La Gente dell’Alto Molise: un esempio di coraggio e abnegazione (di Nicola Mastronardi).

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L’amico Nicola Mastronardi mi ha inviato questo articolo che, molto volentieri, pubblico. In esso egli descrive un pezzo d’ Italia, umile e coraggiosa, che, sotto le tempeste di neve, ha funzionato ed è stata capace di atti eroici. In silenzio! Questo pezzo di Italia è composto dalla Gente di Montagna dei Comuni di Confine tra Abruzzo e Molise, mortificata, negli anni, da una politica che ha privilegiato la COSTA e la CASTA dei Centri provinciali e regionale. Questo pezzo d’Italia ha il DIRITTO  di non dovere sopportare ulteriori abbandoni morali e materiali e i Governanti hanno il DOVERE di operare perchè questo non avvenga più.

Di Nicola Mastronardi

Un Paese in ginocchio a causa di una nevicata eccezionale, sia per intensità che per la vastità del territorio interessato. Televisioni e giornali, da giorni, dipingono così la situazione di quella parte della penisola  italiana colpita dalla neve e non preparata ai suoi effetti, con relativi disastri e disservizi, veri o presunti.

Nel chiasso multimediale condito dalle immancabili polemiche politiche e dei rimbalzi di responsabilità,    figuriamoci chi può sentire il silenzio positivo dell’Alto Molise – un angolo tanto meraviglioso quanto sperduto dell’Appennino italiano in provincia di Isernia dove una comunità di persone, enti ed istituzioni locali ha saputo cavarsela contro una situazione difficilissima, lavorando con dedizione, efficienza ed efficacia, risolvendo problemi altrove insormontabili, pur affrontando un manto nevoso che, da un minimo di 80 centimetri, ha superato i tre metri di altezza in moltissime zone del territorio. Neve vera, insomma, altro che chiacchiere montate. Una sorta di contraltare, silenzioso, a  tante notizie-disastro o ai reportage che a volte hanno sfiorato il ridicolo sforzandosi di risultare di un qualche interesse. L’altra faccia di una Italia, umile ma forte, che funziona.

L'Alto Molise sotto la Neve del 2012

L’Alto Molise è la parte settentrionale e montuosa della più piccola regione italiana dopo la Val D’Aosta. La sua comunità conta 12.500 abitanti distribuiti in dodici comuni, cinque dei quali oltre i mille metri di quota. Definita anche Molise Altissimo, la zona è ai confini meridionali dell’Abruzzo sangritano con il quale condivide storia, struttura orografica e clima. Nel capoluogo Agnone – 5.250 abitanti a 850 metri di altitudine – c’è, per fortuna un ospedale non ancora definitivamente smobilizzato come la scure della razionalizzazione sanitaria vorrebbe e che anche in questa occasione ha salvato vite umane. Funzionano pure un distaccamento dei Vigili del Fuoco, i comandi zonali dei Carabinieri e della Polizia Stradale, fatta di gente coriacea e dura a morire.

Con livelli di neve impegnativi di cui prima si diceva, qui tutto pare aver funzionato a meraviglia: viabilità statale, provinciale e sgombero neve all’interno dei centri abitati; assistenza domiciliare agli anziani, trasporto o ricovero dei numerosi dializzati in ospedale; pronto soccorso in piena tempesta (i casi da raccontare sarebbero molti, davvero);  salvo casi particolari e parziali, ha funzionato anche l’approvvigionamento degli animali in stalla (gli allevamenti bovini e ovini sono oltre un centinaio, in zona); le aziende delle aree produttive sono aperte, giovani volontari spalano la neve davanti alle case degli anziani.

Capracotta

A Capracotta – 1420 mt sul livello del mare, il comune più alto dell’Appennino centro-meridionale, dove ogni pochi anni accade che le persone debbano uscire dalle finestre per scavare una galleria e disseppellire il portone d’ingresso all’abitazione – una impiegata comunale ha il compito di chiamare telefonicamente tutti gli anziani, casa per casa, due volte al giorno, durante le nevicate.  Dopo di che la Protezione civile porta provviste, medicine e quanto richiesto, a domicilio. Questa è organizzazione. Oggi a Capracotta il livello della neve supera il metro e mezzo di altezza, mentre a Pescopennataro (1180 metri sul livello del mare, affascinante paese–roccia a strapiombo sul Sangro), siamo oltre i due metri.  E domani tutto questo potrà raddoppiare.

Protezione Civile di Agnone
Vicoli di Agnone

 

Casa di Campagna in Agnone

Il grado di abitudine, l’atteggiamento delle persone e l’organizzazione del settore pubblico (Uffici tecnici Provinciali,  Comuni, Forze dell’ordine, Protezione civile, composti da gente dei paesi di montagna, hanno fatto sì che i disagi o non ci siano stati o siano stati ridotti al minimo, in quei casi nei quali l’eccezionale accumulo nevoso di oltre i 4 metri superava ogni possibilità umana e meccanica.
Molti problemi che altrove sono stati dovuti a carenza di comportamenti delle persone (assenza di adeguate scorte in casa, imprudenza, impreparazione ad affrontare l’evento), qui sembrano esser state ridotte al minimo.

Nel caso neve assistiamo alla combinazione di una abitudine genetica della gente di montagna al buon funzionamento della macchina pubblica con opportuni piani neve. Ma anche questa ultima è fatta da gente di montagna. Vigili, polizia , capo tecnico ed operatori della provincia, contadini che con i loro trattori sgombrano due volte al giorno, pagati dal comune, 150 chilometri di strade rurali nella sola Agnone L’esperienza di anni e di generazioni, ha fatto scuola.

Vigili del Fuoco

Una parola in più, infine, va spesa per il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Agnone, composto da gente impagabile sotto il piano della professionalità ben al di sopra dell’ordinario addestramento per ciò che riguarda anche la capacità di risposta ai problemi che la neve comporta. Nei giorni scorsi anche loro – raddoppiando, in silenzio come sempre, i turni di servizio – sono stati portati ai limiti delle possibilità operative. E allora, dove non arrivavano i mezzi meccanici sono arrivati loro, a piedi.

tempesta di neve
tempesta di neve
tempesta di neve

Il capo squadra Michele Orlando e il suo collega Paolo Spadanuda, il pomeriggio di martedì 14, racchette da neve ai piedi e cuore in spalla hanno marciato per chilometri in piena tormenta per portare latte in polvere ad un bambino di 5 mesi che non mangiava dalla notte precedente. La tempesta di vento e neve era tale che non si vedeva a un metro, i due a tratti faticavano ad andare avanti a parlare tra di loro e persino a respirare. “Il vento era così forte che non potevamo sentire neanche i messaggi radio dei colleghi rimasti in caserma” dirà Spadanuda ad un giornalista. I cumuli di neve da superare raggiungevano anche i tre metri di altezza e solo la conoscenza esatta della zona da parte del capo squadra ha permesso l’individuazione dell’abitazione, cosa impossibile per chiunque altro in quelle condizioni.  La giovane e impaurita mamma, nell’aprire il portone, ha abbracciato i due vigili e pianto di gioia e commozione. In circostanze simili, anni fa, il nonno del bimbo suo suocero, era morto proprio a causa di una tempesta di neve. Non hanno accettato neanche un caffè, c’era altro da fare. I vigili hanno visitato altre abitazioni della frazione per accertarsi che non ci fossero altre emergenze e poi si sono incamminati verso la camionetta lasciata a due ore di marcia, più a valle. Oltre quattro ore nella tormenta, per una missione ai limiti delle possibilità fisiche.

Pescopennataro
Carovilli
Belmonte del Sannio

 

S. Pietro Avellana
Rionero Sannitico
Poggio Sannita

 

Si potrebbe raccontare molto altro di ciò che è successo, e che succede sempre durante le nevicate, in Alto Molise. Ma, insomma, nel quadro del generale disastro basta dire – sperando che qualcuno lo rilanci – che c’è anche una Italia preparata a questi eventi e che ha risposto come si deve all’emergenza. Nel silenzio orgoglioso, al quale sono anche troppo abituati, queste persone e questi monti, da secoli.

Nicola Mastronardi

4 Commenti

  1. Bravo Nicola! Hai fatto molto bene a descrivere come ci si comporta abitualmente nei territori montani, senza trombe e tamburi, senza medaglie ed onori. Ignorati da tutti, anche da chi non dovrebbe, almeno tra noi raccontiamo le azioni degne di ammirazione che costantemente avvengono. Tutti i giovani di Carovilli, ad esempio, erano e sono tuttora mobilitati, dalla mattina presto alla sera avanzata, ed hanno reso interamente percorribile il paese. I meno giovani hanno tutti provveduto a spalare la neve in prossimità delle loro abitazioni. E’ sembrato che un regista occulto avesse magistralmente organizzato ogni cosa. Io che sono nato ed ho vissuto a Roma, dove quattro gocce di pioggia sconvolgono l’intera città, sono affascinato da tutto questo e non posso che accrescere l’amore per questa terra e addolorato per l’incuria di certi personaggi.

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