Lettera aperta a Michele Petraroia – Aree Interne: problemi e opportunità

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di Enzo C. Delli Quadri

 

Caro Michele,

Michele Petraroia

Ho aspettato di vedere la conclusione della vicenda della elezione della nuova Giunta Regionale Molisana, prima di scriverti.
Adesso, finalmente, posso farti tutti gli auguri giusti e completi Quelli per la semplice nomina a consigliere regionale sarebbero stati superflui.
Credo che, per quanto e per quello che ho visto mettere in campo dalla tua persona nel periodo di nostra conoscenza, la tua nomina ad Assessore sia più che meritata. Anzi, sono convinto che avresti meritato di più, se il tuo partito non avesse fatto ricorso a  strane alchimie che, nel gioco elettorale, premiano personaggi meno meritevoli. Lo dico da comune cittadino non politico, non iscritto ad alcun partito.

Dato a Cesare quel che é di Cesare, veniamo ad argomenti meno personali.

Piero-Calamandrei e l’autonomia regionale

Tu sai che la mia stima nei tuoi confronti iniziò, dopo una iniziale baruffa dialettica, quando, con coraggio inusuale e autopenalizzante, coniasti una frase che per me é diventata un Mantra; la rilancio in ogni occasione. Dicesti:

Se il Molise deve scegliere tra il conservare un simulacro di autonomia istituzionale ed i diritti dei cittadini, non c’è discussione. Prima la sanità, la scuola, i trasporti locali, l’assistenza sociale e poi la burocrazia.

Sono certo che questa frase non fu detta a caso o a solo titolo provocatorio e le tue azioni successive hanno anche dimostrato  che non stavi scherzando. Devo ritenere, quindi, che il tuo animo conservi, lindo, questo tuo pensiero ancor di più oggi che assurgi ad una carica, centrale per il bene del nostro territorio.

Convinto di ciò, vengo a chiederti di poter ottenere:

A. Tutti gli atti amministrativi (leggibili anche da chi non ha esperienza contabile) dai quali si possa evincere 1. Il costo della burocrazia regionale in generale; 2. Il costo diretto e indiretto della Struttura Regionale, in particolare, con tutti gli annessi e connessi; 3. la quantità di risorse finanziarie che – tolto il dovuto per sanità, trasporti, strutture centrali e periferiche, oneri finanziari e vari –  resta per le attività produttive, il turismo, la montagna, le foreste, la pesca non hobbystica, l’assistenza sociale, l’edilizia scolastica e la formazione professionale.
B. Una tua valutazione, alla luce dei dati di cui al punto precedente, circa la bontà di continuare a mantenere in vita questa conclamata autonomia amministrativa regionale, piuttosto che non la attivazione di un percorso di avvicinamento alla riaggregazione tra Abruzzo e Molise.

Nel caso tu, in tutta onestà e buona fede, dovessi riscontrare che l’autonomia regionale ha una qualche ragione per essere ancora perseguita, vorrei conoscere la tua opinione rispetto alle tante volte annunciate intenzioni di riassorbire, presso la Regione, decine se non centinaia di precari. Tu conosci il mio pensiero e sai che, a stipendi per posti di lavoro improduttivi,  preferisco l’investimento di quelle risorse finanziarie in attività produttive, convinto come sono che l’epoca della finanza pubblica sia tramontata una volta per tutte e che 1000 euro spese per un “posto” sono uno schiaffo e uno spreco a danno di chi, giorno per giorno, tira la carretta da sé e, per mantenere il suo lavoro utile alla società e quello di eventuali suoi collaboratori, ha bisogno di quegli euro perché venga incentivato o, comunque aiutato, nella sua attività. Quei 1000 euro, utilizzati per il “posto” andrebbero perduti nel pozzo della semplice assistenza. Viceversa, se investiti, terrebbero in vita attività produttive utili in cui operano più persone, le quali, senza quegli incentivi potrebbero essere costrette a chiudere le attività o a non intraprenderle, se nuove, con conseguente aumento della disoccupazione.

Inoltre, vengo a chiederti di farci capire qual’è il livello di attenzione della nuova Giunta Regionale circa il problema delle Aree Interne. Leggo di lotte per accaparrare un posto di assessore o di presidente di consiglio o di commissione, sento di numerosissimi gruppi monocellulari, leggo di un assessore esterno (c’è n’era proprio bisogno?), leggo infine di compensazioni, nel senso che chi é rimasto indietro, rispetto agli assessorati o altro, sarà compensato con assegnazioni di deleghe particolari, ecc… Di fronte a questo quadro, sorgono alcune domande:

Le Aree Interne sono un problema o no? Lo spopolamento del territorio interno é un problema o no? Il dissesto geofisico, patrimoniale, economico e morale che coinvolge drammaticamente anche i comuni di confine di montagna dell’ Abruzzo, é un problema o no?

Se questi problemi esistono, e credo che tu, nella tua onestà intellettuale, su questo non abbia dubbi, ti faccio un’ altra importante domanda:
Non sarebbe il caso di creare un Riferimento particolare, con deleghe conseguenti, per le Aree Interne?

Fabrizio Barca

Non dimenticare che su questi aspetti, a livello nazionale, opera ancora il ministro Fabrizio Barca, il quale ha avviato processi molto interessanti e tenuto riunioni apposite sull’argomento. Sono certo che questo Riferimento Nazionale sarà mantenuto anche con il prossimo Governo Nazionale.

E, allora – ultima domanda: non pensi che debbano  essere date APPOSITE DELEGHE  per affrontare i problemi suddetti, attivare  percorsi comuni o convenzioni  con la regione Abruzzo, e per essere sempre pronti a presentarsi preparati ai tavoli nazionali ed europei chiamati a trattare di AREE INTERNE?

 

Grato per l’attenzione, rinnovo gli auguri e invio un saluto e un abbraccio sinceri.

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 almosava@gmail.com

1 COMMENTO

  1. Enzo grazie per la lettera aperta e per il garbo con cui proponi temi delicati e questioni socio-economiche complesse. Resto convinto che le istituzioni debbano essere al servizio dei cittadini e le macro-strutture amministrative con differenti livelli di responsabilità vanno disegnate a partire dai diritti universali di ogni persona e non per tenere in vita enti i cui costi rappresentano un fardello burocratico insostenibile nella competizione del terzo millennio. Premesso ciò mi adopererò a partire dal giorno successivo all’assegnazione delle deleghe assessorili per sostenere la semplificazione degli assetti amministrativi del Molise convinto di percorrere una strada irta di ostacoli ma consapevole che è l’unica scelta possibile. Mi auguro che le forze, i movimenti culturali e le associazioni che in questi anni si sono prodigate in direzione di un drastico contenimento dei costi istituzionali accentuino il proprio impegno con proposte chiare, condivise e di radicale mutamento dell’esistente. Insieme si potrà riprendere e rilanciare il tema delle macro-regioni previa verifica sulla sostenibilità finanziaria di un Molise snello, efficiente ed efficace. Se si procederà con determinazione in questa direzione non potranno che derivarne benefici per i cittadini delle aree interne e si invertiranno politiche miopi che hanno impoverito e reso marginale gran parte del nostro territorio. Michele Petraroia

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