LA LETTERA DALL’AMERICA

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  di Alessandro delli Quadri

Un’attività tipica della mattinata festiva, fino a tutti gli anni ’60, consisteva nella compilazione di lettere da inviare a congiunti emigrati in America. E’ stata una vera e propria necessità e, senza scomodare la sociologia o la storia dell’emigrazione, il problema è stato affrontato con le possibilità allora a disposizione.
Chi non era in grado di compilare una missiva, si recava da una persona di fiducia che “sapesse di lettera”, esponeva gli argomenti da comunicare, delucidava se necessario alcune questioni, e poi quest’ultima, stesa la lettera e compilato l’indirizzo, provvedeva ad imbucare.


Il livello medio di scolarizzazione degli emigrati, data l’epoca, era quello che era, e nessun raffronto è possibile con la realtà contemporanea, specie se consideriamo la vivacità culturale delle attuali associazioni di emigranti all’estero, in Canada o altrove.
Certo, per le lettere in partenza dal paese la cosa non era troppo difficile in quanto ci si conosceva tutti: per la maggior parte erano le donne che scrivevano e, per la compilazione, dovendo confidare delicati affari di famiglia, si affidavano a persone di fiducia.


Dall’altro lato dell’oceano la cosa era un po’ più complicata. Il destinatario, quasi sempre di sesso maschile, una volta ricevuta la lettera, se non era in grado di leggerla, aveva invece le sue brave difficoltà, dovendo a volte affidarsi per l’incombenza a persone sconosciute e di cui non sempre era bene fidarsi.
Per fortuna con lo scorrere degli anni, iniziarono a crearsi nuclei familiari in terra d’emigrazione per cui diventò più facile trovare compaesani a cui rivolgersi per l’incombenza e il problema si avviò a soluzione. E poiché durante tutta la settimana si lavorava, anche questa divenne per forza di cose un’attività della domenica mattina.


Conservo una lettera da Chicago del 1974 inviata da una prozia, Teresina Delli Quadri in Lauriente, che fa il punto sulla situazione epistolare all’epoca in terra d’America:
“Se io non sapessi leggere e scrivere avrei disconosciuta la famiglia e i parenti, e benedico sempre la buonanima di mia madre che mi ha mandato alla scuola. Ora non scrivo più per gli altri, che tutti sanno leggere e scrivere, ma quando sono venuta qui dei paesani non sapeva nessuno e non scrivevano alle famiglie e quando ci ho fatto amicizia mi sono offerta io di scrivere, e senza pagare, non ho voluto moneta da nessuno e mi hanno voluto bene. E sono contenta di aver aiutato a tenere unite le famiglie.”

Ed è stato proprio così: il contatto epistolare ha consentito di superare la lontananza e di evitare il “disconoscimento”.

Adesso è tutto diverso. Ora che tutti sanno scrivere non si spediscono che rare lettere. Il contatto privilegiato è quello telefonico, se non già tramite “e-mail“. Sono per natura nostalgico del passato, ma, caso strano, non rimpiango affatto l’abbandono di tale attività della domenica mattina, segno inequivocabile della sconfitta dell’analfabetismo.

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[1]Alessandro (detto Sandro) Delli Quadri: era nato ad Agnone nel 1930. Vissuto per la maggior parte della vita a parma, in Emilia, non ha mai dimenticato le tradizioni, i fatti, i personaggi del nostro paese. È morto il 28/3/2014, all’età di 84 anni. Di lui restano pagine indimenticabili che ha pubblicato, oltre che su Altosannio, anche sull’Eco dell’Alto Molise e sulla Gazzetta di Parma.

7 Commenti

  1. Delli Quadri…: Enzo ci tiene a ribadire, ogni volta che un Delli Quadri fornisce un contributo al bel sito di ALMOSAVA, guarda caso sempre di ottimo livello, : “non siamo parenti”. Tutti hanno capito che i Delli Quadri ad Agnone sono parecchi. Ma se foste parenti ? Il valore di ognuno ne sarebbe diminuito? Grazie Enzo a te e tutti coloro che portano questo bel cognome, con simpatia.
    P.S. : non c’è n’è uno scarso !!!

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