Lacrima di Natale

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 Poesia di Angelo Iavicoli [1]

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Lacrima di Natale

Quest’anno ho versato
una lacrima.
Non per la guerra
non per un bimbo
che muore di fame.
fiumi di lacrime
ho versato.
Quest’anno ho versato
una lacrima
per gli alberi
che, soli soletti,
a me che passavo
porgean il saluto,
talvolta
facevan dispetti
e al vento
facevan da scudo
mostrando i lor petti.
Si senton traditi
dall’uomo,
strappati dal suolo
non mostran
alcun duolo.
Son morti
e non sanno il perché.
Fanno pena:
restano esposti.
Si vergognano
di essere stati vivi
ed ora d’esser morti.
Forse le loro chiome
verdeggianti
come in un magico sogno
adornano
per la festa di Natale
le vie celesti
di quel Paese
che è molto lontano
disperso nell’eternità.

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[1] Angelo Iavicoli, abruzzese di Castiglione Messer Marino, sin da ragazzo mostra una particolare inclinazione verso le discipline umanistiche, in generale, e la poesia, in particolare. Vive tra Trivento (CB) e l’estero; appena può, va a ritemprare mente e cuore nel suo Abruzzo.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

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