La tradizione e le passioni…..si ripetono

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di Enzo C. Delli Quadri

<Dove hai sistemato la resina?>

< Vicino alle ginestre! >

<Non la trovo>

< Sarà sotto quel mucchio di legna!>

< Ma avevo detto di non metterla vicino alla legna!>

< Ohjoie! Tutt le volt che sta ‘c…. de res’na !> (Tutte le volte con questa benedetta resina)

Questo il dialogo che arrivava al mio orecchio di bambino, quando si avvicinava il 24 dicembre. Dovevamo preparare la ‘ndoccia, quella di famiglia, quella che andava sistemata a fianco del portone di casa, tenuta ferma da un cordone attaccato al tubo dell’acqua piovana e che, quando avrebbe concluso la sua funzione di ….. scaldare il Bambinello nascente, sarebbe finita nel focolare domestico a cuocere i “fidelini”, pasta molto molto sottile che molto bene assorbe il sugo di baccalà.

Anni fa, decenni fa.

Che dire: la ‘ndocciata di questa sera, 8 dicembre  ad Agnone,  la ‘ndocciata che gli agnonesi dedicano a chi non può essere presente sul posto il 24 dicembre,  ha rinnovato una emozione che, dopo tantissimi anni, ci si immagina non possa ripetersi.  Invece è come e più della prima volta: si accavallano pensieri, persone, parole, affetti in una miscela che prende allo stomaco e terrà svegli per ore, sospesi in un limbo di nostalgia, ricordi, passioni mai temperate.

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