La bustina di Marisa: la mia strana cantina

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di Marisa Gallo

Non un luogo angusto e buio, com’erano e sono di solito le cantine,  site al piano terra o  nell’interrato di un fabbricato… No la mia cantina, pur collocata nell’interrato, ricevendo  luce dai lucernai, è un luogo luminoso  e aerato sia pure su due lati a N e S da mattoni frangisole ….

Un lungo “sottoportico”,  locale di m1.80 x m15, dove  si è ammucchiato il bello e il brutto, il buono e il cattivo di 35 anni di vita familiare … che nei giorni scorsi ho ripassato fra le mani e nella memoria .

Niente di eccezionale e pregiato nella mia cantina …Non certo un pendolo con una sola lancetta – che non poteva segnare più le ore- nè la campana in vetro per la Madonnina Addolorata; oggetti che da bambina avevo visto nella cantina della zia comare, al mio paese.  Meno antica di quella della zia,  molto più prosaica la mia cantina, ma comunque capace di parlare un linguaggio che tocca il mio  cuore e racconta di fatti vissuti e perciò stesso indimenticabili…

Su uno dei due lati lunghi una scaffalatura metallica, con tante bottiglie di pomodoro, succhi frutta e vasetti di sottaceti o di marmellata fatta in casa… che si rinnovano ad ogni stagione. Quest’anno grande quantità di marmellata di fichi e zucca gialla in tanti modi conservata, giacché, da due sole piante, ho raccolto ben 18 zucche tutte grosse e gialle, oltre quelle consumate verdi e fresche!. Troppa grazia sant’Antonio!

E l’immancabile angolo della frutta fresca per il consumo giornaliero, che profuma di buono, specie le melegrane e i tre meloni dell’orto nostro, colti in questi giorni; e il serto dell’aglio e delle cipolle dall’odore agro-dolce….

Sulla parete contro il terreno del giardino soprastante la cantina, ci sono  120  cellette in mattoni  x le bottiglie di vino… ma vuote! Quel tocco country che avevamo sognato da giovani, costruendo la casa, ora non ci sostiene più!  I  nostri figli hanno sempre  fretta e poco tempo libero a loro disposizione… o semplicemente non abbiamo trasmesso loro il gusto del vino fatto in casa! Il vino perciò si compra già pronto in bottiglia, o da spillare facilmente dai contenitori in cartone! Già  negli anni addietro, noi stessi  ci siamo sbarazzati di damigiane, di varia capacità , – impagliate con odore quasi simile alla muffa o ricoperte di plastica –  retaggio dei primi anni quando in paese facevamo un po’ di vino in casa…

Sull’altro lato della cantina invece vecchi armadi o meglio scaffali in legno –  mobili di recupero – hanno sostenuto il peso di tanti libri ormai in disuso, abbandonati e impolverati! Ahimè nessuno più li guarda, nemmeno io che pur li ho sfogliati e adoperati quotidianamente a scuola …Ebbene da tanti anni non li toccavo più !!!!!

Ora si è resa necessaria una pulizia profonda e voluta, una urgente sfrondata di oggetti che non “servono” , che hanno fatto il loro tempo  ed assolto alla loro funzione!  Ma come non lasciarsi ” contaminare ” dai ricordi della scuola e dei bambini di tante classi!? Quando quei libri erano un valido sussidio al mio operato ?  Così son venuti fuori libri di lettura ed antichi sussidiari di tanti anni fa, che all’interno contenevano il sapere scolastico adatto ad un bambino: dalla lingua, alla matematica, alla storia, alla geografia, alle scienze , alla religione (di solito messa  all’inizio del libro) ..di una 3/4/ 5 elementare !!!

Su uno dei  sussidiari spicca una nota  chiara, scritta da me . Visita del  Papa a Pescara: Era il 17 settembre del 1977. Per la prima volta un Pontefice partecipò personalmente ad un Congresso Eucaristico Nazionale. Fu l’ultima uscita fuori Roma di Papa Paolo VI prima di morire! E per me fu l’anno  del trasferimento, dopo 15 anni,  dalla piccola scuola di Villa Obletter, che  per decremento di popolazione scolastica, quell’anno si chiuse insieme ad altre piccole sedi, accentrate tutte a Tricalle , periferia di Chieti.

 Quindi in un grande scatolone in cantina ho ritrovato  una serie infinita di riviste scolastiche per l’insegnante, che ci supportavano con articoli pedagogici ed esercizi vari e diversificati – classe per classe, dalla prima alla quinta -. Qualcuna mi ha strappato una nostalgia “canaglia” e quasi un groppo alla gola … ripensando  alla mia personale partecipazione ad un corso di aggiornamento facoltativo l’MCE -Movimento di Cooperazione Educativa – con tante dispense e tanti ciclostilati……. Spesso tante sere fino a tardi consultavo e leggevo qualche articolo per essere preparata, per sentirmi più sicura e più pronta a spiegare, a rispondere alle domande, a suscitare interesse  negli alunni, ad accondiscendere a qualche loro curiosità e non ultimo a stuzzicarli “a fare”! Eh già! Così un antico proverbio cinese : <Se ascolto dimentico; se vedo ricordo; se faccio imparo….>  Ed ecco dentro una scatola ho rivisto i regoli Cousinaire, colorati, innovativi per quel tempo e creativi,  coi quali giocando si impara(va) cos’ è il  quadrato o il cubo di un numero e quindi anche ad estrarre la radice quadrata e tornare al numero base! Giocando e toccando i numeri in colore! E dentro un’altra scatola i “blochi logici DIENES, due serie, “preparati da me e da mio  marito, pure maestro, col legno e dipinti :..48 pezzi : due spessori, due grandezze, quattro forme , tre colori: giallo rosso e blu”.

Quante “catene” eseguite per apprendere il concetto di attributo/i “variabile /i”, che differenziava  un blocco dall’altro! Più in generale: per acquisire il concetto di classificazione logica dei pezzi,  con attenzione e linguaggio appropriati, con uso logco del pensiero. E la gioia dei bambini, e le risate, e qualche spinta, e qualche dispetto, e qualche lacrima, e qualche sorriso, e qualche richiesta inaspettata e/o sbarazzina : “Maestra, posso andare al bagno!?” che interrompeva la catena e l’attenzione!!! Allora io ero maestra unica della classe e forse avevo ingenerato noia!? Stanchezza!? E le numerazioni multibase… all’inizio intriganti quanto o più del soroban giapponese, poi via via più consuete e comuni… E spunta anche  un vecchio pallottoliere, che è passato in eredità ai miei 4 nipoti: l’uno dopo l’altro ci han giocato e contato e rigirato fra le piccole mani, sommando e sottraendo…

Più di qualche ora ho trascorso in questi giorni nella mia cantina in un angolo, dove erano stipati questi giochi, vicino al forno a legna, mai usato in verità , perché sin dal primo giorno  del mio pensionamento _- ahi ahi, son passati già 23 anni –  i nipoti , l’uno dopo l’altro, mi hanno assorbita e la pizza la facevo al forno elettrico  della cucina a gas…più comoda, più piccola e più sbrigativa!  Ma, in compenso spesso ad ottobre vicino al forno,  si ammucchia la legna per il camino, che “fortunatamente” ancora usiamo con amore, ricambiati da  grande “calore”! Dove ora han trovato posto anche quei mobili di risulta che mio nipote -19 anni- con roncola, sega, accetta e tanta baldanza, scaricando energie  e forza, ha spaccato; e poi insieme abbiamo accatastato vicino al forno… Dunque sono stata io la prima ad estromettere dal mio menage familiare il forno a legna! E dire che fino ai venti anni ho fatto il pane in casa!!! Altro profumo allora, quello di gioventù! Altro tempo bello e beato, ma passato; ahimè passato, che  richiamar… non vale!!!!

Riguardando quei libri ho ripercorso le mattine lavorative, quando partivo di corsa per la scuola e tornavo, specie negli ultimi anni, oltre i 50 , stanca  e rauca, ma felice perché il mio lavoro mi piaceva e mi soddisfaceva e stavo bene con i bambini e con i  colleghi… in equipe – tre insegnanti su due classi, a livello orizzontale ( per capirci due prime, oppure due seconde ecc) che allora si chiamava ” modulo “:  l’organizzazione adottata  nella nostra scuola di Tricalle a Chieti, diversa dal “tempo pieno”!

 Poi  tra le tante cianfrusaglie conservate, accanto alle carte crespe colorate per lavoretti vari, ho ritrovato  anche uno scudo di legno, “lo scudo di Achille”,  dipinto da una collega – (bontà sua, molto brava in disegno, dove io sono completamente negata) che un anno, in una terza elementare adoperai per la recita di un passo dell’Iliade; tra l’altro il re  di Troia, Priamo, era impersonato da un caro bambino, che recitava seduto, perché affetto da sclerosi multipla, e che  veramente si calò con sussiego nel  personaggio del leggendario re troiano.

Ecco tutte le serie di libri e riviste ora quasi inservibili, conservati con cura dentro scatoloni, per tanti anni, son finiti al macero !!! Mi duole il cuore! E’ una parte di me  finita al macero! Ma che farne?  Senza dire delle varie enciclopedie – nuove e seminuove, dislocate in soffitta!!!! Purtroppo io sono di quei “conservatori” che avendo spazio l’ho occupato, senza pieta’! E sarà un grande e faticoso andirivieni …se e quando si dovrà liberare anche la soffitta , non essendo la casa fornita di ascensore!!!!!

Figli e nipoti sono ormai cresciuti; solo di sponda hanno utilizzato qualcosa del mio materiale…- e in altri angoli della loro casa già essi stessi, dal canto loro, hanno accumulato negli scatoloni i loro libri!

Come inesorabile vola il tempo!

Or la cantina è semivuota! Addio miei vecchi e cari libri – da me adoperati ed onorati nel tempo in cui solo il cartaceo  aveva valore!  Mi sento quasi “sforata e sfiorata” da una stanca e commossa malinconia !

Or mi consolo  col pc  ed   internet, dove  tutto è veloce, a portata di mano con un clik!

 

1 COMMENTO

  1. Una cantina specchio e racconto di una vita della quale ha raccolto e conserva il tutto. Descrizione precisa che fa vivere le cose. Rallegramenti!

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