La Valle del Trigno, sfruttata per le risorse e condannata allo spopolamento. Che fare?

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di Ivan Serafini [1]
gennaio 2016

Quali sono e come vengono utilizzate le nostre ricchezze? Come fermare lo spopolamento?

spopolamentoSPOPOLAMENTO.
Emergenza è una parola che ogni giorno rimbalza su tutti i media. A livello planetario ci siamo ormai abituati a vivere costantemente sotto la minaccia delle emergenze. Emergenza incendi, alluvioni, frane, uragani, terremoti, dissesto idrogeologico, smog, riscaldamento globale, crisi economica…immigrati, terroristi…e chissà quante altre nuove emergenze ci riserverà il futuro.

Le conseguenze delle emergenze globali, lo sappiamo bene, si avvertono soprattutto a livello locale.

Il territorio del Vastese e in particolare dell’Alto Vastese, non fa eccezione. Possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che il nostro territorio ha subito quasi tutti i tipi di emergenze. Sarebbe inutile e troppo lungo fare l’elenco.

La situazione delle aree interne è ulteriormente aggravata da una specifica emergenza locale: lo spopolamento. 

Lo spopolamento dei paesi collinari e montani è un’emergenza che ormai non fa più notizia. Il fenomeno si è cronicizzato a tal punto da apparire…normale.

PERCHE’ ?

A rendere complessa la situazione della Valle del Trigno è certamente il fatto di essere area di confine tra Abruzzo e Molise.

La Valle del Trigno era un territorio omogeneo sotto tutti i punti di vista: economico, culturale, sociale, ambientale, storico.

Nel 1963 la divisione amministrativa  tra Abruzzo e Molise, marcata dal corso del fiume Trigno, ha tranciato a metà il nostro territorio.

La separazione ha moltiplicato e disperso i centri decisionali politici e i livelli di competenza amministrativa tra 2 Regioni e 3 Province (Chieti, Campobasso e Isernia) e ci ha trasformato in un territorio di frontiera, una terra di tutti e di nessuno.

Sono passati più di 50 anni  dalla divisione e oggi appare del tutto evidente che i paesi della Valle del Trigno hanno pagato il prezzo maggiore tra tutti gli altri territori delle 2 Regioni. Lo dimostrano, in modo inequivocabile, i dati sullo spopolamento del territorio.

Nel 1960 il territorio della Diocesi di Trivento contava 110.000 abitanti, oggi ne conta meno di 51.000 in 40 comuni a cavallo tra le regioni Abruzzo e Molise.

Le analisi e le statistiche che indicano la gravità di questa situazione sono impietose. La spirale di declino e la perdita della qualità della vita risulta un processo ormai difficilmente arrestabile. Le famiglie e i giovani si trasferiscono, l’età media della popolazione è altissima, le attività commerciali e i servizi essenziali si sono drasticamente ridotti. Con la diminuzione dei trasferimenti statali, i piccoli comuni dell’interno non riescono a garantire i servizi essenziali. In questa situazione, provvedere ad esempio alla manutenzione ordinaria delle strade diventa un problema impossibile da risolvere. Scuole, presidi sanitari, mezzi pubblici, tutti i servizi fondamentali stanno scomparendo.

Ridotta a una terra di confine, la valle del Trigno è condannata a rappresentare il confine non solo amministrativo e geografico, ma economico e sociale tra Nord e Sud e tra Est e Ovest. La beffa è che la Valle del Trigno  viene quotidianamente “trapassata”  da imponenti traffici commerciali che provengono dalla Campania e dal Tirreno. La Strada Statale 650, la famigerata Fondo Valle Trigno, è una via di comunicazione di vitale importanza, su cui viaggiano migliaia di automezzi tra la costa Tirrenica, la A14 e la costa Adriatica. I mezzi che transitano sulla Trignina movimentano merci e risorse che valgono miliardi di euro e che nel Vastese generano solo un enorme volume di traffico e troppi incidenti spesso mortali.

COSA STA ACCADENDO NEGLI ULTIMI MESI?

Nel mese di aprile 2015 il Vescovo di Trivento, Mons. Scotti e tutti i sacerdoti della Diocesi hanno invocato l’intervento del Presidente della Repubblica per cercare di mettere fine alla cattiva amministrazione e allo spopolamento delle aree interne. Ad agosto 2015 il Presidente della Repubblica Mattarella ha risposto ed ha chiesto alle Regioni Abruzzo e Molise di intervenire. Dalla sollecitazione del Presidente della Repubblica è scaturito l’incontro tra le Giunte e i Presidenti e Regionali di Abruzzo e Molise, avvenuto a Trivento nel mese di ottobre 2015.

Il solenne impegno assunto dagli attuali Presidenti delle regioni Abruzzo e Molise è un segnale molto positivo. L’impegno è di sviluppare, in un’ottica di cooperazione istituzionale, la definizione di linee di intervento sui seguenti argomenti:

1) tutela dei diritti universali di cittadinanza e salvaguardia delle comunità locali delle aree interne così come individuato dal documento della Diocesi di Trivento a partire dalla scuola, dalla sanità,  dall’assistenza sociale e dal trasporto pubblico;
2) promozione di azioni tese a favorire il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, quali la viabilità, la connessione veloce, l’utilizzo dell’acqua e gli incentivi a sostegno delle produzioni agricole di qualità, dell’artigianato, del turismo e del territorio;
3)  promozione di azioni tese a intraprendere iniziative congiunte a livello nazionale su forme di agevolazioni fiscali su politiche attive del lavoro potenziate e peculiari e sulla salvaguardia dei presidi dello Stato in tema di sicurezza dei cittadini.

Hanno annunciato che:La messa in sicurezza della viabilità, la liberazione dalle frane, che aggrediscono questo importante suolo, l’attività formativa ed educativa per le giovani generazioni, cioè poli scolastici congiunti, il fondamentale diritto alla salute attraverso case territoriali che assicurino questo diritto; infine anche creare occasioni di lavoro attorno al turismo, alla montagna e al tempo libero. Tutto questo si è fatto altrove in Europa, ora va fatto anche qui”.

Le cose stanno cambiando?

In effetti, condivisibile, intelligente e lungimirante appare la decisione sul Polo Scolastico Unico di Canneto che potrebbe garantire il diritto allo studio ad almeno 8 comuni della vallata del Trigno. La scelta di collocare il Polo Scolastico nelle vicinanze del Santuario della Madonna del Canneto è certamente essenziale per ottimizzare le risorse, condividere e costruire sempre di più in un ottica di condivisione tra Abruzzo e Molise. Occorre proseguire su questa strada perché, come hanno constatato i sindaci in occasione dell’emergenza crollo della Trignina del dicembre 2015, l’unione vince sempre!

EPPURE

La riunificazione di Abruzzo e Molise, nonostante le tante sollecitazioni, appare un processo difficile e lontano.

Quest’area dovrebbe diventare un vero e proprio laboratorio, un’area in cui sperimentare una nuova forma di unione interregionale, l’Unione dei Comuni della Valle del Trigno, capace di incrementare le risorse disponibili ed ottimizzare l’amministrazione del territorio e la gestione dei servizi.

La riunificazione delle 2 Regioni è fondamentale per la Valle del Trigno anche perché così potrebbe finalmente iniziare a esprimere politici della Vallata del Trignovotati ed eletti dai cittadini abruzzesi e molisani insieme. Politici votati ed eletti nella Valle del Trigno Unita per rappresentare le istanze del nostro territorio in tutte le sedi opportune.

Nel frattempo, però, la maggioranza dei residenti è disillusa e stanca da anni di false aspettative e dalle crescenti difficoltà che si incontrano per soddisfare le necessità più elementari.

LA VALLE DEL TRIGNO COME IL TERZO MONDO?

Vista la situazione esposta fin qui potrebbe sembrare che il vastese sia una terra priva di risorse e marginale rispetto alle logiche economiche e agli interessi politiciQualcuno potrebbe credere che l’Alto Vastese e la Valle del Trigno sia una specie di Terzo Mondo.

Invece le cose non stanno affatto così!

Chi ha comandato e gestito sinora il territorio conosce benissimo l’immenso valore delle risorse e non ha perso tempo a sfruttarle fino allo stremo.

La  realtà è che il nostro territorio è stato saccheggiato per le risorse per poi essere abbandonato al destino di degrado, economico e sociale, e infine condannato allo spopolamento.

Una piccola terra come la nostra è stata depredata delle sue risorse più di tutti gli altri territori molisani e abruzzesi messi insieme.

La sensazione è che le classi politiche che hanno amministrato il territorio fino ad oggi abbiano pianificato e ceduto le risorse del territorio per opportunismo, cinismo e calcolo.

QUALI SONO LE RICCHEZZE DEL VASTESE DELLA VALLE DEL TRIGNO ?  COME E DA CHI VENGONO SFRUTTATE?

diga_chiauciACQUA. Lungo il fiume Trigno, le captazioni sotto San Giovanni Lipioni e Lentella portano acqua alla zona agricola e industriale di San SalvoL’acquedotto del Sinello di Castiglione Messer Marino, da molti decenni porta acqua potabile alle popolazioni costiere. A Chiauci è stata costruita una diga che ha una capacità massima di invaso  di 15 milioni di mc, mai completata, che ha distrutto per sempre un’area naturalistica di grande rilevanza, ricca di cascate e gole. Qual è il “ringraziamento” per aver dissetato industrie, agricoltura, villeggianti e perso un ambiente di grande importanza? In Estate i rubinetti dei paesi della Valle del Trigno sono perennemente a secco…nell’Alto Vastese l’acqua è razionata per tutti i residenti. Ma almeno questo sacrificio serve ad aumentare la consapevolezza per la preziosità della risorsa acqua? Macché. Nel fiume Trigno si  riscontrano  livelli allarmanti di inquinamento da metalli pesanti e biologici (persino la Salmonella!). I depuratori, quando ci sono, oggettivamente non funzionano. Servono solo a…centrifugare i liquami. Ma a cosa serve lamentarsi nel mese di agosto del mare inquinato se non si affronta il problema?

SUOLO E SOTTOSUOLO.

stoccaggio gas fiume tresteSulla costa giustamente è in atto una forte protesta contro le trivellazioni petrolifere nel Mare Adriatico. Trivellazioni sono state (finora) scongiurate anche sul lago di Bomba. E nell’interno vastese? Basta un solo esempio. A Montalfano (Cupello) è presente uno dei maggiori impianti di stoccaggio di gas naturale d’Italia e d’Europa, l’unico in tutto il Centro-Sud. Ha una potenza di compressione di 61.75 MW e una portata massima in erogazione di 48 milioni di metri cubi al giorno. Il gigantesco sito di stoccaggio “Fiume Treste”, di proprietà della STOGIT, si estende nel sottosuolo, a 1200 metri  di profondità, nel territorio compreso tra Montenero di Bisaccia a Scerni, per circa 76 km quadrati (vedi incredibile cartina a lato)! L’attività estrattiva è durata 40 anni. Dal 1960 a oggi sono stati realizzati 120 pozzi di perforazione. Nel 1982 il sito di estrazione è stato riconvertito in impianto di stoccaggio e assicura le riserva di gas naturale a mezza Italia. Nel 2013 la Stogit ha chiesto  l’ampliamento della capacità di stoccaggio di gas naturale aumentando del 10% la pressione nei pozzi esistenti e la perforazione di altri quattro pozzi.  L’impianto è classificato tra gli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti ai sensi dell’art. 15, comma 4 del D. lgs 17/08/1999 n 334 e s.m.i.

rifiuti-bruciano-trignoCAVE e DISCARICHE. Lungo la valle del Trigno sorgono numerose cave di sabbia, di ghiaia, di argilla e di gesso. Soprattutto sul lato molisano sono state rase al suolo intere colline gessose, il paesaggio è stato gravemente compromesso e con esso un habitat di grandissimo interesse naturalistico per comunità vegetali endemiche di questa zona  .  Molte aree sono state deturpate dalle estrazioni e si assiste all’abbandono di decine di siti industriali. 

Sul fronte discariche la situazione è persino peggiore. Con una sentenza del 2 dicembre 2014 la Corte di Giustizia europea, ha condannato l’Italia al pagamento per una multa di 40 milioni di euro a semestre, per la mancata bonifica di 185 discariche presenti sul territorio nazionale. Di queste 185 discariche,  25 sono in Abruzzo, terza regione per quantità, dietro solo a Campania e Calabria. Delle 25 discariche abruzzesi da bonificare, ben 10 sono nel vastese (Casalbordino, Castiglione M.M., Celenza sul Trigno, Fraine, San Giovanni Lipioni, San Salvo, Torrebruna, Vasto, Monteodorisio)…e parliamo solo delle discariche “legali”. Nessuno ha idea di quante siano le discariche illegali presenti lungo la valle del Trigno. Citiamo solo qualche esempio:  http://www.zonalocale.it/2015/08/03/brucia-discarica-abusiva-fumo-dal-suolo-sulle-sponde-del-trigno/16675?e=sansalvo  oppure http://www.termoli.tv/news/attualita/item/10004-la-foce-del-trigno-impregnata-di-rifiuti-tossici-il-grido-d-allarme-di-ambiente-basso-molise per non parlare di vere e proprie infiltrazione della camorra: http://www.altovastese.it/news/ecomafia-traffico-di-rifiuti-tossici-tra-campania-e-molise-rivelazioni-pentito/.

E in tutto ciò sono state fortissime le pressioni per realizzare una discarica di rifiuti pericolosi nel territorio di Furci, pericolo scongiurato solo grazie alla forte resistenza civile da parte dei residenti e dei sindaci.

ARIA E…VENTO. I comuni montani dell’Alto Vastese (Schiavi d’Abruzzo, Castiglione M.M.) vantano la migliore qualità dell’aria della provincia di Chieti, come ha certificato una ricerca effettuata nel 2012 dal Mario Negri Sud attraverso il biomonitoraggio dei licheni.

Però…..

Nel nostro territorio da oltre 30 anni è in funzione uno dei maggiori inceneritori di rifiuti speciali pericolosi d’Italia! La Laterlite di Lentella è uno dei 4 impianti del gruppo Laterlite S.p.A., la maggiore azienda italiana per la produzione di argilla espansa. A Lentella il processo di produzione di argilla espansa è alimentato dall’incenerimento di rifiuti speciali pericolosi. L’impianto di Lentella ha una potenzialità di incenerimento autorizzata di 23.760 tonnellate annue (pari al 17% del totale nazionale), il che ne fa, per grandezza, il secondo in Italia nel suo genere! Vi si bruciano, provenienti da tutta Italia, rifiuti compresi nelle seguenti classi di pericolosità:
H4: Irritanti; H5: Nocivi; H6: Tossici; H7: Cancerogeni; H8: Corrosivi; H10: Teratogeni; H11: Mutageni; H12, H13, H14: Eco-Tossici (fonte:http://www.piazzarossetti.it/it-it/notizie/5156b891d199709005006c96/l-associazione-porta-nuova-fa-le-pulci-alla-leterlite-di-lentella). Eppure, la Laterlite di Lentella dista solo 9 km dal più grande sito di stoccaggio di gas metano d’Italia! Possibile che per produrre argilla espansa questo impianto debba funzionare bruciando rifiuti pericolosi?? Possibile che non si possa trovare una soluzione alternativa e vantaggiosa per tutti?

IMGE se non bastasse, visto che nel Vastese non ci facciamo mancare proprio nulla, abbiamo anche la maggiore centrale Turbogas della Regione!

A Gissi è presente una centrale termoelettrica alimentata a gas naturale da ben 840 MW. E’ entrata in esercizio a fine giugno del 2008. Il sito internet della Centrale ci tranquillizza e afferma che “Grazie alla tecnologia del ciclo combinato, l’impianto non produce né polveri di combustione, né composti di zolfo, mentre le emissioni di monossido di carbonio e ossidi di azoto sono costantemente monitorati e ampiamente al di sotto dei limiti di legge“. I dati sulle emissioni di monossido di carbonio e di ossidi di azoto sono pubblicati settimanalmente dall’azienda e consultabili qui.

RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI.

Stando al rapporto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare, pubblicato a maggio 2015, in base al D.Lgs 334/99 e s.m.i., in Abruzzo sono presenti 26 impianti a rischio di incidente rilevante:8 impianti sono in provincia di Chieti, 7 in provincia di L’Aquila, 7 nel Pescarese e 4 nel Teramano.
Degli 8 impianti pericolosi presenti  in provincia di Chieti, 4 si trovano nel Vastese.  Oltre al già citato impianto di stoccaggio di Cupello, troviamo lo stabilimento chimico e petrolchimico della ARKEMA Srl di Gissi,  lo stabilimento chimico e petrolchimico della ECO FOX srl di Punta Penna a Vasto e la ditta Esplodenti Sabino srl di Casalbordino.

CENTRALI EOLICHE

Impianto-Eolico1Nell’Alto Vastese da  quasi  20 anni viene sfruttato al massimo anche il vento. Nel Comprensorio eolico del Vastese (così ci identifica la Regione Abruzzo) è concentrata oltre il 70% di tutta la produzione di energia eolica d’Abruzzo. Tra Schiavi, Castiglione, San Giovanni L., Roccaspinalveti, Fraine, Montazzoli, Monteferrante, Roio del Sangro, ecc. sono stati installati più di  200 aerogeneratori. Il territorio è stato letteralmente assaltato e massacrato in spregio ad ogni logica di sostenibilità. Sono in corso di valutazione numerosi altri progetti per realizzare centrali eoliche e per ampliare quelle esistenti. Solo pochi anni fa l’eolico appariva la soluzione economica definitiva, la panacea che avrebbe risolto tutti i problemi economici del territorio. Invece, ai comuni sono andate le briciole e i problemi che speravano di risolvere si sono ulteriormente aggravati. Intanto, le pale continuano a girare portando i veri profitti altrove. E l’energia prodotta? Certo non è servita ad illuminare lo sviluppo dell’Alto Vastese.

BOSCHI E CENTRALI A BIOMASSE. Sono molti i tentativi di realizzare centrali a biomasse lungo la Valle del Trigno (a Mafalda, a Trivento), a San Buono, Vasto. Forse questa è la volta buona! E’ recente la notizia che 2 centrali a cippato sono in via di approzione da parte dell’amministrazione comunale di Guilmi e dei paesi vicini. Così i boschi che si salvano dagli incendi potrebbero venire inceneriti – con più profitto- nelle centrali a biomasseè questa la valorizzazione ambientale per i geniali politici locali!

IN CONCLUSIONE

QUESTE CHE ABBIAMO VISTO SIN QUI SOLO LE RISORSE DEL VASTESE E DELLA VALLE DEL TRIGNO CHE OGGI VENGONO SFRUTTATE  SENZA PORTARE BENEFICI AI RESIDENTI.

Il territorio della Valle del Trigno e del Vastese,  ricchissimo di risorse come una “piccola Russia”, è stato sfruttato al pari delle colonie africane.

E’ stato ipotecato il presente e il  futuro del territorio ricavandone in cambio quali benefici? Come sono stati ripagati i residenti per aver regalato l’acqua, la terra e l’aria? Per i residenti quale COMPENSAZIONE è stata prevista e ottenuta?

La soluzione più giusta da suggerire ai politici che oggi vengono a concederci in elemosina il diritto alla sopravvivenza, sarebbe quella di pretendere che i proventi che derivano dallo sfruttamento dell’energia eolica, del gas naturale e dell’acqua venissero ridistribuiti e reinvestiti nel nostro territorio.

Certamente è un’utopia, ma per equilibrare veramente la perdita di risorse naturali che il nostro territorio ha subito energia elettrica, gas e acqua dovrebbero diventare gratis per i residenti e per le attività produttive della Valle del Trigno.

Risorse significative che se fossero investite nel territorio potrebbero innescare un processo virtuoso capace non solo di fermare lo spopolamento ma di invertire la tendenza ed attirare nuovi investitori e residenti che troverebbero realmente convenienza a stabilirsi nelle aree interne abruzzesi e molisane.

IL CAMBIO DI PARADIGMA

ambiente-malatoSE VOGLIAMO SALVARE VERAMENTE IL NOSTRO TERRITORIO NON BASTA ASSICURARE LA VIABILITA’, LA SANITA’, LA SCUOLA.

NEL 2016 QUESTI SONO DIRITTI INDISPENSABILI PER UN PAESE CIVILE ED E’ INDISCUTIBILE CHE DEVONO ESSERE GARANTITI.

PER RILANCIARE IL TERRITORIO e FERMARE LO SPOPOLAMENTO  NON BASTA GARANTIRE I SERVIZI PRIMARI DI LIVELLO EUROPEO,  MA OCCORRE AVERE UNA VISIONE STRATEGICA COMPLETAMENTE NUOVA, IMPRONTATA ALLA  VALORIZZAZIONE “VERA” DEL TERRITORIO.

SE DAVVERO C’E’ DA PARTE DEI RAPPRESENTATI DELLO STATO, LA VOLONTA’ DI SALVARE QUESTO TERRITORIO, OCCORRE UN RADICALE CAMBIO DI PARADIGMA. Bisogna adottare le migliori pratiche del “VERO” sviluppo eco-sostenibile.

VALORIZZAZIONE NON DEVE SIGNIFICARE MAI PIU’ SFRUTTAMENTO SELVAGGIO DELL’AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI,  COME E’ STATO FATTO SINO AD OGGI.

Basta centrali di qualsiasi tipo, discariche, cave, trivellazioni e industrie inquinanti. In questo senso, e lo abbiamo dimostrato in questo articolo, abbiamo veramente già dato!!

VALORIZZARE DEVE SIGNIFICARE TROVARE IL  MIGLIORE SISTEMA PER CONIUGARE LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA, DELLE PRODUZIONI E DELLE TRADIZIONI DEL NOSTRO TERRITORIO CON LO SVILUPPO ECONOMICO E LA QUALITA’ DELLA VITA DEI RESIDENTI.  OCCORRE CONDIVIDERE LE SCELTE CON TUTTI I PORTATORI DI INTERESSI.

IL VASTESE E LA VALLE DEL TRIGNO PRESENTANO MOLTE ALTRE RISORSE (AREE NATURALI, BIODIVERSITA’, ENOGASTRONOMIA, PRODOTTI TIPICI ECC.) CHE ATTENDONO DI ESSERE VALORIZZATE.

QUESTE RICCHEZZE ANCORA POSSEDUTE DAL NOSTRO TERRITORIO ,DEBBONO ESSERE CONSERVATE E VALORIZZATE, LO RIPETIAMO, NEL TOTALE RISPETTO DELL’AMBIENTE, COME STA FACENDO LA MAGGIORANZA DEI PAESI CIVILI.

Far rinascere il territorio deve significare:

  • utilizzare le tecnologie più innovative e con il minore impatto ambientale;
  •  utilizzare la bioedilizia e le tecnologie ecologiche per ristrutturare l’immenso patrimonio edilizio e per costruire/ricostruire ogni tipo di infrastruttura (strade, ponti, costruzioni pubbliche e private ecc.)
  • incentivare solo aziende a zero impatto ambientale e disincentivare tutte le  altre
  • incentivare coloro che praticano l’agricoltura biologica
  • valorizzare i prodotti locali, tipici e di eccellenza
  • utilizzare le tecnologie dell’ingegneria naturalistica per bonificare i siti inquinati
  • realizzare in tutti i comuni i fitodepuratori
  • istituire oasi naturalistiche protette.

COSA FARE?

Avevamo dato alcuni importanti suggerimenti al tempo delle ultime elezioni regionali abruzzesi.

Nel 2014 avevamo pubblicato 10 PUNTI PROGRAMMATICI PER LO SVILUPPO DEL VASTESE E DELLE AREE DI CONFINE TRA ABRUZZO E MOLISE per offrire alcuni importanti obiettivi da mettere nelle agende politiche.

Abbiamo numerose altre idee e progetti concreti per rilanciare il nostro territorio. Alcuni di questi progetti sono potenzialmente in grado di interrompere il declino dell’area ed invertire la tendenza.

Il nostro gruppo non ha gli strumenti e i mezzi per poterli concretizzare nel modo più efficace. Siamo, però, disponibili ad avere un confronto con i politici e gli amministratori locali per offrire la nostra collaborazione, se richiesta ed apprezzata.


[1] Ivan Serafini, Presidente del Centro Studi della Montagna Vastese e della Valle de Trigno, un’associazione senza fine di lucro finalizzata alla valorizzazione della cultura, della storia, dell’arte e dell’ambiente naturale del vastese (Medio e Alto Vastese), della Valle del Trigno e dell’AltoSannio.

Copyright ALTOVASTESEhttp://www.altovastese.it
Editing: Enzo C. Delli Quadri

 

2 Commenti

  1. Letto tutto di un fiato. Interessanti proposte di ordine pratico. Ma, noi singoli cittadini come possiamo contribuire? Politicamente il Molise è una regione “disgrazziata” e fare appello ad una comunità votante è come arare il mare!

  2. Sono grato all’autore per l’analisi puntuale e dettagliata delle varie situazioni e per i possibili “spunti …” che ci offre.

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