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La luce dell’alba sulla terra mia, di Duilio Martino

tratta dalla raccolta   di poesie “Terra mia d’Abruzzo” di Duilio Martino [1]
Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

se vuoi che la musica accompagni la tua lettura, clicca sulla foto qui sotto


La luce dell’alba sulla terra mia, di Duilio Martino

Alba

L’albore sfiora già Maja supina
adagiando sul profil lucenti spoglie
si desta ora la valle mattutina
col timido vibrare delle foglie

accende il  vecchio coppo titillato
che mostra ancor vanesio il suo rossore
la luna fioca spegne il ciel stellato
d’aurora gli ori sfumano in chiarore

rintocchi secolari di campana
in volo par sostengano colombe
rammentano solerzia là mai vana
segnando il nuovo dì che pronto incombe

conforta l’eco appeso a quella quiete
un vecchio che fa veglia alla sua amata
elusa un’altra notte che non miete
s’appresta a tramutar vino d’annata

profondo il mio respiro degli odori
per dare pace all’animo stremato
le vene voglio colme dei sapori
d’un suol natìo mai dimenticato


[1] Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

 

About Duilio Martino

Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

2 commenti

  1. Endecasillabi belli e perfetti e forma moderna, à la page: espressione di persona non “troppo datata”, che sente comunque forte la nostalgia del proprio passato e dei sapori di una terra mai dimenticata! E come si potrebbe scordare il profilo della grande madre MAIELLA!?
    Io da anziana persona -e maestra in pensione – ricordo sempre quel profilo…come pure stampato è nella mia mente l’uso della punteggiatura- dall’autore eluso nella poesia VOLUTAMENTE …

  2. La poesia è bella e mi è piaciuta.
    I toni sono delicati, come delicati sono i passaggi della valle che si sveglia “con il timido tremolar delle foglie” , “della pallida luna che spegne il ciel stellato”, ” d’aurora gli ori sfumano in chiarore”, “Il vibrare dei rintocchi di campana che sembrano sorreggere l’intera volta celeste”!
    Bisogna aver vissuto queste sensazioni e bisogna che le belle immagini abbiano fatto scaturire “commozione e sentimenti” che sono diventati “poesia interiore” che aveva bisogno solo di trovare le parole per poter comunicare al mondo intero quella commozione e quei sentimenti vissuti e “provati”.
    È poesia anche la splendida immagine, la foto, artisticamente ” perfetta” nella composizione e nei contenuti, posta ad arte prima della poesia di Duilio Martino, che porta il lettore verso la luce, con il sole nascente che ci “viene incontro” , con i suoi raggi tenui, senza far rumore, “quasi rotolando” sulla dritta strada alberata .
    Complimenti ai due autori ed a chi ha avuto l’ispirazione di abbinare quella foto a questa poesia.

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