Li cascigne. Il crespigno, buono e salutare

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 Ivan Serafini [1]

 

Cascigne
Cascigne

Il crespigno o grespino è una pianta spontanea nei campi e negli incolti, consumata come verdura da tempo immemorabile in gran parte d’Italia.  È comunemente conosciuto come cascigne (o cascegne) in provincia di Chieti e di Isernia e scrippigne nel teramano e altre località.

Nel Vastese e in Alto Molise, con il termine “cascigne” si individuano in particolare 2 piante particolarmente apprezzate in cucina: il crespigno comune (Sonchus oleraceus) e il crespigno spinoso (Sonchus asper).

Nel nostro Paese esistono altre 2 specie appartenenti alla stessa famiglia:  il crespigno sfrangiato (Sonchus tenerrimus) e il crespigno dei prati (Sonchus arvensis), commestibili ma meno gustose. Altre piante somigliano molto al crespigno, ad esempio il tarassaco.

(nell’ordine: il crespigno comune, spinoso, sfrangiato, dei prati)

In effetti, nel vastese “lu cascigne” propriamente detto è il crespigno spinoso, molto utilizzato in cucina (dagli intenditori) sia crudo che cotto. E’ facilmente distinguibile per essere appunto spinoso anche quando tenero. Cresce abbondante soprattutto negli uliveti che, se non trattati con sostanze chimiche, rappresentano il luogo ideale dove cercare e raccogliere questa e numerose altre erbe commestibili spontanee. La spinosità non deve scoraggiarne il consumo perché le giovani piante sono particolarmente gustose e ricche di preziosi sali minerali.

Purtroppo al giorno d’oggi la maggioranza delle persone è costretta a consumare solo verdure, frutta e ortaggi acquistati nei supermercati, molto più poveri di vitamine e sostanze minerali. Addirittura gli esperti consigliano di evitare abbuffate di erbe spontanee perché il nostro organismo non è più capace di assimilare la loro grande quantità di nutrienti! Consigliamo, pertanto, di consumare gradualmente e in modo crescente queste verdure che, assieme ad uno stile di vita sano ed equilibrato possono contribuire a migliorare il nostro benessere psico-fisico.

Perché le erbe spontanee sono così ricche di vitamine e sali minerali?

Semplicemente perché crescono nel luogo e nel tempo giusto! Quando cioè la fertilità del terreno, i nutrienti, l’umidità, le temperature e l’irraggiamento solare sono ottimali allo sviluppo spontaneo di ciascuna specie, senza…forzature come avviene per le colture agricole.

Proprietà ed utilizzi: ottima pianta commestibile, allo stato giovanile, cruda in insalata, mista ad altre erbe di campo, oppure lessata, usata quale contorno, condita con olio e limone o passata in padella. Davvero squisite la frittata, la zuppa di cascigne e fagioli e la “Misticanza“, un piatto di verdure di campo miste in uso soprattutto nel teramano.
Questa pianta veniva impiegata in erboristeria per le sue proprietà depurative, diuretiche, epatodetossicanti e sopratutto per la sua azione coleretica (stimolante la bile), ma oggi quasi completamente trascurata. La radice si usava, tostata, come surrogato per il caffè, come la cicoria.

Etimologia: il nome del genere deriva dal greco sonchus = molle, spugnoso, per la caratteristica del fusto fistoloso e debole, mentre il nome delle specie oleraceus di origine latina, è formato dalla radice oler = verdura e dall’aggettivo suffisso per nomi aceus= simile a, ossia simile a verdura da orto. Il nome asper, significa ruvido,

Etimologia del termine dialettale: secondo A. Manzi (Flora popolare d’Abruzzo) il termine cascigne deriva dal latino caseolus, ad indicare il fatto che spesso accompagnava il pasto con pane e casce (il formaggio) tipico dei pastori oppure per via del lattice bianco che sgorga dai fusti recisi. Gli inglesi hanno dato ai grespini il nome di sow-thistles, cioè “cardi di scrofa”, perché li amano i maiali.

Descrizione del Crespigno spinoso: pianta annuale, alta fino ad 1 m, con fusto cavo e ramificato Foglie molli, grassette, glabre, glaucescenti, grossolanamente lobato-partite con lobi a margine finemente dentato. I fiori, di colore giallo, sono riuniti in capolini disposti in cime corimbiformi. I frutti sono acheni oblunghi con 3 coste longitudinali munite di spine. Fiorisce da Febbraio a Dicembre.

Habitat: sono comuni in tutto il territorio italiano,  in alcune regioni sono presenti anche tutto l’anno, ad esclusione dei mesi più freddi. Cresce in prossimità di coltivi, nei terreni ruderali, negli uliveti, nelle vigne, lungo i cigli delle strade, in mezzo alle aiuole spartitraffico, è presente anche nei centri abitati tra le fessure dei marciapiedi o accanto a vecchi muri. (Da 0 a 1700 m).

Curiosità: specie conosciuta fin dall’antichità, il nome risale a Teofrasto ( III e II secolo avanti Cristo ). Plinio il Vecchio  ci tramanda che Teseo prima di inoltrarsi nel labirinto per uccidere il Minotauro si nutrì con un bel piatto di grespino comune.

IMPORTANTE: consumate le piante solo se siete assolutamente sicuri della specie a cui appartiene. Raccogliete le piante destinate al consumo umano lontano da fonti di inquinamento e contaminazione come industrie, strade, rifiuti, torrenti inquinati, stalle ecc.

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[1] Ivan Serafini, Presidente del Centro Studi della Montagna Vastese e della Valle de Trigno, un’associazione senza fine di lucro finalizzata alla valorizzazione della cultura, della storia, dell’arte e dell’ambiente naturale del vastese (Medio e Alto Vastese), della Valle del Trigno e dell’AltoSannio.

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Editing: Enzo C. Delli Quadri

5 Commenti

  1. Credo di avere mangiato il tipo spinoso.. nella “misticanza ” da cucinare che usa anche qui nelle Marche .Non mi pare invece di averne visti nella misticanza da insalata.

  2. li uso spesso, mi piacciono crudi o cotti in misticanza o anche da soli;teneri in insalata, con olio e limone….!!! nel mio giardino ce ne sono tanti anche perché io lascio che qualche pianta fiorisca e faccia il seme, che così si sparge poi all’intorno…E la pianta fiorita arriva fino a 80 cm di altezza e più, pur essendo sempre fragile perciò forse il proverbio ammonitore” Arecale da ssu pede de cascigne” a chi vuole fare l’arrampicatore sociale.

  3. volevo solo aggiungere -indispensabili e dovuti ed anche sentiti e veri i complimenti per l’esaustività dell’ articolo che tra l’altro saggiamente mette in guardia sulle specie di erbe da raccogliere e sui luoghi… Purtroppo oggi non c’è più la minima viuzza o sentiero campestre che non siano ESPLORATI dalle macchine… innamorate dell’AMORE, non di verdura!

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