La Chiesa di Santa Maria Mater Domini di Fraine (CH)

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Scritto da Ivan Serafini, il 1 agosto 2010

 

Descrizione. «Nel 1056 Mainero e Bernardo – di stirpe longobarda – figli del conte Giovanni, signore del castello di Fraine Superiore, fondarono, sul sito di una preesistente chiesa rurale , un monastero benedettino maschile intitolato a Santa Maria Mater Domini.

La Chiesa di Santa Maria Mater Domini di Fraine (ch)

L’edificio religioso venne dotato di un cospicuo territorio e fu proposto come abate un tale Alberto. In questo caso si trattò di un’edificazione privata secolare, non dipendente da nessuna grande istituzione monastica. Le scarse notizie relative agli anni successivi evidenziano una lenta decadenza che trovò conferma nel 1324-25 con la riduzione a semplice chiesa sottoposta alla giurisdizione dell’abbazia di Sant’Angelo in Cornacchiano, sito nel tenimento di Fresagrandinaria. Successivamente il territorio di Santa Maria Mater Domini entrò a far parte dei possedimenti dei Caracciolo principi di Santo Bono che influenzarono, almeno a partire dal 1524, le nomine dei rettori che, perduta l’originaria impronta benedettina, provenivano quasi tutti dai rami cadetti della nobile casata.

La presenza di materiale archeologico sparso nell’area attesta che questa fu frequentata sin dall’antichità e non è da escludere che la chiesa non sia altro che la continuazione di un culto pagano che in seguito assunse forme e contenuti cristiani.
Smarrita la memoria storica dell’origine benedettina del luogo sacro, più di recente si è imposta una tradizione orale che trova molte analogie con quella di Santa Maria del Monte di Castiglione Messer Marino, che vuole l’apparizione della Madonna ad una pastorella muta che immediatamente acquistò l’uso della parola. Dalla fortuna di questo racconto si è sviluppata una suggestiva festa che vede affluire nel 31 di maggio di ogni anno, sui prati antistanti la piccola chiesa, gli abitanti di Fraine, Castiglione Messer Marino, Carunchio e Roccaspinalveti».
(A. Orlando, Santa Maria Mater Domini, in Cammini Europei ’96, pp. 30-31, cfr. bibliografia).

 

 

Tipologia: Strutture abitative con chiostro e chiesa a due navate.

Ubicazione: Chiesa campestre ubicata in località Bosco delle Vicenne.

Utilizzazione: Fruibile, chiesa regolarmente officiata.

Epoca di costruzione: X sec.

Stato di conservazione: Buono stato di conservazione delle superfici interne ed esterne riportate quasi integralmente a “facciavista”. L’intervento lodevole reso possibile grazie a finanziamenti privati (Comunità emigrante di Fraine), purtroppo, non ha previsto le indagini archeologiche e la lettura stratigrafica degli alzati portando alla perdita di preziose informazioni. In futuro è auspicabile una indagine archeologica, all’esterno, per la presenza eventuale di resti e/o tombe. Per finire potrebbe essere utile un’indagine non distruttiva (per esempio georadar) nelle pavimentazioni interne. (M. Ma.)

 Bibliografia:
– Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996;
– V. Furlani, Studio e progetto di fattibilità recupero e valorizzazione centri storici recupero e sviluppo artigianato tipico. Comunità Montana AltoVastese, Schedatura Analitica parte II, Chieti, 1993;
– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
– P. Sella (a cura di), Rationes decimarum Italiae: Aprutium – Molisium: le decime dei secoli XIII-XIV con carta topografica delle diocesi, Città del Vaticano, 1936.

3 Commenti

  1. Ivan..sei l’ Ivan il terribile, grande e spiritoso prof di storia dell’Arte, nonchè abile batterista che ho conosciuto agli esami di maturità in AP? Se sì….interessanti i tuoi articoli, mi congratulo ….con me stessa per averti dato il sito di Almosava!!
    Un salutone, Patrizia Vittorini Orgeas

  2. Toglimi, Ivan, una curiosità…per caso la chiesa si trova in prossimità di una sorgente o di un ruscello?
    L’acqua come simbolo di purificazione e quindi rinascita…elemento sempre  presente ed  importante nel culto pagano della Grande Madre, che, nella tradizione cristiana si reincarnerà nel culto della Madonna, Mater Domini, appunto!

    • Salve Patrizia, sono Elisabetta. Ho letto questo suo post che trovo davvero interessante. Prima di un mio sogno non conoscevo tale sito. E credo che la Madre voglia condurmi in questo posto per un motivo ancora per me non chiaro. Mi piacerebbe sapere considerazioni da altri che considerano questo luogo sacro alla Madre. Spero che lei possa aiutarmi. La mia email è isaluna3@gmail.com. La ringrazio in anticipo.

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