

 

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[1]N. Marinelli, Agnone Francescana, Agnone 1927, pp. 62-70: «Un frate Cappuccino agnonese, con la sua predicazione quaresimale fatta nella nativa Agnone nel 1598, con l’esempio fulgido delle sue virtù, ha saputo conquistare l’affetto fervido, fattivo dei cittadini per l’erezione del Convento e della chiesa dei Cappuccini. Questo benemerito frate Cappuccino è stato Padre Matteo da Agnone. Prima di incominciare la sua predicazione, egli ha compiuto con sincerità profonda un atto francescano di umiliazione. Ebbene Prospero Lolli, il futuro P. Matteo da Agnone, nell’infanzia andando un giorno a scuola in Agnone, ha incontrato un compagno che aveva una pistola carica. Egli ha presa tale arma e con fanciullesca imprudenza ne ha fatto partire un colpo che ha ucciso l’amico. Fattosi Cappuccino e venuto in Agnone, prima di iniziare la sua predicazione, è andato a chiedere pubblicamente perdono alla madre del compagno ucciso, che lacrimando e fra lo stupore dei presenti, ha abbracciato il P. Matteo come il nuovo e quasi redivivo figlio suo. Per questo atto di profonda umiltà, per la vita esemplare, per l’efficacia della predicazione quaresimale di P. Matteo, che la morte a soli 53 anni doveva rapire nel 1616 nel Convento di Serracapriola, dove è sepolto, i concittadini hanno stabilito di fondare un Convento per i Padri Cappuccini».
[2]
E. Di Iorio, I Cappuccini nel Molise (1530-1975), Campobasso 1976,  pp. 301-304,  note 37-38.
[3]
C. Carlomagno, Agnone dalle origini ai nostri giorni, Ed. Lampo, Campobasso 1965, p.158.
[4]
E. Di Iorio, op. cit., p.306.
[5]Nel corso degli anni settanta-ottanta si sono esibiti artisti di risonanza internazionale.
[6]
Il rito di dedicazione è stato presieduto dal Vescovo di Trivento Mons. Antonio Santucci. (Il 25 luglio 1986 venne posta e benedetta la prima pietra. In Agnone l’ultima consacrazione di una chiesa sempre dedicata alla Madonna di Costantinopoli, ci fu nel 1937). La chiesa ha una capienza di 1000 persone; la superficie è di mq 800. Novanta sono i mq della cappella feriale,  e 300 i mq dei matronei, complessivamente si hanno circa 1200 mq. L’ altezza massima è di mt 18, la larghezza massima di mt 20, la lunghezza è di mt 43. Ha una forma parabolica a sella e rispecchia l’anelito di una rinascita nello spirito unitario di questi tempi convulsi. L’ordinamento architettonico che focalizza lo spazio nella centralità della forma ellittica, la verticalità-luce, caratteristiche delle grandi vetrate gotiche, interpreta l’esigenza dell’Uomo di ritrovarsi nella sua totalità con l’Assoluto. Rendono il tempio ancor più sacro: l’edicola della Madonna di Costantinopoli che custodisce la prodigiosa immagine del 1500, il monumento a Padre Matteo di Agnone che è collocato a destra entrando e una preziosa reliquia, il mantello appartenuto a San Lorenzo da Brindisi, che il Santo dimenticò in Agnone quando nel 1604 venne a predicare, situato in un monumentino a sinistra entrando. Il mantello fu donato ai Padri Cappuccini il 23 settembre 1996, anniversario della morte di padre Pio, dall’Arciprete di San Marco don Alessandro Di Sabato. Il meraviglioso Crocifisso centrale e le splendide stazioni della Via Crucis sono opera dell’artista Romano Mazzini. L’altare maggiore, l’ambone, il battistero, le acquasantiere, il monumento a Padre Matteo da Agnone e il tabernacolo del Santissimo Sacramento sono opera dello scultore Michele Di Francesco

[7] Domenico MeoAbruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

1 COMMENTO

  1. Nella chiesa di Sant’Amico prima tempio di Marte a sinistra dell’altare maggiore noterete una lapide posta da Vincenzius Cellillius quale erede leggettimo della famiglia Gonzaga quindi dal genitivo Cellillius deriva Cellilli e non Cellilli
    grazie
    Angelomaria Cellilli

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