Le tiritere

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di Paola Giaccio

Chiamiamole come ci pare, ma le storie che raccontavano le nostre nonne ai bambini, solitamente dopo cena, erano momenti magici, irripetibili che, oltre rafforzare l’unione della famiglia, trasmettevano valori e sentimenti. E facevano sognare……Ciò che ora, specie i nostri bambini, non fanno più. Ma oltre i racconti, c’erano anche le tiritere che davano tanta allegria: il tempo passava più in fretta…

Le tiritere – Nonna racconta

Vincenzo Desiata ci racconta: “Carmela era come tutte le nonne del mondo e mi accudiva quando mamma era impegnata. Tanti i giochi, tante le storie che mi raccontava per farmi stare tranquillo.”

Stavanə na volda
nu vijacchiə e na vecchia
deroietə a nu specchiə
e magnévanə panə e cəcerchiə.
Sə nə jéarne ngiojəma a nu mondə
e magniérnə céquera e panonda.
E’ bieallə ru fattə ca mo tə l’accondə?

Traduzione:

C’erano una volta
un vecchio e una vecchia
dietro a uno specchio
mangiavano pane e cicerchie.
Se ne andarono sopra un monte
e mangiarono ciliegie e pane.
E’ bello questo fatto che ti racconto?

ed io rispondevo ingenuamente : – SI!-
E la nonna ricominciava.

Quando pioveva e mi vedeva triste mi ripeteva:

Chiovə e chiovə
na semmana verdə secchə
e non tumbréa,
panə e vinə a ru garzonə
e schiatta nguorpə ru padronə!

Traduzione

Piove, piove,
settimana verde e secca
senza tuoni,
pane e vino al gaezone
vada in malora il padrone.

…ed io mi divertivo a sentirla, cercando di impararla. Dopo tanti anni ancora le ricordo queste tiritere, con nostalgia di quei momenti sereni che non torneranno più.

 


Copyright: Altosannio Magazine
Editing: Paola Giaccio 

2 Commenti

  1. da Castiglione Messer Marino, 26 marzo 2018
    Circostanze fortunose (la mia visione dell’uomo non mi permette di aderire all’opera ideata e portata avanti dal Sig. Zuckerberg) mi hanno consentito di vivere qualche attimo di vera profonda commozione nel leggere il racconto che spiega perché sono tutti storti gli alberi di ulivo, presente da ieri mattina nella pagina FB di altosannio
    Ringrazio Lei, signora Paola, per avere “osato” proporre questa pagina in un momento storico in cui si è giunti a vergognarci – noi italiani – di ciò che ci ha resi (prima della nostra pressoché totale omologazione alla parte deteriore dell’americanismo) una comunità unica al mondo e mi auguro di poter confermare il mio GRAZIE con una calorosa stretta di mano.
    E anche questo Suo dare voce a Vincenzo Desiata è un Suo gran merito.

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