La bustina di Marisa – Insegnanti e Pagelle di un tempo

2
371

di Marisa Gallo [1]

MAESTRI D’ITALIA, e più precisamente di MONTEFALCONE NEL SANNIO: ANNO 1942 o 43
MAESTRI D’ITALIA, e più precisamente di MONTEFALCONE NEL SANNIO: ANNO 1950 o 51. La mia maestra, Giuseppina Mancini, la più giunonica, è al centro della foto, con la gonna nera.

La mia cara maestra, Giuseppina Mancini, è stata un po’ la Mentore della mia infanzia: sempre mi ha valorizzata a scuola; la mia unica e sola maestra delle elementari, dalla prima alla quinta classe; e sono proprio questi due anni, il primo e l’ultimo del corso elementare che ricordo più intensamente, come forse si ricordano e si assaporano meglio il primo amore e l’ultimo. Ma tutto senza alcuna foto… se non questa mia pagella scolastica: ricordo quasi storico ormai, di anni già troppo lontani!

Anno 1945-46   Prima Elementare.

E’ appena finita la 2^ guerra mondiale: forse nelle orecchie di tutti, ma specie di noi bambini non si è spenta ancora l’eco del fragore delle bombe sganciate dagli alleati, che quel giorno del ‘43 caddero davanti all’edificio scolastico del mio paese. ECCO, Io sono proprio lì, con mio padre che mi tiene stretta per mano, mentre in braccio ha la mia sorellina di poco più di un anno. E’ forte mio padre, ci stringe, ci ripara col suo corpo e sotto la pensilina dell’edificio ci salviamo, mentre intorno schizzano schegge grandi e pericolose, senza pietà per due bimbe piccole.

Papà non può fuggire a casa, distante appena 150 metri; ci siamo noi, non è solo, non potrebbe correre. Invece il suo amico che è con lui decide di correre a casa a vedere se per caso le mucche col bombardamento siano fuggite dalla stalla semiaperta…

Purtroppo- si saprà dopo- le mucche erano al sicuro; ma lui, fatti solo pochi metri è fatalmente colpito e non vedrà più le mucche, ma soprattutto la moglie e i suoi quattro figli…rimasti improvvisamente orfani.

Ricordo questi due episodi così indissolubilmente legati che non riesco a scinderli nella mia memoria di bambina di POCO Più DI QUATTRO anni.

Così l’edificio scolastico danneggiato non permette la frequenza scolastica agli alunni, che per necessità vengono dislocati in varie case private, offerte e /o requisite dal comune. Perciò io frequento la prima elementare a casa di una compagnuccia, Antonietta Cristina, dagli occhi color del cielo e due grosse, lunghe trecce bionde. E’la bambina che la maestra mi assegna come compagna di banco al mio arrivo, quando si rientra a scuola dalle feste natalizie.

Solo dopo Natale io ho cominciato la frequenza della prima. E per me, che non ho certo trascorso delle vacanze natalizie gioiose, LEI forse è la bambina giusta: gentile, buona ed altruista e lo sarà per la vita, che lei dedicherà da grande al SIGNORE- come SUOR ADRIA -ed ai MALATI come INFERMIERA nella clinica PIERANGELI, di Pescara, dove si è spenta già da alcuni anni.

La nostra mamma non c’è più! Io e mia sorella siamo tornate dall’Aquila, dove lei è morta il 9 dicembre I945 a soli 36 ANNI, malata di tisi, da un anno e poco più. SI è spenta all’AQUILA dove vivono le sue sorelle più piccole, che ci hanno ospitate per quattro cinque mesi con loro, durante la degenza di mamma in sanatorio, dove purtroppo non ce l’ha fatta e ci lasciate- lei giovanissima e noi piccolissime- nel dolore e nel mistero della vita!

Vestite a lutto con due cappottini e i baschetti neri, le zie ci hanno portato a salutare mamma: sulla pietra di marmo era bella, ma fredda come il marmo e accanto a lei giaceva un’altra donna, dal ventre gonfio! Chi mai può togliermi questa dura immagine dagli occhi: è presente come fosse accaduto ieri, e son passati oltre 70 anni.

NON RICORDO se abbiamo pianto, se ci siamo disperate. Il resto è vuoto nella mia mente. Le zie –ed una in particolare più dolce e buona- avranno saputo consolarci umanamente e caramente. SIAMO RIMASTE all’AQUILA con loro ancora pochi giorni, mentre papà era tornato in paese, per venire poi a riprenderci a Natale.

Arrivammo in paese proprio la sera della vigilia di natale a dorso di un mulo tirato da papà. SUONAVANO le campane per la funzione natalizia. A casa ci accolsero le zie paterne, forse con dei fritti , qualche abbraccio, qualche carezza. Ma poco dopo papà ci portò a letto; disse che eravamo stanche, e penso ora come poteva esserlo lui; ci diede dei baci, e ricordo che papà ci salutava, con dei baci forti, numerosi e rumorosi.

E sarà cosi sempre anche dopo, parecchi anni dopo- quando papà partirà per la Svizzera -con la corriera e la sua valigia di cartone con lo spago –(per sicurezza -diceva lui) .

Al mattino presto , ogni volta che partiva, ci veniva a salutare nel nostro letto a una piazza e mezza col materassino di crine e il saccone di foglie di granturco. Egli ci salutava rumorosamente, e ci raccomandava: -Fate le brave , ubbidite a mammà e comportatevi bene! –

Poi scendeva in fretta le scale con le sue scarpe pesanti da SCALPELLINO e si sentivano i suoi passi fino alla corriera, davanti l’edificio scolastico, quindi il motore della corriera che partiva, mentre intorno a noi restava il vuoto…

Dunque sono in prima elementare: forse sono una bimba attenta, forse mi piace la scuola, forse la mia maestra mi vuole bene, anche perché sa che sono senza la mamma, certo per tutte queste cose insieme mi sento amata dalla maestra e amo…la mia maestra, GIUSEPPINA MANCINI, autorevole e stimata in paese, dalle fattezze giunoniche, dai capelli neri e ricci, dal bel sorriso largo e deciso, dalla voce ridondante e sonora.

I miei quaderni vengono mostrati ai compagni come esempio; quando mi fa leggere la maestra mi loda e quando ripeto una poesia mi dice BRAVA. TUTTO SCORRE LISCIO come l’olio in prima elementare, in quell’ aula, che era una stanza della casa di ANTONIETTA, la mia buona compagna di banco che divideva con me, e non solo con me, la sua merenda a scuola, che era talmente buona e particolare che voglio spendere qualche parola in più a riguardo.

Dunque la padrona di questa casa, zia ANNINA, ogni settimana faceva il pane, nella sua grande cucina, e prima del pane, infornava la pizza col pomodoro, il cui profumo misto all’origano e al peperone si spandeva grato dappertutto; per cui za Annina ne portava un pezzo anche alla maestra.

Ma intanto alla fine dell’impasto aggiungendo un po’ d’olio e grattando bene la “mesa” della pasta, e con un altro po’ di farina, zia Annina otteneva una specie di pizza piuttosto duretta e friabile al tempo stesso, che bucherellava col ditale, e cuoceva insieme alla pizza col pomodoro. Cosicché la portava a sua figlia, che bontà sua, la divideva con me ed altre compagne . NON dimenticherò, finché campo, la casa lungo la “Siberia” dove ho frequentato la prima elementare, né il sapore squisito di quella “pizza toṧte” bucherellata, né la mia amica e compagna di banco, ANTONIETTA – poi divenuta SUOR ADRIA, dagli occhi color del cielo.

pagella di Marisa Gallo

La 5^ Elementare anno scolastico 1949-50

Le scuole elementari del mio paese sono ormai tutte sistemate nell’edificio scolastico, che è stato riparato dai danni bellici e riattivato.

La mattina alle otto, dal campanile della chiesa, suona forte e a distesa la “campanella” della scuola, DIN DIN DIN! DEN DEN !! !E si sente da lu CUMMIENTE a lu MACCHIE, cioè da   valle a monte del paese. Tutti corriamo allegri: è bello andare a scuola; si gioca un po’ prima di entrare, a “cricatte”, alle 5 pietre, ai colori, alle belle statuine: forse un quarto d’ora o anche meno, e man mano che arrivano maestri e maestre, le classi si formano e su per le scale in fretta, come per andare a prendere un premio!

Sensazione inconscia, ancestrale...ma l’istruzione era veramente una fortunata dote che si andava a conquistare.

Salvo poi a rilassarsi completamente o ad addormentarsi-Si proprio così è successo qualche volta nella mia classe a qualche bambina che proveniva dalla campagna, che forse alzatasi prestissimo, aveva magari dovuto pascolare un po’ anche le pecore…

La mia maestra è sempre la Signorina Giuseppina Mancini: non è sposata; seria e imponente, arriva sempre puntuale: saliamo quasi tutte con garbo,– non sono ammessi spintoni, anche perché la nostra è una classe FEMMINILE o quasi , e mi spiego. Ci sono solo due maschietti “privilegiati, si proprio così, di un anno più piccoli di noi : Giorgio Cistriani, figlio di due maestri del posto e Quintino Roberti, figlio di un signore, ricco possidente del paese. I loro genitori amici e fiduciosi nella nostra maestra hanno preferito inserirli con noi bambine e sono ormai tre anni, dalla seconda elementare. Sono due bravi bambini: Giorgio più allegro e “compagnone “, scherza e studia cordialmente; Quintino biondino , delicato e bello, meno allegro, attento e preciso, fa macerare tutti noi d’invidia per i suoi bei disegni “a colori”,mentre quasi tutti i nostri disegni in gran parte non lo sono.

Come mai!? semplicemente perché egli ha il nonno in America, che gli manda colori e pastelli-anche i pastelli a cera – e lui può colorare i suoi disegni! Ingenuamente gli chiediamo di prestarci qualche colore, ma spesso riceviamo un rifiuto. ( i colori si spezzavano e si consumavano, purtroppo!; donde il rifiuto ) per cui noi disegnavamo solo ed economicamente in “bianco e nero”.

( Da grande Giorgio sarà prof e sposato in Abruzzo ; Quintino stimato cardiologo, celibe a Napoli; entrambi ahimè già scomparsi da alcuni anni !)

A SCUOLA la maestra, sempre vigile e attenta, brava e preparata, ci segue con dedizione, PRESENTE col cuore e con la mente a scuola, non avendo figli. Anzi vive con una sorella più grande di lei, signorina EMMA, che a casa prepara e sfaccenda. Aiutata da altre persone in cucina o nei lavori del piccolo giardino sotto casa, con tanti fiori, esposto ad EST, verso il mare. Nel giardinetto al fresco , nei pomeriggi estivi, a volte si trattengono le due sorelle e qualche amico/a ,fra cui talvolta anche la mia zia comare che abita pure da quelle parti, e tra gli ospiti graditi il nostro parroco, loro amico, DON VITTORIO CORDISCO.

Mi piace pensare che durante un fresco pomeriggio, in quel piccolo cenacolo culturale paesano sia stata concepita dal PARROCO E dalle MAESTRE l’idea di istituire al mio paese Montefalcone una scuola media, per facilitare ed incrementare lo studio ad un maggior numero di ragazzi. Infatti SOLO QUALCHE ANNO DOPO, CHIAROVEGGENTE ED ILLUMINATO, il parroco fondò la scuola media parificata: grande opera che accoglierà anche tanti ragazzi dei paesi intorno: Celenza, Tufillo, Montemitro, San Felice, Acquaviva, Palata, ecc .

Torno alla mia maestra- La “signorina”come noi alunni appunto la chiamiamo – predilige forse le materie letterarie: lettura, poesia e scrittura ; ogni giorno l’ultima mezz’ora è dedicata alla lettura di libri di narrativa   “Cuore”di DE AMICIS soprattutto, o le “Piccole donne”di L.M. ALCOTT -questi me li ricordo bene.

Spiegava con competenza ogni argomento la mia maestra, largheggiando in esempi e rimandi colti, e spronandoci alla lettura, pur sapendo che nelle case della maggior parte di noi, i libri erano merce rara o assenti del tutto. (Per fortuna io avevo zia comare che mi forniva e mi regalava qualche libro.)

Ricordo che quando spiegava la geografia in particolare, la maestra si muniva di una lunga bacchetta per indicare sulla carta geografica questo o quel Monte, o un Lago, un Fiume, una Città, ecc dei vari PAESI, e pareva ancor più autorevole; e se non eravamo attente e in silenzio batteva forte la bacchetta sul tavolo-cattedra , o anche sulla lavagna.

Una volta fui interrogata in geografia- tutti i fiumi d’Italia – e seppi rispondere così bene, che il 10 me lo scrisse sul quaderno e alla lavagna! Allora l’apprendimento faceva molto leva anche sulla memoria, sull’esercitazione continua e sulla ripetizione “a campanella”- si diceva così al mio paese-

Discostarsi dai modelli, essere originali non era così valorizzato certo come oggi, né si tenevano in grande considerazione potenzialità ed emozioni, se non a livello di sensibilità personale dell’insegnante ed è proprio grazie alla sensibilità della mia maestra che io ….andai alla scuola media. Accadeva infatti spesso che la mia maestra mandasse a chiamare mio padre, per esortarlo ad iscrivermi alla scuola media, convinta che avevo predisposizione allo studio e aggiungeva:-PER FORTUNA CE L’ABBIAMO IN PAESE LA SCUOLA MEDIA !

PAGELLA di MARISA

Eh già, perché il Parroco era riuscito nel suo intento! Le tre classi delle medie, inizialmente, furono sistemate in locali dell’ antico PALAZZO DUCALE, proprio contigue all ‘appartamento del parroco, che essendo anche PRESIDE della scuola, spesso e volentieri ci faceva “visita” per esortare, spronare, suggerire e/o richiamare i prof e noi alunni … Insomma curava la sua scuola con amore di PADRE, come guidava la sua CASA di CARITA’ per assistenza agli anziani, da lui fondata negli stessi anni , sempre pure essa sistemata nel “PALAZZO” – DOV’è ancora oggi. Di queste opere gli va reso ONORE E MERITO.  

Ma mio padre era piuttosto restio, e solo dopo molte “chiamate” si fece convincere, sempre obiettando: -Sig.na maestra, io ho tre figli e non posso farli studiare tutti e tre!-

Purtroppo allora papà, pur lavorando sempre, non guadagnava certo molto ed era da solo a supportare il peso familiare; capiva l’importanza dell’istruzione- lui che PURTROPPO aveva fatto solo la seconda elementare e poi subito al lavoro…

-Ah, se fosse vissuta mamma, che invece a scuola era andata fino alla sesta- forse una specie di prima media di quei tempi – lo avrebbe più invogliato…

Ma fortunatamente per me, papà ebbe un moto d’orgoglio e sperando in un futuro migliore mi iscrisse alla SCUOLA MEDIA.

Ed io in verità non tradirò mai la sua fiducia.

Non disdegnava qualche punizione la mia maestra: metterci dietro la lavagna, talvolta un po’ in ginocchio, o fuori dell’aula in corridoio qualche minuto, controllandoci dalla finestra interna, che dava sul corridoio. ALLORA le punizioni erano ammesse, permesse e completate a casa, se i genitori venivano informati di comportamenti scorretti, distrazioni e/o manchevolezze a scuola. – In classe eravamo forse una trentina di ragazze, alcune anche più grandi di me di due tre anni; si, perché i disagi e l’interruzione della guerra, e il fenomeno della “ripetenza” causavano facilmente bocciature e si doveva ripetere l’anno o gli anni scolastici anche più volte…

Ma quello che la mia maestra non sopportava era un episodio anomalo ed imbarazzante, che purtroppo con disappunto di tutti si ripeteva spesso. Era questo: dall’ultimo banco una ragazza, in particolare più grande, spesso chiedeva di andare al bagno, ma lo chiedeva in ritardo, quando già le era scappata… La maestra allora si alterava. –FIOR DEL MIO GIARDINO , corri, vai ! -le diceva con ironia e disappunto, perché bisognava chiamare la bidella un po’anziana, za Palmine, che pure borbottava e s’infastidiva a pulire, e con il disagio e la conseguente distrazione della classe…

Era uno dei pochi momento di IRA della signorina Giuseppina, la nostra cara maestra! Che sempre io ringraziero’ e ricordero’ con stima ed affetto.

 


[1]Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

2 Commenti

  1. Che bella pagella, Marisa! L’attitudine innata e l’insegnamento della maestra hanno dato frutti evidenti. Il racconto lascia immaginare quei tempi e quella scuola e fa rivivere quegli anni a chi ne ha il ricordo. Con “un piede a Montefalcone (per le mie origini e radici culturali) e Celenza provo emozione alla lettura del racconto e al ricordo di quegli anni e di quella scuola media che ci diede le basi per continuare a studiare e anche la speranza.

  2. Che emozione! Anche questo racconto è favoloso! Hai reso vivo il ricordo degli anni trascorsi con la nostra maestra, mi sono commossa. Sono stata accolta in classe “in prova” perché avevo 5 anni, ma poi diceva a mia madre che ero la luce dei suoi occhi e spesso, a voce alta e in dialetto, diceva: possa essere benedetta quella mamma che ti ha fatto. Io mi imbarazzavo molto…..
    Complimenti Marisa, scrivi con una semplicità e con una dovizia di particolari davvero invidiabile!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here