La pastora Alina e il vigliacco

0
591

Scritto di Luciano Pellegrini

Così scrivevo in un articolo pubblicato su Altosannio Magazine il 28 luglio 2017 (http://www.altosannio.it/una-pastora-forte-e-coraggiosa/)

In Valle Giumentina, situata fra i comuni di Abbateggio Pe e Caramanico terme, nel Parco Nazionale della Majella, c’è una pastora di 35 anni che accudisce un gregge di pecore e capre. Il suo nome è Alina, nata a IASI in Romania. E’ una donna coraggiosa, produttrice anche di ottimi formaggi, ricotte, primo sale e pecorini. Una allevatrice che ha chiesto in assegnazione lo stazzo comunale di proprietà del comune di Abbateggio PE, per destinarlo alle pecore, capre, asini e cavalli.”

Alina, la pastora

Ebbene, pochi giorni fa, con sgomento ho letto questo messaggio inviatomi dal pastore Paolo, compagno di Alina: È stato un bel sogno, talmente bello, che ci avevo creduto. Peccato che era solo un sogno. Ci hanno bruciato la stalla… è tutto distrutto! È un peccato tanto grande da essere puniti così, per cercare di vivere onestamente e in modo semplice? Da quando sono nato sto affrontando la vita, lottando contro le difficoltà, l’egoismo, le cattiverie. Quando ieri, (venerdì 19 gennaio N.d.R.), mi sono trovato davanti a me questo impressionante spettacolo ed Alina si disperava, io non riuscivo neanche a spargere una lacrima. Mi sono accorto che dentro sto diventando arido… 

Lo stazzo di Alina prima dell fuoco

 

Lo stazzo di Alina dopo il fuoco 1
Lo stazzo di Alina dopo il fuoco 2
Lo stazzo di Alina dopo il fuoco 3

Alina aveva, finalmente, avuto la residenza ad Abbateggio PE, così da non avere problemi per pascolare IN VALLE GIUMENTINA (Parco Nazionale della Maiella). Tutto è terminato in un attimo… un fiammifero, probabilmente qualche liquido infiammabile e 150 fra pecore e capre, di cui centotrenta incinte e che dovevano partorire a breve, otto maiali e scrofe, trenta agnellini appena nati, un vitellotutti morti. Tutto questo per il dispetto di un vigliacco.

Questa zona era già stata martoriata dai piromani l’estate scorsa; ora “uno o più” delinquenti, hanno nuovamente dato fuoco…… questa volta ad animali, i più utili e pacifici che esistano. Offrono la lana per riscaldarci, la carne e il latte, per la ricotta e i formaggi, per alimentarci. Si sono salvati solo una capra, un vitello che ha perso tutti i peli, sette cani pastori abruzzesi, due asini e due cavalli che vivevano fuori la stalla.

Alina, seppur sconvolta e sgomenta, non è rassegnata. Già l’anno scorso, in questo periodo, a causa della tanta neve, non poté raggiungere la stalla e circa 170 ovini morirono di fame. Anche allora le pecore e le capre erano gravide! Alina non si arrese e iniziò daccapo a ricreare il gregge. Tutto procedeva per il meglio grazie all’erba, già spuntata per il caldo di questo inverno strano. Erano felici, lei e Paolo. Poi… ….. il vigliacco…

Ma Alina è una donna forte. Mi ha assicurato che inizierà da subito a procurarsi pecore e capre. Non si arrende, non ha paura, è caparbia, ha voglia di vivere, di lavorare, di superare le difficoltà delle intemperie e dei lupi e di tornare nel suo ambiente, immersa nella natura, fra le montagne, l’acqua sorgiva, i prati, la mungitura e la preparazione di prodotti caseari.

Certamente, abbandonerà la Valle Giumentina, troverà un altro pascolo. Ora, ancora incredula, avvilita, ripete i nomi delle pecore e delle capre che chiamava con i suoni labiali, formati da poche vocali e consonanti, suoni gutturali che per noi non hanno significato, ma loro rispondevano… Camosciata, 40euro, Capriola, Biondina, Bianchina… Vivere ogni giorno con il gregge, ti ci affezioni; ora è come aver perso una persona cara.

La speranza è che gli investigatori, professionisti abili e preparati, possano scoprire “il vigliacco o i vigliacchi” autore/i di questa assurda vicenda. Una pista è data dai ripetitori che potrebbero aver localizzato la posizione del cellulare del vigliacco, in una precisa ora.

Al mio arrivo, alla stazzo distrutto dal fuoco, avevo notato l’asina AIDI di Alina, salva; era impaurita; si è avvicinata e mi ha seguito in tutti gli spostamenti. Quando io e l’amico Francesco siamo saliti in macchina per tornare a casa, ci ha riservato un fuori programma piacevole. Quando ha capito che volevamo andarcene, ha cercato di commuoverci: ha messo la sua testa dentro il finestrino della vettura ed ha iniziato a fare le fuse, leccare, baciare….

Non puoi non riflettere su questa esperienza che abbiamo vissuto in un mondo così crudele.

 


Altre foto sul link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214080410757658&set=a.10214080408077591.1073741912.1633912542&type=3&theater  Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it  Cellulare +393404904001

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here