La lunetta del portale di S. Maria di Canneto a Roccavivara

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La lunetta del portale di S. Maria di Canneto a Roccavivara è del 1179. Era abate Raynaldo

di Franco Valente [1] 24 ottobre 2015

L’11 marzo 1179 con un suo privilegio papa Alessandro III estendeva all’abate Rainaldo di S. Maria in Canneto la protezione della Santa Sede al monastero e ne confermava i possedimenti. E’ un documento di particolare importanza non solo perché per la prima volta non è menzionato nè il monastero di S. Vincenzo al Volturno, nè quello di Montecassino, dai quali precedentemente dipendeva, ma anche per il fatto che viene precisamente indicato il nome di un abate, Rainaldo, che ha una sua specifica giurisdizione su S. Maria di Canneto.

Si deve partire da questo documento fondamentale per capire qualcosa.

Sulla facciata attuale si apre un portale che in origine potrebbe essere stato in altro luogo. Contiene un’epigrafe che crea non poche perplessità per la sua interpretazione. Peraltro, nonostante sia ben visibile e composta di solo quattro parole, non è stata mai trascritta correttamente e non è stata mai analizzata sotto il profilo strettamente grammaticale.

Eppure è talmente semplice che sembra quasi banale la sua lettura:

Abbate Raynaldo Fecit Me(…)

Abbate Raynaldo è ablativo assoluto che, quindi, letteralmente vuol dire mentre Rainaldo era abate. Segue il nome dell’autore dell’opera che cominciava con ME: FECIT ME(…), ovvero Me(….) fece.

Sembrerebbe di poter individuare una terza lettera, forse una V, ma ormai la pietra è corrosa e null’altro si riesce a capire.

Ma cosa rappresenta la lunetta?

Su una foto del portale prima dei lavori di restauro, don Duilio Lemme annotò: Significativa lunetta del Portale di S. Maria in Canneto raffigurante la lotta del Cristianesimo contro il Paganesimo.

Personalmente non sono d’accordo. Tutto va visto nel quadro del sacrificio umano, ma di un Dio che si sacrifica nelle vesti umane.

Non entro nel merito per fare valutazioni personali della questione che sta a monte circa l’attendibilità delle cosiddette “verità assolute”, ma la facciata va interpretata nell’ambito esclusivamente biblico e più precisamente cristiano.

Credo che la lunetta di S. Maria di Canneto, dove l’agnello appare insieme a un leone alato, possa essere capita solo misurandosi con le conseguenze teologiche degli scritti di Giovanni Evangelista prendendo come riferimento la sua famosa lettera, il suo vangelo e, soprattutto, il suo libro dell’Apocalisse.

Così è ogni volta che in qualsiasi parte del mondo cristiano si veda rappresentato l’Agnello crucifero.

Quando mai un leone alato rappresenta il male?

Allora basta leggere quella parte del libro 5 dell’Apocalisse per capire che la lunetta di Canneto mette insieme due espressioni riferite ai due caratteri dell’agnello e del leone attribuibili a Cristo.

L’agnello, infatti, per l’evangelista Giovanni, è l’immagine di Cristo nel suo significato specifico.

Questo il motivo per cui, ogni volta che nelle descrizioni profetiche deve illustrare le peculiarità di Cristo, adopera l’immagine dell’agnello che viene citato ben 29 volte. A cominciare da quando Giovanni afferma di vedere nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo e nessuno era degno di aprirlo: Fu allora che un angelo proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Uno dei vegliardi gli disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».
Poi vide ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.

In altri termini nella composizione il leone non viene visto come l’animale che sta per divorare l’agnello, ma come l’animale che incarna la potenza del leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide.


[1] Franco Valente, architetto, ama la storia, l’arte, l’architettura e le tradizioni. Disprezza coloro che vivono di rancori personali utilizzando la politica per vendicarsi di questioni individuali mascherate da interessi sociali.

Copyright  Arch. Franco Valente http://www.francovalente.it
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

1 COMMENTO

  1. La sapiente parola dell’ architetto Franco Valente con i riferimenti biblici mi ha chiarito e fatto riguardare con occhi “diversi” questa significativa Lunetta di Canneto…da me frequentata fin da bambina.. Sempre la preparazione e lo studio permettono di “guardare”e apprezzare di più anche le chiese o gli edifici dei nostri paesi.

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