La Fonte Minaldo a Villacanale, un anno dopo.

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La fonte, la cui storia e fede sono riportate dopo l’articolo di Luigi Mastronardi, si trova a Villacanale, frazione di Agnone in provincia di IS. È stata oggetto di particolare attenzione da parte dello stesso Mastronardi perché potesse tornare a svolgere, a pieno, il suo ruolo originario di aiuto ai contadini, di conforto per i fedeli, di attrazione per i turisti. Purtroppo, divisioni e sospetti incomprensibili continuano ad azzoppare o ritardare ogni più benevola o disinteressata azione, in questo nostro benedetto Altosannio (E.C.Delli Quadri)

La Fonte Minaldo di Villacanale fraz. di Agnone (IS)
La Fonte Minaldo di Villacanale fraz. di Agnone (IS)

Articolo di Luigi Mastronardi[1]

Dopo circa un anno dalle polemiche sulla Madonna della Fonte Minaldo, mi sia consentito trarne un bilancio pubblico. Ma prima, per chi non se lo ricordasse, vorrei riassumere che cosa è successo.

Per anni abbiamo dibattuto, nel mio gruppo di amici, su come il paese si svuotasse dei suoi abitanti e su come i nativi non tornassero più alle loro case. E, naturalmente, meno che mai si erano più visti turisti e forestieri. Allora si diceva che bisognava inventarsi qualche cosa per far riaccendere la curiosità della gente e quindi creare un evento che facesse parlare i giornali. La scelta cadde su l’unica risorsa naturale che abbiamo in paese e cioè la Fonte Minaldo. La quale, a questo punto, andava restaurata per consentire una migliore fruizione, visto che era in uno stato di terribile abbandono e con essa anche i tavoli della zona”ristoro” di fronte alla Fonte. Ma a questo si poteva aggiungere anche qualcos’altro. E, quindi, sfruttando la leggenda che in quella Fonte nascevano i bambini, si poteva aggiungere alla leggenda una statua di Madonna in modo da creare una nuova entità religiosa che avrebbe potuto rinsaldare legami di fede e di preghiera cristiana. Ciò avrebbe consentito quindi un turismo di natura paesaggistico/culturale e un nuovo interesse da parte dei fedeli verso questa nuova statua di Madonna (poi benedetta da Don Alessandro). Il tutto operativamente fu deciso in una riunione dove erano presenti, oltre il sottoscritto, Aquilino Ingratta e Don Francesco Martino. Decisa, quindi, l’operazione ci mettemmo in moto per avere i dovuti permessi dalla Provincia e dal Comune e per trovare le migliori maestranze per l’elaborazione delle opere. La presenza collaborativa, inoltre, di Don Francesco garantiva la liceità religiosa dell’operazione. Io mi sarei accollato, con grande piacere e devozione, la parte finanziaria.

Però come già ribadito altre volte, in tutto questo è stato volutamente commesso un errore. E cioè non fu chiesta la partecipazione dell’Associazione Nuova Villacanale, che pure avrebbe dovuto essere informata. Ma la spiegazione è abbastanza semplice. L’Associazione, per motivi che non sono per niente oscuri ma che sono noti a tutti, avrebbe negato qualunque collaborazione e rifiutato qualunque iniziativa da parte nostra. E a questo punto decidemmo che l’operazione l’avremmo fatta ugualmente e che però, se ci fosse stato un rifiuto da parte di tutto il paese (cosa che non è avvenuta) e non della sola Associazione, la quale non rappresenta tutto il paese, avremmo ripristinato il sito della Fonte come era prima dei lavori. Come è stato fatto per quanto riguarda la vasca che in modo sciagurato era stata coperta con materiali nuovi e diversi, e che però tempestivamente è stata ripristinata com’era prima.

Naturalmente in seguito ci sono state molte polemiche perché l’opposizione gioca il suo ruolo, che però si sono risolte in nulla. Non solo, ma abbiamo avuto anche diversi voltagabbana che all’inizio hanno plaudito all’opera e poi sono scappati via a gambe levate per i motivi più strani. Non solo, ma più volte ho cercato di devolvere eventuali offerte di fedeli a favore di lavori di pubblica utilità civico/religiosa, prima alla Parrocchia,che ha rifiutato(!?)poi all’Associazione che ha anch’essa rifiutato(!?),volendo testimoniare con ciò che non ci sono interessi o speculazioni su tutta l’operazione, ma solo attaccamento al paese in cui siamo nati.

Con il tempo le polemiche si sono sopite, mentre io in questo anno quotidianamente ho invitato chi mi legge sui social, a visitare questi luoghi dell’Altomolise e con la visita a rafforzare mediante la preghiera cristiana, legami religiosi che possono fare solo bene a tutta la comunità. E niente altro. Per quanto riguarda invece il luogo della Fonte Minaldo, esso è costantemente monitorato dall’ottimo Antonio Massanisso che provvede ad ogni necessità e manutenzione. E mi sembra che qualche cosa si muova negli obiettivi prefissati, nell’interesse di tutti.

L’opposizione naturalmente dissente da tutto questo. Ma inviterei ancora una volta chi non è d’accordo con noi, ad adoprarsi alla stessa maniera per il bene comune, meglio se di tasca propria, con la realizzazione di altrettante iniziative che possano favorire il ritorno dei nativi e l’arrivo di forestieri e turisti.

Altrimenti, come tutti sanno, le chiacchiere stanno a zero. E di chiacchiere francamente siamo stufi.

La storia

La storia della Fonte Minaldo in quel di Villacanale, risale a molte e molte decine di anni fa, quando fu costruita al lato della strada verso i campi della zona, una grande vasca che raccoglieva l’acqua che sgorgava da una semplice fontanella di ghisa.  La vasca consentiva agli animali che transitavano per la strada di abbeverarsi e ristorarsi comodamente tra il fresco delle querce. Non solo ovviamente ma era di grande aiuto per i contadini che potevano beneficiare di un’acqua leggerissima e gradevolissima e facile da riporre anche nelle bottiglie e recipienti di terracotta per il lavoro dei campi. Poi i contadini si fermavano presso la Fonte anche per arrotare le falci e i coltelli da lavoro sulla pietra friabile della grande vasca che così veniva a soddisfare tante e diverse esigenze. Sui bordi infatti della vasca sono rimasti gli incavi di questi arrotamenti a testimoniare di come il duro lavoro del contadino abbia tratto così grande beneficio dalla sosta presso questa importante fonte. Il nome Minaldo deriva, molto probabilmente, dal nome del proprietario del fondo che così ha lasciato testimonianza di sé, magari anche senza volerlo. In tempi recenti la Fonte è stata restaurata aggiungendo di lato alla vasca un grande lavatoio che avrebbe potuto consentire di lavare panni e quant’altro sarebbe potuto essere utile alla vita del contadino. L’acqua sgorga da una collina e si raccoglie in una grande polla artificiale dietro la porticina e poi fuoriesce con un gettito lieve e silenzioso. In tempi di piogge abbondanti, è tale e tanto il flusso dell’acqua che il getto diventa gioiosamente rumoroso e l’acqua fuoriesce anche dai fori del cosiddetto “troppo pieno”sulle mura della Fonte. Per i Villacanalesi questa Fonte ha da sempre costituito un prezioso monumento per tutti i motivi suesposti e soprattutto sulla allegra dicerìa della nascita dei bambini dietro la sua porticina.

La fede

In questa specie, troviamo la leggenda della contadina che bevendo l’acqua della Fonte che ”custodiva i bambini” e pregando intensamente la Madonna, era riuscita, contro ogni logica naturale data l’età e la cattiva salute, ad avere un figlio. Ma perché si prega la Madonna? Perché la Madonna attiene alla maternità. E’ pietosa nella sua dolcezza e nella sua grazia. E’ rassicurante perché ha conosciuto la tragedia del figlio. E’ comprensiva perché incarna la figura materna. E’generosa come tutte le mamme. E’ comprensiva e disponibile al perdono. E’ serena e paziente perché conosce il dolore e la disperazione.  E’ pronta a tendere la mano perché ha sofferto come ogni mamma di privazioni ed insoddisfazioni. E’ tenera e soccorrevole verso la sofferenza e la malattìa. E’ pronta ad accogliere preghiere nell’attuazione del suo messaggio di amore e di pace. Il culto e la devozione verso la Madonna sono molto antichi. Nascono dalla realtà della sua maternità divina e dal ruolo che Gesù le ha riservato nella considerazione della salvezza. La Madonna è la Madre di Dio e Madre di tutti noi. Ciò si può dedurre dall’esistenza di alcuni edifici di culto dedicati a Maria ancor prima del IV secolo, in Palestina e ad Alessandria, dalle pitture murali che si trovano nelle catacombe o dalla notissima preghiera “Sub tuum praesidium”, trovata in un antico papiro egizio che si suole datare alla fine del III secolo. Ai giorni nostri, in onore di queste riflessioni e di queste necessità, si è voluto creare il culto della Madonna associata alla Fonte Minaldo. Ciò per consentire ai fedeli di poter pregare in un luogo ameno e nel contempo di abbinare alle preghiere, l’uso di quell’acqua che tanto ha fatto bene ai contadini del luogo e, come si è detto, alla famosa contadina della leggenda.

 


[1] Luigi Mastronardi, molisano di Villacanale di Agnone, psicoterapeuta  di scuola freudiana, specializzato nella psicoterapia breve; assertore della necessità che i giovani apprendano come quel che sembra vecchio e inutile sia, invece, da assumere come necessario e splendente; difensore estremo delle proprie radici, perché, come dice il poeta, “se vuoi conoscere il futuro, studia ed approfondisci il passato”.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

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