L’Altosannio ha 2.500 anni di Storia

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a cura di Enzo C. Delli Quadri [1]

L’ALTOSANNIO, alias Al-Mo-Sa-Va, è il territorio coincidente con l’ALTO-MOLISE-SANGRO-VASTESE. Fu il luogo di origine della nazione sannita. Per almeno cinque secoli (VI – I a.C) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro, l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli e Vastogiradi, Capracotta, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante.

Aufidenia=Alfedena. Hereclanom=Schiavi d’Abruzzo. Pesco di Guardia=Pescopennataro. Trevento=Trivento. La Pietra che viene avanti=Petravenniende (Pietrabbondante). Sella dei Sacrati=Sella di Capracotta. M.Karakenos=Monte Saraceno. Santuario della Nazione=Teatro Italico di Pietrabbondante. M.Kaprum=Monte Capraro. Ver=Verrino. Città del Toro Sacro=nei pressi di Agnone. Le tre cittadelle=Le Civitelle.

In questo territorio  venne affermandosi la parola Italia come dimostrato da questa moneta oggi conservata nella Biblioteca Nazionale in Parigi. E’ di straordinaria importanza perchè è la prima testimonianza visiva dell’esistenza della parola Italia, e risale al 91 a.C., quando le popolazioni italiche si riunirono per giurarsi fedeltà e muovere contro Roma con la famosa Guerra Sociale. La moneta in argento, sulle cui facce sono riprodotte la scena del giuramento e l’immagine di una donna con la scritta Italia, è stata rinvenuta tra i resti di un santuario italico-romano in località Pizzo della Croce sul Monte Queglia, alle pendici del Gran Sasso.

Secondo il Mommsen, le cui teorie oggi vengono confermate dai più recenti scavi di Pietrabbondante, fu proprio dall’Altosannio che le prime generazioni di giovani sanniti migrarono per espandersi nelle valli di Isernia-Venafro e Bojano-Sepino per costituire i Pentri e poi, un secoli di primavere sacre, verso Benevento e la Campania per formare Caudini, Hirpini e Lucani. Il santuario di Pietrabbondante fu il luogo politico e sacro ove tutti i Sanniti si riconobbero come nazione fino alla fine (82 a.c.). Una storia straordinaria che Nicola Mastronardi ha portato alla luce con il suo romanzo Viteliù, orgoglio di tutti gli Altosanniti.

L’Altosannio, salvo alcuni periodi storici, fu nei secoli un territorio senza confini amministrativi importanti, cosa che ne ha salvaguardato una cultura e una lingua omogenea. Negli anni 60-70 del secolo scorso, politici insensibili e, in diversi casi, più interessati a questioni partitiche e personali che a questioni di interesse territoriale, determinarono la sudditanza amministrativa dell’ Altosannio a ben 4 province e 2 regioni, aggravando situazioni già pesanti di desertificazione demografica, economica e sociale.

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Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

1 COMMENTO

  1. ENZO CARMINE DELLI QUADRI, un sentito ringraziamento per l’ospitalità degli articoli – curati e pubblicati- di tanti iscritti nel blog Altosannio, da te fondato e condotto con zelo ed impegno. SEMPRE ANCHE NEI NOSTRI CUORI è l’auspicio che il nostro territorio ridiventi AL.MO.SA.VA – e la cui storia antica è stata con maestria raccontata anche dal prof Nicola Mastronardi in VITELIU…
    E allora potrai godere per non aver LAVORATO INVANO.

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