La finestra sull’anima

11
2023

Racconto di Esther Delli Quadri

Imacon Color Scanner
Pescopennataro

Ci sono luoghi che si aprono su notti buie illuminate da bianca luce spettrale, dove le ore scorrono piene di nulla senza altra traccia lasciare se non l’estrema noia che le scandisce.

Ci sono luoghi dove il miele scorre come per il bambino il latte dolce dal seno materno. C’è un posto in Alto Molise….……….

Tante e tante volte ho percorso la strada in salita per arrivare alla chiesa che sta sulla sommità del paese : immacolata , silenziosa. La porta è aperta nella bella stagione per chiunque voglia entrare a dire una preghiera.

…………..In una giornata di marzo  ho percorso la stradina incassata tra le rocce spioventi, schiaffeggiate dal vento, che dalla chiesa porta alla “ terrazza”. Il cuoreagitato  da violenti colpi  in tutto simili alla natura inquieta intorno a me. Mi sono affacciata sulla valle. In lontananza le cime innevate dei monti e sotto di me, sul ripido pendio, esili alberelli  percossi dalla furia del vento, aggrappati con artigli rapaci alla terra e alla roccia. Tra l’ululare del vento  mi sembrava arrivare il loro mormorio

” Vedi come resistiamo a questa furia? Fa come noi, aggrappati anche tu con tutta la tua forza e aspetta che passi la bufera .Il vento cesserà. Tornerà a splendere il sole! ”

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……………Mi sono affacciata alla terrazza, in una liquida notte  di fine estate. Piccole luci sparse nella valle a riflettere il cielo punteggiato di stelle Ho immaginato le famiglie che  vivevano in quelle case , attorno alla tavola, a celebrare insieme, così, la fine di una giornata di duro lavoro .Mi sono sentita in pace con me stessa, riconciliata col mondo.

……………Mi sono arrampicata su per la strada in salita in una calda giornata estiva. Il mio passo risuonava sull’acciottolato della stretta strada deserta. Nel  profumo di bosco il mio cuore cantava come gli uccelli in volo nel cielo luminoso. Ho incontrato un vecchio signore che percorreva la stradina in senso opposto. Ci siamo scambiati un saluto , così , senza conoscerci, consapevoli entrambi della nostra felicità di essere lì, in quella calda giornata, a contemplare la bellezza del mondo intorno a noi. Ho incrociato lo sguardo pigro di un gatto  di passaggio che mi osservava. Lentamente si è stiracchiato al sole per niente preoccupato della mia presenza, come sapesse che era temporanea, e poi si è arrampicato su un muro con l’aria di chi sa il fatto suo.

Ho respirato l’aspro profumo della legna tagliata, accatastata ordinatamente addosso ai muri delle case , precoce ammonimento del sicuro arrivo dell’inverno.

Mi sono affacciata alla terrazza.

Il profilo delle montagne  in lontananza si stagliava puro. Sotto l’accecante luce del sole il fresco verde brillante della valle era  punteggiato di piccole macchie bianche,greggi di pecore al pascolo. Giungeva nitido alle orecchie, risalendo lungo il pendio, il belato degli agnelli, il tintinnio di un campanaccio appeso al collo di qualche mucca.

Lungo il pendio scende un ripido sentiero, a tratti di gradini, che porta alla valle .Seguendolo con lo sguardo, in basso, ho visto teneri alberelli, ricchi di fogliame, che sembravano dire “ Vedi, siamo ancora qui. La tempesta è passata. E noi riprendiamo vigore per affrontare la prossima. E sarà sempre così, finché ci saremo.”……..

Se cerchi  questo posto in alto Molise, chiedi di Pescopennataro.

Lascia la tua auto fuori dal paese e parcheggia lì anche i tuoi panni  di uomo del  nostro tempo. Non andarci come un turista. Vai come un viaggiatore, come un viandante d’altri tempi sulle ripide strade, tra le rocce spioventi a strapiombo sulla valle. Quando sarai sulla terrazza , guarda in basso e intorno a te. Vedrai la tua anima.

Pescopennataro al tramonto
Pescopennataro al tramonto

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

11 Commenti

  1. Chissà quante sono le persone che, non avendo avuto la ventura di aver vissuto in questi posti potranno capire di cosa parla Esther Delli Quadri nel suo bellissimo racconto. Magari penseranno di una persona brava a fantasticare o a rendere con belle parole scorci di paesaggi appenninici da andare a visitare in un “week-end”…….Nossignori, questa non è una cartolina dall’isola che non c’è, questa è la rappresentazione viva di quello che gli occhi di Esther e la sua anima hanno visto e sentito in questa terra bellissima ed avara. Le ho viste e le vedo anch’io queste cose preziose per noi.

  2. Questo racconto è una boccata di ossigeno per tutti noi che viviamo lontano dalla nostra bella terra! Nostalgia senza fine…..grazie Esther

  3. Non conosco il paese, ma la penna chiara e solare dell’autrice rende merito alla bellezza selvaggia ed aspra del paesaggio, come lo fa l’ immagine della foto postata. e per un momento me lo ha fatto AMARE COME UNA COSA BELLA AL DI FUORI DEL TEMPO, SALENDO CON L’AUTRICE e FINO ALLA TERRAZZA ( sì per un transfert io ho risalito gli scalini del mio paese, che pure ne ha tanti , che portano su verso la montagna, ma non così selvaggia)… Che dire! ? è la magia del ritorno alle origini che via via diventano sempre più care. Se pure nell’età lontana dell’infanzia e dell’adolescenza si sono attraversate forse delle tempeste, esse vengono stemperate e dimenticate …Nel ricordo tutto si trasfigura e quando si ritorna nei luoghi “antichi” è tutto nuovo, tutto bello, tutto festoso.L’anima rinasce!

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