Le tre leggende di Bagnoli del Trigno

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di Maria Merola

Arroccato su un massiccio roccioso sorge nell’abbraccio del fiume Trigno e del torrente VellaBagnoli del Trigno. Oltre a somigliare a un piccolo presepe, Bagnoli può vantare ben tre diverse leggende circa la sua nascita.

La prima leggenda vede protagonista un cavaliere romano o un Duca, che amava talmente tanto immergersi nelle acque termali e ricche di minerali del Trigno, che iniziò l’edificazione del paese.

La seconda leggenda riguarda sempre la natura termale del luogo, per cui i cittadini diedero vita a un insediamento presso Balneoli.

Infine, l’ultima leggenda si incentra attorno al periodo delle invasioni barbariche, in cui alcune tribù scelsero di rifugiarsi sotto la “preta” per proteggersi, dando così vita al nucleo più antico del paese: il rione Santa Caterina.

Ricollegandoci a Santa Caterina, il 18 agosto ha luogo la rievocazione storica, con il Palio di Santa Caterina. Il Paese fa un tuffo nel 1700 con tanto di ducato per pagare i prodotti tipici dell’epoca. Anche qui ci troveremo di fronte a due leggende, la prima che riguarda il Castello e le fate che venivano liberate al suo interno, la seconda riguarda la vicenda di due giovani innamorati e lo Ius Primae Noctis. Questa volta non avremo il tragico epilogo della Fata, la storia si concluderà con l’uccisione del Duca e la marcia verso il castello per incendiarlo.

Anche qui ricorre il rito del fuoco, a Bagnoli si ha una ‘ndocciata simile a quella di Agnone, dove le torce sono realizzate con ginestre e rami secchi e vengono spente dal vino nuovo appena spillato, come buon auspicio per il raccolto. La ginestra ha una simbologia derivante dalla cultura celtica ed è collegata al Sole.


Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: La Terra in Mezzo

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