Lettera al Sindaco di Capracotta e al Vicesindaco di Agnone

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Carissimi Nunzia e Antonio,

finora ho scritto 2 lettere indirizzate formalmente a 54 Comuni dell’Alto Molise Sangro Vastese. Ritengo opportuno, per la stima che ho di Voi, di indirizzarvene una terza più strettamente personale, prima che si chiuda l’anno 2011 e inizi quello nuovo. Vuole essere una lettera di Augurio.

Il primo augurio è per Voi stessi e la Vostra Famiglia, che sia un anno pieno di forti emozioni e di ottima salute.

Il secondo augurio è per la Vostra carriera politica.

Il terzo augurio è per Voi Politici, nel contesto del territorio dell’Alto Molise Sangro Vastese, che sia l’anno in cui possiate riuscire, con la Vostra partecipazione attiva, a sottrarre il territorio stesso dalle grinfie delle attuali Provincie, per farne un centro omogeneo di iniziative autonome.

Per tutti e tre gli auguri occorre, sicuramente, una buona stella, ma tutti sanno che la buona stella non aspetta, non si appalesa facilmente né si adatta ai comodi nostri altrettanto facilmente. Essa va cercata, seguita e supportata.

Nei primi due casi, salute ed elezioni regionali, so che siete già ampiamente impegnati; nel terzo, il Vostro impegno o latita o non è visibile a noi cittadini. Credo sia venuto il tempo di rompere gli indugi.

Nunzia Zarlenga

Tu, Nunzia, hai sempre sostenuto che occorre rompere queste odiose gabbie burocratiche provinciali e superare lo stato comatoso della Regione Molise che ha abbandonato a loro stessi i paesi di Montagna; inoltre, se non erro, stimi personalmente e politicamente un personaggio politico come Petraroia, il quale, da tempo, con profonda onestà intellettuale, ha detto e dimostrato ampiamente di non essere disposto a sacrificare la salute, la mobilità e la scolarità dei molisani sull’altare di una autonomia regionale fasulla.

Antonio Vincenzo Monaco

Tu, Antonio, militi in un partito che ha fatto, dell’eliminazione delle Provincie e della ricongiunzione tra Abruzzo e Molise, la sua bandiera, e con te operano convinti sostenitori come i  nostri conterranei, Di Pietro e Palomba.

Le leggi 122 del 2010 e 148 del 2011, che costringono alcuni comuni, perentoriamente, ed altri, un po’ meno perentoriamente, ad associarsi tra di loro, rappresentano l’occasione d’oro che Vi viene offerta per l’esaltazione delle Vostre idee e dei Vostri Ruoli (Capracotta è soggetta alla 148 e alle sue norme perentorie, Agnone è appena fuori dalla 128, quella con norme meno perentorie, ma mancano pochi numeri, per esserne oggetto).

Potete scegliere due vie: quella dell’associazione o aggregazione tra piccoli Comuni che, nel rigoroso rispetto delle leggi, resti dentro lo schema provinciale (la morte delle nostre terre), oppure quella dell’associazione o aggregazione tra detti Piccoli Comuni che forzi politicamente questa interpretazione, con il ricorso a metodologie e processi che, comunque, rientrano nella legge, in modo da anticipare o contribuire ad anticipare l’eliminazione delle Provincie e la ricongiunzione tra le due Regioni.

Nel primo caso, i Comuni ed i Politici Conservatori resterebbero avvinghiati alla sorte della Provincia di Isernia, con il rischio di pagare un forte pegno al momento della sua eliminazione; nel secondo caso i Politici Lungimiranti e Progressisti aprirebbero un capitolo nuovo per loro ed i Comuni rappresentati, dove potrebbero svolgere un rinnovato ruolo di primo piano.

In concreto: Vi auguro che riusciate  a rompere i confini regionali e provinciali attuando e supportando una politica di aggregazione (Municipalità nuova, Convenzioni, ecc …) di tutti i comuni di Montagna di Frontiera tra le Provincie di IS L’AQ CB CH, una politica che consenta la ricostituzione di un un organismo amministrativo territoriale unico per tutti e 54 i comuni dell’ Alto Molise Sangro Vastese, con l’obiettivo finale di proporlo come ZONA FRANCA, per ridare senso al luogo originario della stirpe sannitica e, cosa più importante, porre fine ad una desertificazione territoriale mortificante e ad un conseguente depauperamento di un immenso patrimonio immobiliare, con il che verrebbero buttati al vento (tipo patrimoniale secca, altro che IMU) sacrifici indescrivibili nostri e dei nostri avi. Non dimenticate che questo nostro territorio ha perso fino all’80% della sua popolazione. Evitiamo che diventi, definitivamente, terra per ospizi e cimiteri.

Cordialmente, Enzo

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