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Le ghiottissime doti della Genziana

a cura di Enzo C. Delli Quadri

la genziana gialla
la Genziana gialla (Gentiana lutea)

La Genziana [1] è una pianta annuale, biennale o perenne. Cresce su terreni acidi o neutri, ricchi di humus e ben drenati; si può trovare in luoghi pienamente o parzialmente soleggiati. Esistono moltissime specie; una delle più pregiate è la Genziana Gialla (Gentiana lutea[2] che cresce a Campo Imperatore, sul Gran Sasso. Cresce nei pascoli e nei prati concimati di montagna, preferibilmente su terreni calcarei, fiorisce da giugno ad agosto con grappoli di fiori gialli, e le sue foglie presentano un colore verde lucente.  

Ghiottissime sono soprattutto le sue radici, che vengono utilizzate per produrre oltre al famoso liquore, uno dei digestivi più amati a tavola, anche infusi o tisane.

È inserita tra le specie protette dalla L.R.45/79, ne è quindi vietata la raccolta, per qualsiasi fine. Non vanno raccolte le radici, a meno che non si sia esperti conoscitori della pianta, in modo da effettuare l’estirpazione parziale e tale da consentire alla pianta di continuare a vivere. Se inesperti, oltre che incappare in un reato penale, si mette a rischio una specie preziosa che è testimone della storia abruzzese.

Radici di Genziana
Radici di Genziana

Della genziana gialla si utilizzano le radici, che non devono mai essere impiegate fresche perché velenose. Esse si fanno seccare fino a che, spezzandole, si osservi, all’interno, il tipico colore giallo. Dopo l’essicazione vengono utilizzate per diversi scopi:

  • come liquore per facilitare la digestione,
  • come infuso contro l’inappetenza
  • come additivo nutrizionale nei sorbetti, nei gelati, nei risotti
  • come tisana per purificare e drenare la bile, migliorare i processi digestivi e disinfettare la pelle.

Il liquore di genziana [3]

Questo amaro digestivo non manca mai a fine pasto, specialmente nei giorni di festa. L’arte di fare liquori in casa è una sapienza antica che si tramanda di generazione in generazione, e ha profonde radici in questa regione d’Italia.

L’Abruzzo, e le genti abruzzesi, legano da sempre la loro storia alla terra natia, alle sue particolarità, spesso alle sue durezze. Terra difficile a volte, specie in alcune sue zone, aspra e gelata in inverno, eppure meravigliosa nella sua grandezza, nei suoi contrasti. Generosa in alcune stagioni, difficile in altre. La sua popolazione lo ha sempre saputo e, da secoli, ha imparato a fare tesoro di ogni risorsa, anche della più piccola e insignificante. Così è diventata maestra nell’arte dei liquori. L’estate e i primi periodi d’autunno, oltre che stagioni di conserve sono stagioni di liquori, preparati e conservati per scaldare le lunghe sere invernali davanti ai camini accesi. 

Ed erano i pastori transumanti, che stazionavano sulle piane montane di Campo Imperatore, e altre zone del Gran Sasso, a raccogliere (in modo sostenibile) le radici di genziana per estrarne il liquore che li avrebbe scaldati nei lunghi inverni.

Oggi, sono le erboristerie e molti siti internet che  vendono radici secche pronte all’uso.

Ricetta: Liquore alla genziana

40 grammi di Radice di genziana
1 litro di Alcool puro
3 litri di Vino bianco da tavola
6 grammi di Chicchi di caffè
5 Cannella, stecche intere
1 Chiodo di garofano
300 grammi di Zucchero
¼ Buccia di limone

In un vaso di vetro, mettere in infusione le radici e tutti gli aromi, poi coprire con il vino. Chiudere ermeticamente il contenitore, etichettare con la data e le quantità, e far riposare almeno 40 giorni.

Al termine dei 40 giorni, munirsii di carta da filtro per liquori, bottiglie pulite, un imbuto, e procedere come segue: filtrare il vino, che ormai sarà di color ambrato, passandolo nella carta da filtro, travasandolo in un ampio recipiente. Aggiungere mescolando lo zucchero, tenendo presente che ci vorrà un po’ prima di scioglierlo, e poi unire l’alcool mescolando ancora.

Imbottigliare la genziana, etichettatela, e farla riposare qualche giorno prima di berla, in modo che i sapori si uniscano perfettamente.

il liquore di Genziana
il liquore di Genziana

La genziana come tisana o altro ancora[4]

La tisana preparata con le sue radici, bevuta mattina e sera, purifica e drena la bile, migliora i processi digestivi e disinfetta la pelle

Quando durante la stagione primaverile ci capita di soffrire di inappetenza e di difficoltà digestive, se durante il rush finale scolastico i ragazzi sono svogliati, quando gli anziani si sentono un po’ giù di tono a causa dei primi caldi, ecco venire in nostro soccorso la genziana gialla (genziana lutea)

Ricetta della tisana: Macerare, dopo averla frantumata, 2 grammi di radice essiccata in 250 ml d’acqua fredda, bollirla per un minuto, filtrare, e berne un bicchierino prima o dopo i pasti, mezzogiorno e sera. Oltre a far tornare l’appetito, regolerà anche l’intestino.

In passato, in tutta Europa, la genziana era usata come febbrifugo prima dell’introduzione del chinino. Oltre a fungere da stimolante dell’appetito e da regolatore intestinale, la genziana può rivelarsi una pianta assai utile anche in caso di astenia.

Ricetta dell’ infuso contro l’astenia: prendere 20 g delle sue radici, 60 g di fiori di camomilla e 120 g di radici di valeriana, tagliare e mescolare il tutto; la sera, per almeno un mese, un’ora prima di andare a letto, mettere a bagno, in una tazza di acqua calda, un pizzico della miscela. Lasciare a bagno per 5 minuti, quindi filtrare e bere metà tazza prima di coricarsi e l’altra metà il mattino appena svegli.

Ma la Genziana non finisce di stupire: può essere utilizzata per “riparare” le lesioni o per la pulizia della pelle.

Ricetta del decotto contro le lesioni: far sobbollire 100 g di radice in un litro d’acqua e usarlo esternamente per cicatrizzare ferite e ustioni solari

Con l’infuso di genziana si detergono molto bene le pelli grasse e piene di efelidi.

Infuso per la pulizia della pelle: mettere a macerare 20 g di radici sminuzzate in un litro d’acqua bollente per 10 minuti. Lasciare raffreddare la miscela e conservarla in una bottiglia chiusa: si avrà a disposizione un eccezionale tonico-detergente naturale. Usarlo per tutta l’estate, la sera, per la pulizia del viso: si evita la formazione di punti neri, si attenuano le rughe e si restituisce luminosità all’epidermide.

__________________________
[1] Da wikipedia
[2] (http://www.altrasalute.it/erbe_000058.html)
[3] http://worldrecipes.expo2015.org/it/ricetta-liquore_alla_genziana_3647.html
[4]http://www.riza.it/benessere/erbe-e-fitoterapia/4219/la-genziana-aiuta-a-depurarsi.html

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

8 commenti

  1. Mio padre raccoglieva le foglie per farne un decotto contro le convulsioni.
    Complimenti a Delli Quadri!

  2. luciano pellegrini

    La genziana, per colpa degli ingordi, è difficile trovarla in montagna. E’ una pianta sparita. Meno male che la forestale con i maggiori controlli eseguiti riesce a scoprire queste persone. Bene hai fatto a raccomandare a non raccogliere più la genziana ma ad acquistarla alle erboristerie. La qualità del liquore è uguale, ma così facendo salviamo la pianta e rispettiamo l’ambiente. Ti invio la mia ricetta, è quasi uguale alla tua, non uso i chicchi di caffè ma la china, è ugualmente una pianta amara ed aromatica.

    Liquore di genziana x 2 litri di VINO

    • 60 gr di genziana secca
    • 8 chiodi di garofano
    • 10 gr di china
    • ½ stecca di cannella
    • Buccia di limone
    • 1 l d’alcol
    • 800 gr di zucchero
    • 2 litri di vino bianco
    Escono circa 3 litri di genziana a 45 gradi

    Mettere il tutto in infusione in 2 litri di vino bianco x 30/40 giorni, ogni tanto agitare.
    Poi si filtra , volendo si spreme con la pressa il contenuto macerato e si aggiunge 800 gr di zucchero e 1 litro di alcol.

    Aspettare circa 3 o 4 mesi per berlo.

    N.B. per stemperare un litro di alcool a 90 gradi ed arrivare a 45 gradi che è già forte da bere , bisogna aggiungere un litro di acqua o vino. Però i gusti sono gusti!
    3 litri di alcolo, nella tua ricetta, con aggiunta di un litro di vino, faccio fatica ad immaginare come si può bere. Prendi questa mia riflessione affettuosa e non critica.

  3. penso che la ricetta di Luciano sia più veritiera, poichè il liquore di Genziana non deve essere eccessivamente alcoolico altrimenti copre l’amaro e disgusta.

  4. Gradevole il sapore che resta in bocca e sulle labbra dopo un “goccio” di genziana, ma la cosa più convincente dell’articolo, che me lo ha fatto apprezzare tanto, è stato il suggerimento che essa può aiutare a “ridonare ” luminosità al viso e attenuare le rughe! Sia benedetto il potere della genziana e chi lo ha scritto…Correrò in erboristeria…già perché pur volendo, in montagna non ci vado più…

  5. Francesco Gerbasi

    Nella ricetta del liquore, c’è un errore, non ci possono essere 3 litri di alcool ed 1 litro vino, ma bensì il contrario.

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