La crisi morde e coinvolge anche le squadre di calcio almosaviane

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Chiudono le province, le questure, le prefetture, gli uffici postali, quelli previdenziali, e altri servizi essenziali, sia in Abruzzo che in Molise, e non si salva nemmeno il Calcio.

Evidentemente, le ricadute del freno alla spesa pubblica  stanno coinvolgendo anche le squadre di calcio, dapprima oggetto di attenzione e cure da parte di settori imprenditoriali interessati.

Le notizie riguardano sia l’Abruzzo, con il Castel di Sangro, sia il Molise, con il Trivento.

Oramai è noto: queste due squadre non prenderanno parte ai prossimi campionati 2012-2013. Ne pagheranno le conseguenze sportivi e cittadini tutti.

Le reazioni che a Trivento sembrano più contenute, hanno, invece,  scatenato l’ira dei sostenitori del Castel di Sangro che vedono umiliata, in questa situazione,  una squadra che ha dato prestigio, per decenni, alla cittadina abruzzese  e a tutto il territorio circostante.

In particolare,  i tifosi e collaboratori del Castel di Sangro denunciano lo stato di isolamento totale in cui hanno dovuto operare in quest’ultimo anno e, con dolore, devono ammettere che la loro squadra non potrà calpestare i campi di gioco nel prossimo campionato.

Ma sono decisi a non mollare.

“Il Castel di Sangro può anche sparire, non apparire più  (per il momento) nelle classifiche, ma esisterà fino a quando batterà il cuore dell’ultimo dei suoi tifosi. Non abbiamo paura di nessuno, tantomeno del domani che, per quanto tragico, non ci fermerà, nonostante questo accanimento che fa sorgere a questo punto qualche dubbio.

Viviamo una vita di valori e di attaccamento a ciò che è nelle nostre radici che, senza tregua, ci ha portato sotto la pioggia, il sole, nei posti più lontani e nelle categorie più impensabili. L’abbiamo già dimostrato nel 2005, quando c’era stato lo stesso tentativo di quest’anno (provato poi ogni inizio stagione), ma, grazie a noi ed all’amore della gente, Castel di Sangro è rinato e rinascerà ancora.

Siamo quelli che non mollano mai, che lottano contro l’arroganza e chi si pensa di avere lo strapotere, e che riemergono sempre da qualsiasi situazione. Ed è bello sapere che a lottare c’è anche gente che non ha il sangue castellano. Ci sarà un domani perché ci siamo noi. Siamo ancora al lavoro nonostante la terra bruciata intorno, nonostante il “saccheggio” che presto partirà visto gli svincoli, e faremo sentire ancora la nostra voce. Gli amori non si sostituiscono, ma si lotta per una fede: la nostra si chiama CASTEL DI SANGRO. La gente passa, i patrimoni restano… 60 ANNI di Storia non si cancellano: si continua a scrivere altre pagine.”

Noi di ALMOSAVA continueremo a denunciare il  grave degrado demografico, patrimoniale, economico e morale che coinvolge tutto e tutti, nella scuola come nei trasporti, nella viabilità come nella sanità, nell’assistenza sociale come, non ultimo,  nel calcio.

Questo degrado può essere fermato solo con un Progetto Unitario combattuto da tutta la Popolazione Almosaviana con in testa i cittadini di Castel di Sangro.

1 COMMENTO

  1. Almosava Angelo Caruso Apprendo con grande dispiacere i commenti rilasciati sulla vicenda della ASD Castel di Sangro, che se comprensibili su un piano emotivo, non giustificano affatto i toni ed i contenuti, poiché offendono coloro che hanno EFFETTIVAMENTE profuso impegno per la stessa squadra. In primis necessita ricordare che la predetta associazione venne costituita personalmente dagli amministratori (anche finanziariamente), allo scopo di avere un compagine sportiva dilettantistica in promozione o eccellenza. Di certo l’iniziativa mirava poi ad un passaggio di consegne verso un gruppo dirigente che potesse gestirla nell’ambito delle predette categorie. Sappiamo bene che questo obiettivo, dapprima raggiunto, è andato via via scemando, fino al punto che si conosce, anche se, va doverosamente precisato, che già tre anni fa se non si fosse forzata la mano la fine sarebbe stata largamente anticipata. Medio tempore sono stati esperiti innumerevoli tentativi per cercare di individuare una qualche figura che potesse rilevare la associazione, ma evidentemente lo stato della situazione economica ha impedito la riuscita dell’iniziativa. E a tal riguardo pregherei di lasciar cadere qualsiasi notizia di presunti interessamenti, in quanto priva di un sostanziale interesse e comunque inidonea a garantire ciò che era necessario per il mantenimento dell’associazione. Da ciò è facile sconfessare il presunto legame tra la ASD e la storia del Castel di Sangro calcio, poiché è fin troppo noto che si è voluto attribuire una continuità sportiva per mero opportunismo. Si dovrà convenire che il quadro esposto indica una impossibilità si seguitare su una strada evidentemente non più percorribile, senza però rinunziare all’obiettivo di poter raggiungere in seguito un maggiore livello agonistico. Perciò la strategia deve passare obbligatoriamente per un progetto sano, basato non più sulla importazione di risorse umane e su una contribuzione, peraltro oggi impossibile, bensì sulla costituzione di un vivaio del territorio in grado di poter competere ai livelli auspicati. Per un simile obiettivo occorre pazienza e sapienza, e non è un caso che abbiamo chiesto ed ottenuto la forte collaborazione di un grande club come la Roma, per arrivare appunto ad avere un centro di alta formazione calcistica.

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