Loche addò stè, papà

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Questa poesia, che il nostro  Tiberio La Rocca [1] dedica a suo padre, scomparso nel 1973, ha ottenuto il primo posto al 18°  Premio Nazionale di Poesia Narrativa e Vernacolo di Rivalto-Roberto Magni tenutosi a Rivalto (Pisa) nel 2014. Da essa traspaiono tutti i valori dell’Altosannio. padre-e-figlio1

LOCHE ADDO’ STE’, PAPA’

Te ne se iute prieste,
troppe prieste
giovene tu
e nu ancora catrère.

Che fridde culle iuorne de Neviembre,
me sembra de sentirle ancora mò
ch’era seccièsse le capive doppe,
ma ancora nzò capite le pecchè.

Se tu me può sentì, addò stè, papà
te vuoglie dice ca ne nme suò scherdate
te porte ogne memènde dentr’a mme,
dentr’a le core e dentr’a le penziere.

Ma cuonda volte me suò sentute suole
e cuonda volte i te suò chiamate
….e ancora chième
ascoltame papà…….loche, addò stè.

padre_e_figlio

 LA’ DOVE SEI, PAPA’

Sei scomparso presto,
troppo presto
tu giovane
e noi ancora bambini.

Che freddo quel giorno di Novembre,
mi sembra di sentirlo ancora adesso
capii dopo cosa era accaduto,
ma ancora non ho capito il perché.

Se puoi sentirmi, da dove sei, papà,
voglio dirti che non ti ho dimenticato
ti porto sempre dentro di me,
dentro al cuore e nei pensieri.

M quante volte mi sono sentito solo,
e quante volte ti ho chiamato
e ……ancora ti chiamo
ascoltami papà…..là dove sei.

Tiberio-La-Rocca-Rivalto-dialetto1

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[1]  Tiberio La Rocca, Molisano di Poggio Sannita (IS), coltiva da sempre la passione per la poesia e in particolare per il dialetto di origine; ha pubblicato molte raccolte di poesie, con le quali ha ottenuto riconoscimenti e premi.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

4 Commenti

  1. E’ una poesia davvero toccante e profondissima nella sua estrema essenzialità e semplicità. Complimenti sinceri a Tiberio dal profondo del cuore.

  2. Perdere un genitore, giovane ancora, è assai triste…il figlio piccolo non comprende la gravità della scomparsa, ma per tutta la vita ne soffrirà le conseguenze, si sentirà sempre “monco” d’affetto e di calore…
    Eppure al mio paese c’è un detto”chi ‘n tè lu patre va ridenne, chi’n tè la mamme va piagnenne! ed io sono orfana di madre …a 6 anni e la mia sorellina ne aveva solo tre.
    Dunque, coraggio amico, LE TUE PAROLE SEMPLICI, CALDE D’AFFETTO E DI TENEREZZA FILIALE certo volano in alto!
    E il papà- o la mamma- ci ascoltano… là dove sono!

  3. Bellissima e meritatissimo 1° Premio. Struggente e profonda, mentre scrivo sono pervasa da brividi di emozione e gratitudine. Complimenti, davvero potente.

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