La Pezzata a Capracotta

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di Maria Delli Quadri [1]

Pezzata di Capracotta
Pezzata di Capracotta

La prima domenica di agosto, a Capracotta, localià Prato Gentile, circa 1600 m di alitudine, si svolge la pezzata, fantasiosa sagra della carne di agnello cotto alla brace e di quella di pecora cucinata secondo le antiche ricette dei pastori transumanti, in grossi caldai posti sul fuoco. Gli uomini, numerosi, sono addetti alla cottura; indossano grossi grembiuli e sono lì dall’alba per accendere e custodire i falò. Rimestano nei pentoloni  con forchettoni e schiumarole; ci vogliono almeno cinque ore e più per la cottura. Poi la carne è pronta e fin dalle undici comincia la fila dei buongustai, serviti questa volta da ragazze in costume. Il piatto viene servito in caratteristiche ciotole di terracotta con una forchetta di legno su cui è scritto “Capracotta, pezzata”. Non mancano grosse fette di pane fresco da intingere nel brodo. L’arrosto è più esigente, perchè le graticole enormi devono essere girate spesso per non far bruciare tutto quel ben di Dio. Uomini robusti, muniti di guantoni, assolvono a questo compito con naturalezza e attenzione. Più in là, sotto gli alberi, i macellai depezzano la carne secondo la necessità. Tutt’intorno alla radura bancarelle di formaggio locale, rigorosamente di pecora, marri già cotti o da cuocere, caciocavalli tartufo in barattoli e non, e poi tutti quei prodotti, cosiddetti tipici, giusto vanto dei nostri paesi. Per i bambini troviamo palloncini colorati, giocattoli di plastica, noccioline americane, frutta candita, liquirizia, e poi cestini di vimini, cappelli di paglia.  Chi vuole può fare un giro sul cavallo, guidato dal cow boy. E le bevande? Ce ne sono di tutti i tipi, basta avere sete… . Per i più religiosi si celebra la messa all’aperto, per tutti si esibiscono i gruppi folcloristici. Il rifugio scoppia di gente, le navette vanno e vengono, è tutto un salutare e guardare panorami uomini e cose. La gente affluisce da ogni dove. I più assidui sono gli abitanti di Rosello, Borrello e degli altri paesi del chietino. Sono attrezzati di tutto punto: tavolini da pic-nic, graticole, tovaglie multicolori, piatti, bicchieri posate, e poi boccioni di vino, acqua minerale, borse termiche e ogni altro ben di Dio. Non mancano le fisarmoniche e gli organetti al cui suono di mazurche e tarantelle le coppie ballano, attente a non incespicare sul prato.

Capracotta, la-pezzata1

Dalla cima di Monte Campo una nutrita shiera di scalatori si gode lo spettacolo fantasmagorico di questo scenario incantevole di prati e di boschi, e il pensiero va all’inverno quando tutto è ricoperto di neve e  gli amanti dello sci di fondo sfrecciano veloci lungo le piste. In questa prima domenica di agosto tutto è colore, musica, eco di voci; nell’inverno il bianco domina su ogni cosa e il silenzio assordadante investe tutto il paesaggio.

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[1] Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing:  Flora Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

4 Commenti

  1. La montagna, nella sua aspra bellezza, stimola la soldarietà ed induce a riscoprire antichi riti legati alla terra ed al cibo, sempre presente in quanto prezioso momento di condivisione.
    Complimenti, una descrizione molto viva, racconta esperienze di molti ed aiuta a rammentare.

  2. Bellissima descrizione di una festa che non è solo nel cuore di Capracotta ma un po di tutti gli abitanti della zona, perchè fortemente legata al nostro passato, alle nostre origini.

  3. ..quante volte ci sono andato con zio Biase ,mio suocero Felice..e le famiglie dietro..dalla mattina…. si lascia la macchina ..lontano e poi per arrivare…..ma era una giornta speciale..io le ferie le prendevo dal 31 luglio per approfittare di questa festa..ricordi..ricordi

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