Madonna d’Appari e …. di Canneto

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Haiku[1] di Marisa Gallo[2] sulla Madonna di Appari[3] e, indirettamente, sulla Madonna del Canneto[4].

Santuario Madonna d'AppariTra il verde e l’acqua,
Santuario nella roccia.
Felice sosta

s’offre al viandante:
“Madonna Addolorata”
madre d’amore.

Un grande eremo
tra Camarda e Paganica,
nell’Aquilano.

Santuario Madonna d'Appari int 1Facciata altera,
sagrato naturale,
e affreschi interni.

Voglia di pace:
nel martedì di pasqua
si quieta l’anima

di tanta gente,
con pio devoto rito,
e processione,

Santuario Madonna del Canneto 1lungo il Raiale.
Allor mi torna in mente,
l’or di Canneto!

Nel bel Molise
su un’ansa del Trigno,
l’otto settembre

sei venerata,
Madonna del Sorriso,
con grande festa!


[1] Lo haiku (俳句 [häikɯ]) è un componimento poetico nato in Giappone nel XVII secolo. Generalmente è composto da tre versi per complessive diciassette more (e non sillabe, come comunemente detto), secondo lo schema 5/7/5.
[2] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.
[3] La costruzione della chiesa della Madonna di Appari si fa risalire al XIII secolo ad opera dagli abitanti di Paganica a seguito della presunta visione da parte di una donna del luogo — la pastorella Maddalena Chiaravalle, che si recava quotidianamente in questo luogo a pascolare le greggi — della Madonna Addolorata con in grembo il Cristo morto. In poco tempo, la popolazione del borgo costruì dapprima un’edicola votiva dedicata alla Madonna, quindi un tempietto ricavato addossato al massiccio roccioso.
[4] La Chiesa attuale della Madonna del Canneto di Roccavivara risale ai secoli XI – XII, ma il luogo era già abitato in epoca molto più antica.  Un primo luogo di culto fu edificato dopo il Concilio di Efeso (431 d.C). L’attuale chiesa con annesso monastero fu edificata dai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno e di Montecassino. 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

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