Lo spione e l’imbroglione delle monache

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di Maria Merola

 

Lo spione delle monache. Un signore di Agnone abitava in una casa confinante col convento di Santa Chiara. Aveva una finestrella che affacciava sull’orto delle monache e un giorno, il fetente pensò bene di allargare la finestra per spiarle. I motivi non li sappiamo, poteva essere uno stalker dei tempi che furono, un  feticista di suore o ancora solo un curioso, poiché le monache erano clarisse e quindi vivevano recluse senza possibilità di essere viste da nessuno. Fatto sta che venne scoperto e fu costretto a murare la finestra e additato e messo alla berlina dagli agnonesi.

 


 

L’imbroglione. Durante i giorni di pioggia l’acqua si infiltrava nel tetto del convento del Preziosissimo Sangue, attiguo al convento di Santa Chiara: Le monache chiamarono un operaio per sistemare la perdita. Magicamente questa perdita cambiava sempre posizione e l’operaio andava sempre a ripararla e a usufruire dei bei pranzi offerti dalle monache. Un giorno non poté recarsi a sistemare il problema e inviò suo figlio, il quale trovata una tegola rotta, la rimosse e tornò dal padre. Quando il padre seppe che il figlio aveva buttato la fonte di guadagno e di cibo, lo rimproverò dicendo che non aveva imparato proprio nulla da lui!

 


Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: Laterrainmezzo.altervista.org

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