L’Infiorata di Campobasso

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di Maria Delli Quadri[1]

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Campobasso – Piazza della Prefettura

L’infiorata è una manifestazione consistente nella realizzazione di tappeti colorati per mezzo di fiori o parti di esso eseguiti per le strade dove passerà poi la processione del CORPUS DOMINI.
La tradizione vuole che le infiorate siano nate a Roma nella prima metà del 17° secolo proprio nella sede del Vaticano. Oggi la tradizione è un po’ comune a tutti i paesi dell’ Italia centrale e meridionale: una delle più famose è quella di Genzano, vicino Roma, ma molti altri paesi in tutta Italia si contendono il titolo di “infiorata” da Guinness dei primati.

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Campobasso – L’Infiorata “sopra i monti”

In questa rassegna intendo raccontare come si svolge l’Infiorata nel nostro capoluogo regionale, Campobasso.

Il 31 maggio si chiude il mese mariano e i festeggiamenti si svolgono “sopra i monti” (espressione gergale), nella chiesa annessa al Castello Monforte, tenuta dai monaci francescani. Grande è la partecipazione popolare per tutto il mese: i fedeli, la mattina presto, lungo la “Via Matris” sono saliti e scesi. Dai monti fiumane di persone, a buon diritto, l’ultimo giorno sfilano lungo le vie della città in una solenne processione che vede come protagonista l’Infiorata.

Le fasi sono le seguenti: di primo pomeriggio, si riuniscono gli addetti, uomini e donne  dei comitati, che cominciano a disegnare chini  per terra, come i madonnari, i contorni dei soggetti scelti precedentemente: volti di madonne, di cristi, angeli, mazzi di fiori, tralci di rose che sono una festa del colore e dell’eleganza Il pavimento sconnesso non favorisce l’operazione, ma il lavoro procede spedito, da terminare per tempo.

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Il pavimento sconnesso non favorisce l’operazione, ma il lavoro procede spedito

Una volta eseguito questo primo approccio, si  ripassano i contorni delle figure con la “posa” del caffé, quindi è  la volta del sale colorato con la polvere dei  gessetti policromi, poi dei petali, migliaia di petali rossi, gialli, bianchi, azzurri,  che riempiono i vuoti, creano volti, putti alati, scene di vita religiosa in una fantasmagoria di colori e di sfumature diverse. L’effetto cromatico è eccezionale, mentre in alto, tra i balconi, s’intrecciano nastri e coccarde variopinte.

L'effetto cromatico è eccezionale, mentre in alto, tra i balconi, s'intrecciano nastri e coccarde variopinte.
L’effetto cromatico è eccezionale, mentre in alto, tra i balconi, s’intrecciano nastri e coccarde variopinte.

E così, su questo sentiero fiorito, quasi “su un erbal  fiume silente”, sfila, nel centro storico, la processione del 31 maggio del capoluogo molisano. La banda suona le marcette, due ali di folla guardano la sfilata lenta e solenne.

I comitati da tempo hanno preparato gli ingredienti, girando nei bar per la posa del caffé, dai fiorai  per i petali, tutti gelosamente custoditi negli scantinati per riemergere a tempo debito a dare forza alla fede dei credenti che lavorano con l’anima e col cuore. In Via Mazzini, davanti alla caserma dei carabinieri c’è  il clou: i madonnari sono questa volta gli alunni degli istituti d’arte;  l’asfalto favorisce l’operazione; si può immaginare lo splendore e la luminosità delle immagini.

A sera, sui monti, musica e ristoro, per tutti i gusti

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

[divider]Editing: Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine[divider]

 

 

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