L’arte della ceramica – il ceramista

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

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L’arte è l’attività umana volta a creare opere di valore estetico che non necessariamente debba coincidere con il concetto di bellezza. Richiede abilità, ingegnosità, perizia e talento. Un’opera si dice artistica quando suscita una emozione, essendo essa legata a processi creativi e innovativi che nulla hanno di ripetitivo o cosiddetto “normale”. Questo significato di arte riguarda essenzialmente il singolo uomo, l’artista.

Ma un altro significato di arte viene attribuito ad attività umane che, avendo profonde radici nelle tradizioni secolari e da esse traendo linfa vitale per resistere nel tempo, vengono svolte in modo professionale da una o più persone che, nel rispetto di canoni per definiti e codificati nel tempo, prendono il nome di “Maestri d’Arte”.

Nel territorio almosaviano “Alto Molise Sangro Vastese” le attività che possono, senza alcun dubbio, essere assimilate al significato di arte sono:
•    L’arte del cuoio,
•    L’arte della  tessitura,
•    L’arte del rame e del ferro battuto,
•    l’ arte della ceramica,
•    L’arte del bronzo.

Arte della ceramica

In Molise, ha radici antiche: il primo nome di ceramista molisano risale all’alto medioevo, ma bisogna arrivare alla fine del trecento per avere notizie più certe. E’ in questo periodo, infatti, che alcuni monaci benedettini cominciarono a lavorare la pasta terrosa di buona qualità, esistente in varie zone dell’Alto Molise.

Duca Carlo Ascenso D’Alessandro
Castello di Pescolanciano

La produzione di ceramiche e terracotte molisane era notevole e di buona qualità. Oggi esse si possono ammirare nei migliori musei nazionali. La produzione di ceramiche è tradizionalmente legata alla produzione della fabbrica dei Duchi D’Alessandro di Pescolanciano (metà sec. XVIII), di cui è documentata la somiglianza a quella di Capodimonte, mentre la produzione di terracotte semplici, smaltate e decorate, è stata da sempre legata a fabbrichette locali impegnate nella fornitura di terraglie di uso domestico.

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[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

2 Commenti

  1. Ru p’gnatar, era questo il soprannome di chi, in Agnone, faceva il mestiere del ceramista, soprannome che ancora resiste nei figli, anche se ormai questo tipo di artigianato non esiste più.
    L’ultimo a fare questo mestiere era il nonno degli attuali eredi.
    Già il figlio de “ru p’gnatar”, ossia il padre di tali eredi, non volle riprendere il mestiere degli avi perché era un mestiere troppo umile e preferì fare il calzolaio.
    Un esempio recente di ripresa di questa attività c’è stata negli anni ’80 con “La Giara”, un locale molto gradevole e anche molto attivo nella decorazione di ceramiche artistiche. C’è purtroppo da dire gli artisti che lo gestivano dovevano acquistare i “cotti” altrove, per mancanza di produzione locale.

  2. E’ tutto estremamente interessante.
    Sarebbe anche interessante avviare un’azione sinergica con organismi che svolgono attività di formazione e specializzazione nel settore della ceramica artistica.
    Parliamone.

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