Lettera aperta ai SINDACI dei Comuni dell’ “Alto Molise Sangro Vastese”

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Lettera  aperta ai SINDACI  dei Comuni dell’  “Alto Molise Sangro Vastese”

Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino,  Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, S. Angelo del Pesco, Vastogirardi, della Provincia di Isernia

Castel Di Sangro, Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea della Provincia de L’Aquila

 Castiglione Messer Marino, Bomba, Borrello, Carunchio, Castelguidone, Civitaluparella, Celenza sul Trigno, Colledimezzo, Fraine, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Palmoli, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo, Villasantamaria, Torrebruna della Provincia di Chieti

Trivento, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Salcito della Provincia di Campobasso

 

C’è una occasione d’oro davanti a Voi che, coscientemente, non vorrete perdere, per il bene della popolazione che rappresentate e che siete chiamati a difendere.

  • Si discute di eliminazione delle Provincie;
  • si discute di aggregazione di piccoli comuni per questioni finanziarie e gestionali; per quelli con meno di 1.000 abitanti, è già entrata in  vigore la legge 148 del 14 set 2011 che li obbliga ad aggregarsi in Unioni Municipali
  • si discute di zone franche da burocrazia e, in parte, da imposte (nel 2009 se ne crearono 22, di cui solo una montana);
  • si discute di eliminazione di strutture amministrative intermedie.

Non pensate che questa sia l’occasione propizia per mettere sul tappeto il problemaccio della desertificazione delle zone di Montagna?

Non pensate che sia venuto il momento che i Vostri paesi escano dalle retrovie cui sono stati confinati, da quando tutto il territorio dell’Alto Molise, dell’Alto Sangro, e dell’Alto Vastese è stato smembrato e sottoposto a ben 4 provincie e 2 regioni?

Non pensate che sia venuto il momento di ricompattare questo territorio in un unico aggregato amministrativo, con il che poter chiedere e ottenere, per esso, la giusta attenzione alla mobilità di persone e cose, la giusta assistenza sanitaria e il giusto sviluppo artigianale e industriale?

Intendiamoci: le vostre resistenze e il vostro scetticismo sono comprensibilissimi.  È ben noto il sistema di potere politico esistente. Sono ben note le parallele linee di comando. Nei partiti: segretario locale, segretario provinciale, segretario regionale, segretario nazionale. Nelle istituzioni: consigliere comunale, consigliere provinciale, consigliere regionale, deputato al Parlamento.

Ma, pensateci bene: queste fila di comando sono, per i vostri paesi, delle sbarre che ingabbiano i 4 spicchi del territorio AltoMolise IS –  AltoMolise CB  –  AltoSangro L’AQ  –  AltoVastese CH

Continuando a ragionare in questi termini, si potranno ottenere sicuramente benefici , grandi per qualche singola persona, purtroppo piccoli e insignificanti per la vostra popolazione, perché le aree interessate resteranno  definitivamente “zone di confine e di retrovia”, paragonabili alle anse morte dei fiumi Trigno, Sangro, Verrino dove l’acqua corrente passa di striscio e quel che resta ristagna e imputridisce.

Rimetterle insieme, invece, approfittando della eliminazione delle provincie e della necessità di aggregazioni di piccoli comuni, significa ridare loro l’ossigeno giusto e necessario ad evitare che i giovani continuino a lasciare la loro terra d’origine e ad evitare che i vecchi muoiano in ricoveri per anziani, soli, senza il conforto della vicinanza di un figlio, purtroppo lontano.

Distinti saluti

Dr. Enzo C. Delli Quadri

Amministratore del Gruppo di Discussione ALMOSAVA    “AltoMolise-AltoSangro-AltoVastese”

 

 

 

Riferimenti

Newspaper homepage

https://www.facebook.com/groups/almolsava/

almosava@gmai.com

20 Commenti

  1. c’è anche un’altra linea parallela alle due indicate nella lettera ed è quella sindacale che si muove secondo lungo la stessa catena: Provincia, Regione, Stato.
    Con la eliminazione delle Provincie, anche questa catena sarà messa in discussione.

  2. Carissimi amici, quello che sostiene Enzo è la visione lucida e chiara di chi conosce i termini del problema dai punti di vista economico, politico e sociale ed ha la capacità, dopo aver visto, di elaborare una sintesi ed una proposta concreta. Pensateci. Uniamoci a lui ed alle sue idee: sono le uniche buone e disinteressate tra quelle che si ascoltano in giro!!!!

  3. Concordo pienamente, o si va verso una soluzione di questo tipo, oppure la crisi di tutte queste zone ( dove imperano disocuppazione, mancanza di servizi, clientelismo etc. etc. ) diverrà irreversibile.

  4. Confini invisibili e senza senso! L’unione e’ l’unica soluzione! Facciamoci sentire! Questi territori continuano a perdere popolazione!!!

  5. Sugli argomenti trattati nella lettera ho cercato di coinvolgere Petraroia, Tagliente, Palomba. È giusto che si sappia come Petraroia, coerentemente con quanto ha finora sostenuto, abbia dimostrato sempre massima disponibilità ad affrontare queste problematiche, evitando di anteporre scontati interessi di partito a quelli più generali della popolazione. Questa la sua ultima email
    Il giorno 28/nov/2011, alle ore 10:23, “Michele Petraroia” ha scritto:

    Enzo sono a tua disposizione e accolgo volentieri l’invito ad affrontare i temi che ci sottoponi insieme a Palomba e Tagliente. Sull’unificazione di Abruzzo, Molise e Marche, potresti contattare in futuro anche il consigliere regionale abruzzese Giuseppe Di Pangrazio 345-6617803 con cui ho già trattato l’argomento.
    Michele Petraroia

  6. Ho letto con piacere la lettera aperta alle istituzioni e mi rendo conto che questa è forse una delle uniche strade percorribili affinché possa esistere un futuro per queste zone che altrimenti potrebbero restare sole e abbandonate. Credo, in quanto giovane, che se potessi trovare un futuro qui io certamente resterei qui. Spero che le istituzioni abbandonino il loro arroccarsi nei loro piccoli palazzotti di potere e scendano in piazza per salvare questi piccoli territorio.
    Giovanni Giaccio.

  7. L’aggregazione dei comuni non è soltanto utile ma necessaria per creare la massa critica indispensabile per la crescita di questo e di tanti altri territori italiani. Troppe volte si è privilegiata la logica del particolarismo al fare sistema. Complimenti e auguri per l’iniziativa del dr. Delli Quadri

  8. Sabato u.s. ho conosciuto il dott. Enzo, che saluto, ringraziandolo per quello che ha fatto sentire alle mie orecchie. Ritengo l’iniziativa di Almosava importantissima per il nostro territorio . Deve essere portata avanti e bisogna divulgarla il più possibile. Farò del mio meglio divulgando l’iniziativa, a voce alta , scandendo bene le parole soprattutto nella direzione di quelle orecchie che non vogliono sentire .

  9. Ideale ambizioso e giustissimo; riuscirà a prevalere sui personalismi———–Forse sarà meglio far resuscitare Jacopo Caldora, che certamente alle zone interne restituirà un ruolo e un foturo, che non sia migrazione e spopolamento-.

  10. condivido appieno la lettera. sono una ex emigrante dalla svizzera , quando sono rientrata nel 1996 a san pietro avellana pensavo di ritrovare il paese che avevo lasciato.con mio grande rammarico giorno per giorno sento che tutto va indietro . non c’e’ slancio di fare niente perche’ la popolazione diventa sempre meno.unirci insieme con altri comuni spero che ci aiuta a vivere meglio il resto della vita che ci rimane. grazio a enzo che segue queste cose per noi. saluti

  11. Come mai comuni come Montenero Valcocchiara, Rionero Sannitico, Forli del Sannio, Civitanova del Sannio, Salcito, non sono contemplati?
    Il progetto e’ ambizioso, ma io ci credo…

  12. Cara Antonella, larticolo è datato dicembre 2011. Ad inizio anno sono state fatte opportune verifiche storiche e sono state apportate alcune rettifiche in base alle quali sono stati compresi nel perimetro deel’ALMOSAVA (ALTO SANNIO) anche Rionero Sannitico, Civitanova del Sannio e Salcito.

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