LETTERA agli Amici ALMOSAVIANI

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di Enzo C. Delli Quadri    18 novembre 2012

 

Ho letto con attenzione tutte le recensioni e i commenti che hanno movimentato la scena altomolisana in questi giorni, a proposito della salvaguardia delle prestazioni dell’Ospedale Caracciolo di Agnone. Trovo estremamente positivo che vadano concretizzandosi alleanze tra Comuni del territorio, sia in funzione della sanità che di altri servizi importantissimi quali la viabilità, l’edilizia scolastica, i poli scolastici, l’energia, il trattamento dei rifiuti, l’assistenza sociale, i poli industriali e artigianali, i poli archeologici. D’altra parte, il progetto ALMOSAVA, come noto, é basato su questi presupposti.

Su tutto, però, viene rafforzandosi una preoccupazione che avevo da tempo, ma che rintuzzavo con la forza dell’ottimismo e con la constatazione che l’azione di ALMOSAVA aveva convinto i 13 comuni dell’Alto Sangro e dell’Altopiano delle 5 miglia, ad allearsi, con l’Alto Molise e l’Alto Vastese
(http://www.altosannio.it/20-ottobre-2012-intensa-e-proficua-giornata-almosaviana-incontri-relazioni-dichiarazioni/)

Fermo restando che, quanto prima, il processo delle Macroregioni prenderà forma e sostanza  e che quanto prima dovremo fare i conti con le nuove aggregazioni macroregionali (a questo proposito va ricordato che su un bilancio della Regione Molise, di 1,5 miliardi di euro, a detta non solo mia ma anche di nuovi editorialisti molisani, solo 50 milioni – circa il 3%  del bilancio – é nella possibilità gestionale del Consiglio Regionale, come dire “che ci sta a fare” ?!?!);
fermo restando che,
a seguito di Unioni di Comuni sempre più necessarie e improcrastinabili, si formeranno nuove aggregazioni territoriali del tipo di ALMOSAVA;
constatato che
i Comuni Altomolisani, anche quando sono impegnati in uno solo di quei problemi suesposti, continuano a essere presi e irretiti da dialettiche partitiche;

succederà che:

ALMOSAVA si farà,  ma non più sull’asse da me individuato Castel Di Sangro, Agnone-Castiglione-Trivento vale a dire Altosannio, basato su omogeneitá di storia, cultura e lingua, bensì sull’asse Castel Di Sangro, Isernia, Venafro, basato chiaramente su altri fattori, che esulano dalla omogeneità culturale, storica e linguistica, per creare un altro accrocchio ad uso e consumo dei politici.

In termini economici e di sicurezza, l’ asse adriatico positivo, più propriamente abruzzese, sarà sostituito dall’asse tirrenico meno positivo. più propriamente molisano-campano

E Agnone, Castiglione, Belmonte, Pescopennataro, Capracotta, Fraine ecc… finiranno per essere più isolati di quanto già non lo siano. (Chi esce per ultimo spenga la luce).

Giaggiolo Meridionale

ALMOSAVA, ad ispirazione adriatica e a difesa dell’ asse  Castel Di Sangro, Agnone-Castiglione, Trivento, vale a dire a difesa dell’ Altosannio, continuerà a difendere la sua idea e a divulgare la cultura popolare del suo territorio ben conscio del fatto che, allo stato attuale e con quel che si prospetta, solo una fortissima e collettiva presa di coscienza potrà cambiare la situazione e collegare l’ ALMOSAVA-ALTOSANNIO con la direttrice adriatica che può assicurare maggiori possibilità di crescita.

Lo farà finché avrà la certezza di essere ascoltato almeno da una parte della popolazione. Dopo, basta, anche perché un motto almosaviano insegna che” é megl esser curnut ch mal sentut“.

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