La regione Molise, come istituzione, non può sopravvivere

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di Enzo C. Delli Quadri,  Presidente ALMOSAVA;  scritto il 13.06 2010 e sempre molto molto attuale

 

A. La situazione economica

Assistenzialismo

L’economia del Molise è stata subordinata ed è ancora subordinata ad una politica che andava e va sotto il nome di ASSISTENZIALISMO. Dopo anni di risultati chiaramente negativi, sono stati i più a chiedersi fino a che punto una crescita che fa leva principalmente sui sevizi pubblici (Impiego pubblico, pensioni di invalidità, commesse pubbliche, istituzioni pubbliche, …..) sia in grado di assicurare le basi di uno sviluppo duraturo e auto sostenuto nel tempo. Peraltro  l’ASSISTENZIALISMO  è,oggi, messo fuori gioco sia per questioni oramai storiche sia per sentire comune.

Dal punto di vista storico, In Europa,  con la “Dichiarazione solenne sull’Unione europea” adottata dal Consiglio europeo di Stoccarda nel giugno 1983  e con il trattato di Maastrich del 1991,  erano state poste le basi per arrivare ad una moneta unica europea, il che in soldoni significava che l’Italia non poteva più giocare su svalutazione ed inflazione per sistemare i propri conti e le proprie vertenze sindacali, a danno esclusivo delle categorie più deboli del Paese.  Con la stretta di Maastrich, il mondo imprenditoriale non gradiva più  i costi, come quelli dell’amministrazione pubblica, che aumentavano gli effetti dell’inflazione. Non c’era più tanto spazio per politiche clientelari o quant’altro. In conclusione, la finanza pubblica iniziava il suo inevitabile cammino verso un maggior controllo nazionale e internazionale.

 B.  Solidarietà nazionale e internazionale

Solidarietà che viene meno

La  solidarietà, che dopo il ’45, aveva caratterizzato il mondo occidentale, è andata pian piano riducendosi sotto la pressione, da una parte, di egoismi, intolleranze, e, dall’altra, dalla verifica continua dello spreco di risorse che è derivato da forme estese e generalizzate di assistenzialismo.

E’ andata così rafforzandosi, nel tempo,  la richiesta di una autonomia finanziaria delle regioni più ricche e fortunate, rispetto ad altre meno fortunate, il tutto giustificato dal lassismo e dalla inefficienza con cui la classe dirigente meridionale, in special modo quelle campana, calabrese e siciliana, ha amministro le regioni più povere del SUD.  Il tutto sta sfociando in un federalismo fiscale che porterà ad una riduzione drastica dei trasferimenti di risorse dallo stato alle regioni.. A questo aggiungasi che l’Europa ha allargato i suoi confini ai paesi dell’area comunista, con la facile previsione che molte risorse finanziarie fino ad allora riservate al sud Italia, saranno  deviate verso quei paesi.

C. Il contesto ambientale e culturale

Asse Adriatico e Asse Tirrenico

E’ molto improbabile che un bambino nato in Agnone possa parlare più di 2 lingue (la seconda in termini molto elementari); viceversa, è quasi certo che un bambino che nasca in un paese di confine (es. Begio) riesca a parlare anche 4-5 lingue. Cosa vuol dire questo: vuol dire che la comunicazione, i contatti, le relazioni influenzano in modo assoluto le conoscenze di una persona, le conoscenze di un popolo. L’Alto Molise, con la creazione della Provincia di Isernia, pende verso il versante tirrenico, il versante dove il fiume delle conoscenze è molto ridotto rispetto a quello adriatico. Si usa dire, tra gli economisti, che il Nord dell’Italia è rappresentato da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglie, il Sud è rappresentato da Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata….Insomma, sono gli Appennini che disegnano il Nord e il Sud dell’Italia. Non a caso, le regioni che sono al di là degli appennini sono le regioni che stanno meglio, le altre stanno peggio, molto peggio.

La creazione della Regione Molise e, in particolare, quella della Provincia di Isernia hanno, di fatto, staccato i contatti dell’Alto Molise con la dorsale adriatica, cioè con quella dorsale dove il fiume delle conoscenze scorre meglio e più velocemente. Più volgarmente L’Alto Molise è stato costretto ad affacciarsi sul mondo non certo brillante della Campania e del Lazio, piuttosto che su quello delle Marche e dell’ Abruzzo. Si disse: ma i paesi dell’Abruzzo confinanti non se la passano meglio dell’Alto Molise. Ribatto: il territorio dell’Alto Vastese, dell’Alto Sangro e dell’Alto Molise formavano  un territorio, coincidente con la Diocesi di Trivento, unico per interessi e per cultura. La sua spartizione in 2 regioni e 4 provincie ha condannato tutti.

 

D. La Dimensione

Regione Molise Raffronto costi 2002-2010

La Regione Molise ha un bilancio che vede le sue risorse assorbite, per lo più, da sanità e spese correnti per il mantenimento delle istituzioni regione e provincie. Ne consegue che mancano le risorse per investimenti più propriamente produttivi. Nel decennio 2001-2010, le spese per l’istituzione Regione sono aumentate dell’85%, quelle per le attività produttive sono dimunuite del 65%. Dati ancora più recenti dicono che su un budget di 1,5 mililiardi di euro, il Consiglio regionale ha la discrezionalità di gestione su soli 50 milioni, appena il 3% del totale delle spese, come a dire “ma che ci sta a fare?” .   Questo sta a significare una sola cosa: la regione Molise non ha le dimensioni giusteper promuovere la progettualità congrua con le esigenze di sviluppo della sua popolazione e per essa suona a pennello il motto almosaviano che dice “L’uosene caréia la paglia é l’uosene ze l’ armagna” (L’asino porta la paglia e lui stesso se la mangia”). Sta a significare che le cose fruttano solo per chi le gestisce e non per altri.

 

E. Risultati concreti

La eliminazione della provincia di Isernia, le vicende degli ospedali di Agnone, Venafro e Larino, lo spopolamento, fuori dal normale, di interi territori,  la smobilitazione di importanti organi e funzioni dello stato, ecc…,  dimostrano il disastro della politica assistenzialistica fin qui seguita dalla Regione Molise e da tutti i suoi politici, con poche eccellenti eccezioni..

 

F. Ipotesi di sopravvivenza

Omaggio ai potenti

A fronte di questa drammatica situazione c’è chi propone la macro-regione Moldaunia o il Molisannio oppure l’intervento caritatevole dei politici nazionali  amici;  in questo modo si continuerebbe a chiedere di essere assistiti e mantenuti, con il risultato di perpetuare il feudalesimo di pochi  e l’addomesticamento delle coscienze di tutti gli altri.

Insomma, invece di impegnarsi doverosamente nella riforma dell’attuale sistema organizzativo e amministrativo regionale e provinciale, sono molti coloro che pensano di proteggerlo e perpetuarlo.

A parte i dati oggettivi più sopra evidenziati,

  • In presenza  di difficoltà finanziarie dello Stato Italiano che avranno ricadute pesantissime sull’economia meridionale;
  • in presenza di un federalismo fiscale in via di applicazione;
  • in presenza di posizioni politiche che mirano a dividere l’Italia tra capaci di produrre e consumare e capaci SOLO di consumare;

 è indispensabile e vitale, non fosse altro che per dignità,  raccordarsi con zone e territori che nel tempo hanno dimostrato di sapersi affrancare, da un assistenzialismo che, seppure importante, finisce, per lo più, con il degenerare in un abnorme addomesticamento delle coscienze e delle capacità.

 

G. Conclusione

Isolamentto

In conclusione, il  motivo nella decadenza del Molise, in generale,  e dell’ALMOSAVA, in particolare,  risiede chiaramente nella scelta di affidarsi quasi esclusivamente al finanziamento pubblico.

Oggi è evidente a tutti che l’esigenza della riduzione della spesa pubblica e il conseguente ridotto trasferimento di risorse pubbliche verso il Molise, pone questa regione di fronte a problematiche di notevole complessità che potranno portare, da una parte ad una forte riduzione di servizi e, dall’altra, ad un aumento della pressione fiscale di tipo locale. Su questa strada non c’è speranza e per l’Alto Molise si accentuerà il fenomeno di desertificazione.

Ma c’è un altro grande pericolo: insistendo sulla autonomia regionale e provinciale si rischia di restare del tutto isolati e indifesi. Attenzione, di fronte alle umiliazioni di false promesse e di inefficaci assistenzialismi, occorre prendere coscienza che i problemi di queste aree sono TERRITORIALI e non PARTITICI e bene farebbero tutti i politici locali ad unirsi tra di loro, contro un pericolo comune: una regione sempre più povera e isolata.

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