La saggezza popolare – parte quinta

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2000

A cura di Maria Delli Quadri, Vastogirardi&Fiends  con Claudio Amicome e Marracino Benedetto, Aquilino Ingratta, Daria Ciampaglia, Enzo C. Delli Quadri, Domenico Meo, Nicola Mastronardi, Fabrizio Fusco, Anna Di Domenico, Irma Elisa Catolino, Maria Antonietta Gentile, Ida Busico, Raffaele Di Ciocco.

In altri tempi la saggezza popolare spesso si esprimeva attraverso indovinelli, proverbi e sentenze. Era un vero manuale di sapienza pratica che rivelava l’umanità dell’uomo e della donna, perché ritraeva ciò che quotidianamente cadeva sotto i loro occhi. In mezzo ad una civiltà che continuamente si evolve, ancora oggi essi sfidano il tempo resistendo alla corsa delle cose, quasi a temprarne le asprezze (Maria Delli Quadri)

SENTENZE E PROVERBI

Sulla cattiveria

N’accucchie du sold pe fa na lira.
Ti mancano due soldi (centesimi) per fare una lira. La lira era costituita da venti soldi. Significa che non sei capace di raggiungere l’obiettivo e ti manca sempre qualcosa.

T dièng na concia.           
Ti do un sacco di botte.

Va truvanne Maria pe’ Roma
Va cercando Maria per Roma. Questo modo di dire viene utilizzato per indicare una persona impelagata in progetti al limite dell’impossibile, com’è al limite dell’impossibile cercare una donna, dal nome comune di Maria, in una grande e vasta città come Roma.

Sul clima

Tiemp d viern e cur d criatiur n’n pò stà mia s’chiuro
Tempo di inverno e culetto di neonati,  non puoi stare mai sicuro

Quond tona chiove, quond lampa scampa.
Quando tuona piove, quando ci sono solo lampi, scampa di piovere.

Quand sciocca e tira viend vatt piscia e vatt colc
Quando nevica e tira vento, fai i tuoi bisogni serali e vai a coricarti

Su famiglia, figliolanza, nuore e suocere

Chi toie la faccia tosta se maroita ma chella che s nabbreogna armeana zoita
Chi ha una faccia tosta si marita, quella che si vergogna rimane sola

R’ uié de la pigniéta r’ sa la cucchiéra.     
I guai della pignatta li sa il cucchiaio. La verità la solo chi la vive.

Da chi n’ s’ maroita e ntè figlie, ne nge iòie, ne pe solde e ne pe cunsiglie
Da chi non  ha fatto un matrimonio o non ha figli, non andare ne per soldi ne per consigli

Sul lavoro

Spiccia e pièrde,
Sbrigati e perdi Anche se perdi, fa presto

Le cose de notte r’journ cumpiérne.          
Le cose di notte di giorno compaiono. Sta per le cose fatte in fretta o in precarie condizioni di ambiente e di attrezzature trovano il tempo che trovano.

Quond ne putéme fa orèmus, facéme aramus.
Quando non possiamo pregare, ariamo. Quando non si può fare una cosa facciamone un’altra, bisogna fare sempre qualcosa, essere sempre impegnati

Su negozio e attività

Cricche Crocche é miéneca de ngin.          
Cricco Crocco e manico di bastone, un trio per non combinare nulla.

Ne da rètta a suonn.       
Non dare retta al sonno ed ai sogni. Resta sveglio e presta attenzione alla realtà.

Nen se chiegne ru puorch se nen è muort
Non si piange il maiale,  se non è morto

Eh, mò si iute pe sale n’ prièst.   
Mò sei andato per sale in prestito. Per dire che hai dovuto fare la faccia del bisognoso.

Si méssa la fraula mbocca a r’lup.            
Hai messo la fragola in bocca al lupo. Sta per: hai dato solo un contentino, ma che devi dare molto di più.

Su ricchezza e povertà

Sacchetta vacante n’zè mantè allerta….
Sacco vuoto non si regge in piedi Un modo per indicare diverse situazioni,  del tipo:
“se non mangi, non ti reggi in piedi”
“senza soldi, non puoi mantenerti”
“senza intelligenza (cervello vuoto), non puoi ragionare bene”
“senza coscienza civica, la società decade”

Stà buone Rocche, sta bona tutta la Rocca.
Sta buono Rocco e sta buona tutta la Rocca. Vale a dire che quando uno sta bene crede che lo stesso sia per gli altri, ma la realtà e ben diversa.

 

Sulla salute

Quonde r’ cur canta r’ miédeche crépa.
Quando il culo canta il medico muore. Facilmente intuibile che quando uno va di corpo è in buona salute.

 

Sulla società

La lamatiura mò s‘ngolla Sànbrardòin
La Frana sta per travolgere la chiesa di San Berardino (Lamatiura, derivante dalla parola limo, indica una “frana”). Il detto va riferito ad un fatto climatico o anche sociale

Cola cummanna Cicce é Cicce cummanna Cola,
Cola (Nicola) comanda a Ciccio ( Francesco) Ciccio comanda a Cola. Significa che ci si rimbalza i comandi e gli ordini senza che nessuno li esegue

Addò vié vié so cepolle. 
Dove vai vai, sono cipolle. Dovunque ti sposti sono rogne.

 

Su virtù e vizio

A lavà la coccia all’asene, sprich  acqua, sapone e tiemp’
A lavare la testa all’asino sprechi acqua, sapone e tempo . Dare spazio a chi non vuol capire è solo perdita di tempo

A voglia a feschié se l’uosene ne vò véve.
Hai voglia fischiare se l’asino non vuole bere. E’ inutile stimolare qualcuno se lo stesso non ne ha la voglia.

Quand n’n putéme vatt sacc, vattéme sacchétte:    
quando non possiamo battere sacchi, battiamo sacchette. E’ necessario essere sempre attivi mai in ozio

Ca tu mò te miégne chésse, te cola l’unde n’cur.
Se tu adesso mangi anche questo, ti cola il lardo al culo. È’ un invito alla moderazione e a non abbuffarsi nel mangiare.

O te miégne sta menèstra o te iètte pe la fenèstra.
O mangi questa minestra o ti butto dalla finestra. E’ la minaccia rivolta a chi con tante cerimonie non voleva accomodarsi a mangiare nella casa in cui si era trovato per caso e si stava consumando il pranzo o la cena.

2 Commenti

  1. credo che “cercare Maria per Roma” sia una variante di “cercare Santa Maria per Roma”, con riferimento alle tante chiese consacrate alla Madonna

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