La bustina di Marisa: Don Giovanni …. Nostro

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di Marisa Gallo [1]

Aula di PreturaForse avevo 12/13 anni, quando il giorno seguente alla festa di s.Antonio, patrono del paese, sentii fischiettare mio padre l’aria “là ci darem la mano, là mi dirai di si..” che la banda aveva sonato la sera in piazza.   Allegro com’era, il motivetto aveva attratto la mia attenzione. Perciò gli chiesi:- Papà, ma sta musica l’ha scritta don Giovanni nostro? Certo io non sapevo, come del resto mio padre, che l’opera buffa era uno dei capolavori di Mozart…Ma papà mi rispose:- No, don Giuuanne nustre è vvucate, no museciste. – E continuò a fischiettare, disbrigando qualcosa in cantina… A me che non capivo certo di ironia, di morale od altro, la risposta bastò e fini tutto lì .

Ebbene io vorrei parlare di DON GIOVANNI NOSTRO …Ma si può parlare di una persona senza conoscerla bene?  Proprio no. Può sembrare paradossale…ma io invece vorrei delineare quella PERSONA, un personaggio noto e colto del mio paese.

Pur avendolo visto spesso, per la verità ho parlato con lui una volta sola, e fu lui a interrogarmi.—Eh già era questa la sua seconda professione… Ebbene un giorno passavo lungo la strada rotabile e davanti alla Pretura era seduto Don Giovanni MENNA. Egli abitava sotto alla stessa Pretura, dove discuteva le cause essendo avvocato. Quel giorno mi fermai a salutarlo; con educazione, rispetto ed anche un certo timore, che la sua persona mi incuteva.

Egli mi fermò con la sua scarna mano, quella che non appoggiava al bastone, e mi chiese: –Chi sei , non ti ho mai vista da me …non sei una mia alunna !?-

Ed io: No, don Giovanni, io sono la figlia di Emilio Gallo, la nipote della signa Maria Colangelo.- E lui: Ah ah, ecco …Maria non si tocca! ti fa lei ripetizione, vero? perciò io non ti conosco..!.E vidi attraverso gli occhiali, un lampo di soddisfazione? di compiacimento? di curiosità? nei suoi occhi un po’ piccoli, ma vividi…Come dire:- Saresti stata l’unica a non aver avuto bisogno di me!!!! Un saluto “arrossato” d’imbarazzo, sul mio viso, e continuai la mia strada ..

Già, bisogna dire che Don Giovanni era la cattedra estiva ONNICOMPRENSIVA delle ripetizioni a Montefalcone nel Sannio, il mio paese. Forse un terzo degli studenti è passato tra le sedie, intorno al tavolo dove egli sedeva a dare lezioni, singole, o a due-tre ragazzi insieme, per prepararli agli esami di ammissione alla scuola media, o piuttosto esami di riparazione, d’italiano, latino, filosofia, matematica. Insomma se uno studente era “rimandato” a settembre —ed allora accadeva spesso e volentieri— il PROF Don Giovanni lo preparava e lo rimetteva in sestooo!

Spesso la lezione si svolgeva all’aperto, nello spiazzo, davanti alla sua casa, alla quale si arrivava tramite degli scalini, e tutto di fronte ad un magnifico panorama sulla valle Trignina , con Celenza dirimpetto…( dove, detto per inciso, io non son MAI stata!!!)

Al mattino c’era un bel fresco in quel grande pianerottolo lastricato, di fronte al giardinetto di proprietà… A volte in strada si sentiva la sua voce chiara e forte —non per niente era avvocato— che spiegava Kant o altri filosofi   o una regola di latino…

Non poteva camminare Don Giovanni – io non so perché o da quanto tempo stesse seduto sulla sedia- ma a volte si spostava con forza e veemenza di qualche metro, sempre accanto al tavolo tra i ragazzi, per correggere o incitare. Eh si, incitare con parole altrettanto forti e veementi… “non fare l’asino” “ti sveglio io” “ascoltami bene”…soleva ripetere, se un ragazzo sonnecchiava.

Io non son sono mai stata rimandata, per fortuna, e buon pro per mio padre, che sicuramente ha risparmiato dei soldi o qualche “giornata di lavoro”, che sarebbe servita per sdebitarsi. Don Giovanni INFATTI sapeva bene che non tutti i genitori all’epoca erano in grado di un pagamento in denaro per le ripetizioni scolastiche dei propri figli, e quindi acconsentiva anche alla forma, allora piuttosto comune, nei piccoli paesi, di “scambio” di lavoro!

Don Giovanni e donna Natalina ebbero due figli; la femmina insegnante, molto più grande di me — che io ammiravo e guardavo quasi con invidia!! ? —che   aveva forse la verve del padre, brillante nella conversazione, bella, elegante e spigliata nel comportamento, signorile nei modi. Doti ancora più accentuate nel figlio maschio dentista, ahimè scomparso da qualche anno.

Nella NOSTRA Pretura a quei tempi don Giovanni discuteva tante cause e le sue arringhe erano accese e vincenti. Si sa che a quei tempi erano frequenti le liti per segnare i confini dei terreni, o piuttosto qualche ruberia di animali o prodotti in campagna; piccoli/ grandi problemi, di lieve entità, di gente poco istruita, per cui venivano discusse in Procura, non in Tribunale.

Diceva a volte mio padre :—Pe’ carità, se te defenne don Giuuanne Menna, la cause è chiù facile che le vince.” Poi con un tono un po’ solenne, ma anche intimidatorio, aggiungeva : La cause però la fanne le testemonie! Dunque la clientela al paese era per lui folta e sicura della vittoria.

Non so quando Don Giovanni sia venuto a mancare! Peccato non averlo conosciuto più da vicino…Ho perso una grande opportunità!

Io ho lasciato molto presto il paese ed anche i contatti a posteriori, con i paesani, non sono stati frequenti, per mie vicissitudini personali.

Io non ho mai “frequentato”, cioè conosciuto, AVVOCATI nella mia vita; pur avendo avuto dissidi — chi non ne ha !?- ho cercato di risolverli “ bonariamente”, memore del comportamento attuato da mio padre, quando è incappato in un contrasto, e le cui parole ritengo sempre valide “ Gli sciocchi e gli ostinati fanno ricchi gli avvocati...”

Però, da qualche tempo, una diatriba col mio vicino, confinante che ha innalzato un muro di cipressetti alto tre metri (e non c’è verso di farglielo abbassare bonariamente!!!) mi fa esclamare:-   AH SE ANCORA FOSSE VIVO IL NOSTRO DON GIOVANNI MENNA! STAVOLTA MI FAREI PATROCINARE DA LUI !  


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Copyright:  Altosannio Magazine
EditingEnzo C. Delli Quadri 

 

3 Commenti

  1. Un avvocato che fa ripetizione su tutte le materie, anche di matematica, seduto all’aperto e coi ragazzi tutti attorno è un quadretto esilarante. Cose di altri tempi. Ma più divertenti ancora sono le perle di saggezza del papà. Marisa, sei grande

  2. cara FLORA, grazie del complimento…ma forse insieme ad Anna Antonia Pinna ( in altra occasione recente) vi confondete tra gli aggettivi”grande” e “grossa” ahahah Io peso in realtà 67/ 68 kg..(.e detto fra noi il seno prosperoso mi arrotonda ancor più; con 1,60 di h….)Per quanto riguarda le ripetizioni di matematica del nostro AVVOCATO, CHISSà SE MI SBAGLIO …NON SONO MAI STATA SUA ALUNNA .MA SO CHE ERA UN’ENCICLOPEDIA VIVENTE DON GIOVANNI, NEL PAESE… Mio padre dal canto suo era un saggio”nativo” ,avendo fatto solo la seconda elementare!…ciao e grazie di nuovo.

  3. Ciao, Marisa, mi riporti all’estate 1950. Don Giovanni mi preparò agli esami di ammissione alla scuola media. Quando arrivavo:”ecche le precacune de Celenze!” Celenza famosa perché riforniva di pesche anche i paesi molisani. A proposito: faresti a fare un salto veloce a Celenza. Non sai che ti sei persa! Bello il ricordo! Bravissima!

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