La voce delle campane

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di Romolo Ferrara [1]

Agnone, chiesa di Maiella

L’ epoca che stiamo vivendosi caratterizza, oltretutto, per i rumori ed il frastuono.

Chi di noi può affermare di essere salvo dal fastidio dei rumori “scagli la prima pietra“…

Inconvenienti di questo genere sono presenti ovunque: nelle fabbriche, nei cantieri, al mercato, per le strade quando si fa pubblicità, nelle case ove padroneggiano radio,televisore e giradischi. Le conseguenze piuttosto dannose:distrazioni e timpani alterati,irritazione generale e nervosismo .                                                           Nei nostri paesi il fenomeno è fortunatamente limitato ai bar e locali pubblici attrezzati di  Juke-box, alle orchestre che di tanto in tanto vengono mobilitate per animare una festa.

Un tempo non lontano si udivano le vibrazioni delle incudini e dei martelli degli artigiani, oggi posti al silenzio

Però, ogni giorno, avvertiamo la voce delle campane armoniose… che dall’alto dei campanili sono sempre premurose ad esortarci a riflettere sulla nostra esistenza ed a elevare un pensiero al “Datore di ogni bene”.

L’uomo, immerso nei problemi di sopravvivenza e di angustie contingenti, viene spinto talora all’esasperazione ma, se raggiunto da uno scampanio festoso , torna col pensiero fiduciosamente a Dio, alla immancabile Provvidenza divina...e riprende coraggio.

Talvolta i rintocchi annunziano la partenza di un fratello per l’Eternità. E, in questo caso, una profonda tristezza ci pervade, ma è educante anch’essa (la tristezza) se accende una considerazione sul destino immortale di ciascuno di noi.

Orbene le campane, col loro suono armonioso e col fascino puro e soave di esso, interrompendo il quotidiano assillo umano, riescono a crearci intorno un’atmosfera soprannaturale. Quanti e quanti al suono di una campana non chinano il capo in segno di ringraziamento, oppure si segnano per riaffermare la propria fedeltà alla Chiesa di Cristo?                                                                                                                          Agnone, sede della plurisecolare fonderia Marinelli, ha il vanto e il merito di produrre famosi bronzi per campanili nazionali ed internazionali.

Essa, con le sue campane, esportando operosità e arte, contribuisce a tener vivi il messaggio cristiano ed i sentimenti umani fra popoli di ogni continente. E’ tanto necessario oggi alimentare lo spirito, mentre tutt’intorno infuria il vento della distruzione morale.

 

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 [1]Romolo Ferrara ,molisano di Agnone, insegnante, educatore, con la passione per la musica liturgica e per la scrittura su questioni sociali, religiose, ambientali e di costume locale.

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EditingPaola Giaccio

Copyright: Altosannio Magazine

1 COMMENTO

  1. A queste belle e sagge considerazioni aggiungo solo qualche verso di Poeti, ai quali certo non era sfuggita l’importanza delle campane.
    Così Carducci: ….”.rendi la voce
    de la preghiera: la campana squilli
    ammonitrice : il campanil risorto
    canti di clivo in clivo a la campagna
    Ave Maria.
    Così Manzoni :
    ….” O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,
    Che bei nomi ti serba ogni loquela!
    Più d’un popol superbo esser si vanta
    In tua gentil tutela.
    Te, quando sorge, e quando cade il die,
    E quando il sole a mezzo corso il parte,
    Saluta il bronzo, che le turbe pie
    Invita ad onorarte”….
    Tutte le campane suonano bene…ma quelle del mio paese…di piùùù! sono di una lega speciale : bronzo nostalgico!

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