La strina (la strenna)

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A cura di Paola Giaccio [1]

La strina – strenna natalizia, è un regalo che è d’uso fare o ricevere nel periodo natalizio, regalo che nei secoli a venire, partendo dall’epoca romana, ha cambiato totalmente le sue caratteristiche.

All’inizio ebbe un carattere e un significato religioso. A tal proposito, Varrone racconta che fu Tito Tazio, sovrano sabino, poi re di Roma (governò anche insieme a Romolo) a istituirla già dalla prima fondazione dell’Urbe quando, per primo, colse, quale buon auspicio per il nuovo anno, il ramoscello di una pianta (arbor felix) posta nel bosco sacro alla dea Strenia; da questa dea prese il nome sabino di strenae il cui significato è “regalo di buon augurio”. Intesa appunto come scambio di doni augurali, fu adottata proprio con il nome di strenae durante i Saturnalia, ciclo di festività romane che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, in onore del dio Saturno, e precedevano il giorno del Sol Invictus.

Si regalavano rami di ulivo o di alloro; poi si passò a miele e marmellate  affinché l’anno fosse dolce come il dono. In seguito, i rami e la frutta, considerati doni umili, furono sostituiti con altri di maggior valore in uno scambio considerato molto importante nei rapporti sociali che i romani chiamarono ”streniarum commercium”.

Nei secoli successivi, la strenna divenne non più un dono natalizio ma di Capodanno; abbandonò completamente il carattere religioso e pian piano divenne regalo in danaro.

V’è da osservare che la strenna coinvolgeva, nello scambio, persone di ogni età, essendo nata come rito di propiziazione; oggi, essa riguarda solo i bambini:

  • fino a 30-40 anni fa, essi si recavano, il mattino di capodanno, nelle case dei parenti e degli amici ad augurare il buon anno e ricevevano la strenna, ridotta a un modesto dono in danaro;
  • attualmente la consuetudine di recarsi in casa altrui è scomparsa e la strenna è data ai piccoli dalle sole persone di famiglia e da qualche intimo.

[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

fonti: Wikipedia; Lucia Amicarelli; web

 

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