L’arte  del ferro battuto

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

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L’arte è l’attività umana volta a creare opere di valore estetico che non necessariamente debba coincidere con il concetto di bellezza. Richiede abilità, ingegnosità, perizia e talento. Un’opera si dice artistica quando suscita una emozione, essendo essa legata a processi creativi e innovativi che nulla hanno di ripetitivo o cosiddetto “normale”. Questo significato di arte riguarda essenzialmente il singolo uomo, l’artista.

Ma un altro significato di arte viene attribuito ad attività umane che, avendo profonde radici nelle tradizioni secolari e da esse traendo linfa vitale per resistere nel tempo, vengono svolte in modo professionale da una o più persone che, nel rispetto di canoni predefiniti e codificati nel tempo, prendono il nome di “Maestri d’Arte”.

Nel territorio almosaviano “Alto Molise Sangro Vastese” le attività che possono, senza alcun dubbio, essere assimilate al significato di arte sono:

  • L’arte del ferro battuto
  • L’arte del cuoio,
  • L’arte della  tessitura,
  • L’arte del rame
  • l’ arte della ceramica,
  • L’arte del bronzo.

L’arte del Ferro Battuto

Le prime prove di uso del ferro vengono dai Sumeri e dagli Ittiti, che già 4000 anni prima di Cristo lo usavano per piccoli oggetti come punte di lancia e gioielli ricavati dal ferro recuperato da meteoriti. Poiché le meteoriti cadono dal cielo, gli antichi latini chiamarono Sider = stelle il ferro e quel ch’era ad esso legato siderurgico.

Il ferro è un metallo estratto da minerali: non si rinviene ferro puro in natura (nativo). Per estrarre il ferro dai suoi minerali, all’interno dei quali si trova nello stato ossidato, è necessario rimuovere le impurità per riduzione chimica del minerale. Il ferro si usa solitamente per produrre acciaio, che è una lega a base di ferro, carbonio ed altri elementi.

Il ferro battuto è stato il primo tipo di acciaio ad essere scoperto; è stato probabilmente ottenuto casualmente come sottoprodotto della produzione del rame. Si produceva mettendo in un forno a cupola del minerale di ferro su uno strato di carbone di legna. Il forno era sigillato, la combustione si otteneva insufflando aria con un mantice. Il processo durava alcune ore.
Alla fine del processo il forno doveva essere distrutto per estrarre la risultante spugna di ferro, o blumo, che doveva essere battuta per eliminarne le numerose scorie, da cui la denominazione ferro battuto.

Il ferro battuto era un acciaio con basso contenuto di carbonio (vedi ferro dolce), che risultava quindi impossibile da temprare. Gli oggetti in ferro battuto erano pertanto molto duttili e si piegavano con facilità. Per poter essere resi più resistenti dovevano essere arricchiti di carbonio mediante primitivi metodi di carbocementazione. Per lo stesso motivo si elaborò successivamente la più efficace e laboriosa tecnica dell’acciaio a pacchetto.

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Il ferro battuto nell’artigianato

Con il termine ferro battuto si indica anche il singolo elemento in ferro, solitamente un’asta di sezione rotonda, quadrata o rettangolare, forgiata a caldo e battuta col martello sull’incudine dal fabbro, fino ad ottenere l’elemento voluto. Il ferro battuto può assumere varie forme, dalla più semplice come una lancia, una foglia, un torciglione, alle più elaborate come un ramo di edera, una rosa, ricci e volute varie; tipici usi del ferro battuto sono i cancelli e le testiere dei letti.

La lavorazione del ferro battuto era molto diffusa ad Agnone, i fabbri ferrai hanno contribuito a conservare nel tempo le tipiche lavorazioni utilizzate per arredi di edifici pubblici e privati, per ornamento personale, per attrezzi ed utensili da lavoro e da cucina, facendo della cittadina altomolisana il centro più noto in questo settore.

Il  fabbro ferraio crea oggetti, utilizzando a questo scopo attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al ferro battuto quando questo si trova in uno stato non liquido. Solitamente il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incandescente, e successivamente sottoposto alla lavorazione di forgiatura. Questo tipo di lavorazione è stata una delle prime tecniche utilizzate per la lavorazione dei metalli.

Il colore è un indicatore molto utile della temperatura e lavorabilità del metallo: man mano che si riscalda il ferro prima diventa rosso, poi arancione, giallo, ed infine bianco. La temperatura ideale per la maggior parte delle operazioni di forgiatura è quella corrispondente al colore giallo-arancio, più o meno nota come calore di forgiatura. Per evitare che la luce ambiente impedisca loro di valutare con precisione il colore del metallo, molti fabbri lavorano al buio, o in ambienti poco illuminati.

Alcuni manufatti dei fabbri ferrai sono: cancelli, griglie, ringhiere, mensole, sculture, attrezzi, oggetti decorativi, utensili da cucina, ed armi. Un fabbro esperto sa realizzare, con il minimo impiego di lavoro ed energia, prodotti di aspetto piacevole che abbinano talento ed originalità.

 


Fonti: esperienze personali e wikipedia

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

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