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L’emigrazione

di Duilio Martino [1]

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I pionieri della emigrazione Italiana

Gli italiani erano presenti nell’America del Sud sin dalla scoperta del Continente, quando i Navigatori toccarono le coste meridionali del nuovo continente. Italiani presero parte, come soldati delle truppe spagnole, alla fondazioe di Buenos Aires, sin dal 1536 sembra che fu proprio un certo Leonardo Gribeo a suggerire al villaggio nascente il nome di Buenos Aires. Gli italiani, specialmente sardi, liguri e veneziani, furono proprietari terrieri della nuova cittá.
Già tra il secolo XVI e XVIII con francescani e gesuiti, giunsero i primi coloni, (esploratori, architetti, pittori, altri professionisti ed i primi agricoltori italiani).
Importanti figli di italiani come Manuel Belgrano, Juan José Castelli e Antonio Luis Berruti furono appartenenti al movimento rivoluzionario del 1810.
Considerato ciò, la prima fase migratoria verso il Sud America, la cosiddetta  “emigrazione ligure”, fu così definita per la prevalenza di genovesi, più richiamati da interessi di traffico commerciale che da altre ragioni. Dal 1820 iniziò un flusso migratorio “politico”, intensifiatasi dopo il 1848. La caratteristica più importante di questo flusso fu la intensa partecipazione degli esuli alla vita civile e politica Sudamericana, l’entusiasmo dovuto alle nuove idee di libertà ed indipendenza che esportarono e che porsero a quei popoli,. Essi non chiesero solo asilo ma arricchirino quei popoli che li accolsero dando il loro contributo di idee passione politica. Esempio arcinoto è quello di Garibaldi e la sua legione italiana.

L’emigrazione di massa

L’emigrazione é stato un grande fenomeno sociale che ha interessatotutte le regioni italiane, incluso l’Abruzzo, certamente imponente dal punto di vista quantitativo e forse determinato dalla incapacità del neo Regno d’Italia di dare risposte alle crescenti esigenze della popolazione delle campagne italiane che chedevano terra per una dignitosa sopravvivenza. Il desiderio di evadere dal miseria e disoccupazione, da fame ed ingiustizie indussero i contadini ad emigrare. I grandi spazi disponibili oltreoceano divennero presto un richiamo troppo allettante per quelle famiglie che intravvedevano nella possibilità di accaparrarsi possedimenti ampi, la grande opportunità della loro vita. Il fenomeno migratorio è durato oltre un secolo, ed ha interessato un numero incredibile di Italiani, circa 27 milioni, con alcuni picchi in diminuzione dovuti più a fenomeni temporali contingenti (guerre o misure restrittive) che ad una naturale stabilizzazione; lo si può ritenere sparito o per meglio dire, rientrato nei limiti delle fisiologiche esigenze, solamente agli inizi degli anni ’70, in seguito alle profonde trasformazioni della società italiana soprattutto deteminate dal “miracolo economico della industrializzazione Italiana”.

Ancora oggi il fenomeno non può considerarsi  del tutto estinto e le trasformazioni continuano a destare interesse gli studiosi e sociologi.  Alla fine del XIX, secondo il Ministero degli Affari Esteri, comunitá di italiani erano già presenti non solo in Europa in America, ma anche in Africa, Asia e Oceania. Ma il grande entusiasmo era rivolto verso la meta ‘americana’ (“febbre” americana) perché si intravvedeva, nel raggiungere il Nuovo Mondo, la vera soluzione alla situazione econmica dei contadini delle regioni più povere. Non dimentichiamo che Garibaldi, attore principale nel processo di unificazione dell’Italia, aveva combattuto nel Sud America e quindi portato con se notizie interessanti e leggendarie su queste terre; consideriamo importantissima anche la diffusione della notizia che l’immensa Patagonia in Argentina aspettava solo di essere “colonizzata”. In quel periodo il governo “Piemontese” della Nuova Italia aveva persino chiesto di costruire (in Patagonia) delle prigioni per i ribelli e briganti fedeli ai Borboni poichè in Italia non riuscivano a contenere il fenomeno ed il gran numero di prigionieri. Questi venivano persino lasciati morire di fame (il loro menù prevedeva solo pane raffermo ed acqua) e freddo nelle prigioni governative (famosa e terribile quella di Fenestrelle). Il fenomeno del Brigantaggio è perdurato per oltre un decennio fino al 1870 e qualche residuo ben oltre. La grande emigrazione giunse, in realtà, in soccorso al governo Italiano, creò una certa stabilità poichè allontanandosi dal suolo italico un numero incredibile di persone fu scongiurato un conflitto sociale davvero pericoloso.

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Il flusso migratorio (rilevante) verso Argentina iniziò dal 1870 e fu favorito dalla promulgazione di leggi da parte del Governo sud Americano che favorivano l’inserimento di immigrati nei settori quali agricoltura, industria ed artigianato. Nel ventennio dal 1870 al 1890 le regioni del nord (Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto) hanno contributo con il maggior numero di emigranti.

Questi i flussi migratori dall’anno 1876 fino al 1986.

STATI UNITI    5.702.554
FRANCIA    4.427.363
SVIZZERA    4.168.427
ARGENTINA    2.867.207
GERMANIA    2.712.000
BRASILE        1.462.411
CANADA             673.821
BELGIO           338.712

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Comunità Italiana in Argentina

Si calcola che attualmente, su circa 35 milioni di abitanti quasi la metá sia di origine italiana, l’Italia ha popolato pacificamente una Nazione extraeuropea, condizionandone fortemente i costumi e le abitudini, le attivitá economiche e quelle culturali stabilendosi in quasi tutte le cittá, fino alla remota Terra del Fuoco. Attualmente, la comunitá italiana in Argentina,  costituisce la spina dorsale della Repubblica, sia da un punto di vista qualitativo e quantitativo.
Nel 1910 diventò presidente della repubblica argentina Roque Saenz Peña che estese il suffragio elettorale agli italiani che divennero cittadini con pieni diritti accelerando il processo di integrazione; dopo la prima generazione, i nati in Argentina si erano perfettamente integrati nella nuova nazione e già esprimevano il loro amore per la nuova patria più forte che per la pur sempre amata Italia. Questo esempio sarebbe ceramente da tenere a mente per quanto concerne i processi migratori attuali e le problematiche d’integrazione.
Illustri personaggi di origine italiana sono rimasti nella memoria del popolo argentino; tra questi il presidente Carlos Pellegrini, lo scrittore Ernesto Sabato, il pilota Juan Manuel Fangio di origine di Castiglione Messer Marino, i compositori di tango Astor Piazzolla ed Atilio Stampone, il calciatore Angelillo, ma l’elenco potrebbe essere infinito.

 

Tempesta in mare
Tempesta in mare

Tragedie sull’oceano
Il viaggio era terribile e non  solamente per quei contadini, che nella loro misera vita non avevano mai visto il mare, ma anche per gli altri.
Tante le tragedie e penso che di molti decessi nemmeno se ne è avuta notizia. Quando sentiamo alla Tv di sbarchi di clandestini e barconi dobbiamo immaginare il lunghissimo calvario dei nostri cari emigranti che erano anch’essi “prede” di armatori senza scrupolo che privilegiavano il loro arricchimento. Nel 1888 perirono 18 emigranti per mancanza di viveri sul “Matteo Bruzzo”, partito da Genova per il Brasile; nel 1889 ancora 27 persone  morirono per nientemeno che per asfissia sul “Frisca”; fino alla assurda tragedia del  “Utopia”  del 17 Marzo 1891 in cui perirono 563 persone di cui ben 15 (forse 16) frainesi.
A questi pionieri coraggiosi e sfortunati va doveroso il mio umile pensiero.

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[1] Duilio MartinoAbruzzese di Fraine (Ch), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

Musica: Mahler: Adagietto Symphony 5 – Karajan*
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

About Duilio Martino

Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

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