La bustina di Marisa: Cena a Goldswil

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di Marisa Gallo

Agosto 1960: siamo in viaggio di nozze,  quando si viaggiava in pullman e in treno anche se sposini….  Sposati da alcuni giorni, a Canneto, santuario vicino al mio paese, Montefalcone nel Sannio, siamo arrivati col treno, stamattina presto, in Svizzera!

Abbiamo trascorso già una  settimana a Roma, non in albergo, ma in casa di cognati, che bontà loro ci hanno dato le chiavi dell’appartamento, mentre essi con le bambine, Patrizia ed Angela, sono in ferie in paese a Tavenna, sulla fresca collina molisana.. E noi sposi invece a…..Roma!  Che fortuna !

Giri e ri-giri: chiese e strade, e l’indomani ancora cattedrali e monumenti, strade e negozi…! Bellissimo, tutto! Anche la benedizione del Papa buono Giovanni XXIII è stato un episodio a suo modo grato, sacro e indimenticabile, ricordato in un’altra mia “bustina”. L’afa estiva a Roma un po’ ci attaccava i vestiti addosso, nell’ora più calda del giorno, giacchè restavamo in giro: pranzo frugale e a sera a casa mentre cucinavo, sbirciavo con mio marito la TV- già comprata dai cognati-. Sì, questo  è l’anno delle Olimpiadi a ROMA! (E da allora non più!!)

Ogni tanto, girando senza sosta per la città, si smorzava la stanchezza, anche al solo sciacquio delle fontane, belle e stupende. Talvolta bagnandoci un po’  le mani nell’acqua, qualche bibita fresca ci dissetava, insieme ad un  bacio furtivo! Una settimana, quindi, e abbiamo lasciato Roma e siamo venuti, in treno in Svizzera….. da papà, che qui lavora, come scalpellino. Abitando, egli, in una ” stanza unica”, non ci può ospitare. Il locale affittatogli dal datore di lavoro è tanto bello paesaggisticamente, specie d’estate, proprio “a picco” sul lago, ma assolutamente privo di confort. Poco più di una baracca, ma papà dice che ci sta bene. Dice che le “mollezze” non sono indispensabili. Così, facendo di necessità virtù, ha pregato i suoi amici di ospitare a casa loro “due giovani sposi“, cioè noi.

Gli amici, Dollf e Olga Jorhrns, abitano in un piccolo chalet, costruito da poco tempo, sempre in riva al lago, in un ridente borgo: Goldswil, dove vive anche mio padre.  La città vicina, a soli due km è  INTERLAKEN, grande e bella cittadina, piena di hotel per turisti durante l’estate… Dai suoi numerosi giardini si può godere un bellissimo panorama verso la Jungfrau, montagna delle Alpi, anche in questi giorni d’agosto bianca di neve!

Jungfrau

Per la sera Olga ha invitato anche papà; saremo tutti insieme  a cena… Ed eccoci al tavolo seduti: Olga gentilissima, allegra e svelta, cordiale padrona di casa; suo marito Dolfsarto, non “spiccica” una sola parola in italiano, sui quarant’anni entrambi; mio marito, io , papà, e i loro  quattro figli di 12-10 -9- 6 anni: quattro frugoli smilzi e veloci.

Sono stati tutto il pomeriggio in riva  al lago, con altri amichetti…In questa settimana hanno le ferie da scuola ed allora il divertimento è consentito, anzi d’obbligo…Il calendario scolastico svizzero stabilisce vacanze /ferie in modo diverso dall’ Italia…non sono concentrate tutte d’estate, ma dilazionate durante l’anno; e d’inverno con l’indispensabile “settimana bianca” sulle amate montagne. (Oggi la “settimna bianca” è organizzata anche dai nostri istituti scolastici, lo vedo coi miei nipoti; ma ahimè non partono tutti; le discriminanti possibilità economiche familiari lasciano molti alunni a …casa) I quattro ragazzini parlano e giocano con calma; anzi nei giorni che saremo ospitati da loro, mi renderò conto di quanto siano” disciplinati: ogni giorno, a turno, ognuno  deve riordinare le camerette, pulire le scarpe di tutti, lavare i piatti, curare o innaffiare il giardino, spazzare le scale dalla cucina al piano terra.

E’ qui, nella cameretta per gli ospiti, che Olga  ha sistemato il letto per noi sposi con un candido piumone in un angolo, e ce lo ha indicato, accompagnando il gesto  con due parole- “per freddo/ notte!”- Ma noi non abbiamo freddo …il sangue è caldo  d’amore, come i nostri cuori!

Siamo nel saloncino: sono le 19 in punto: forse ancora presto per cenare – penso io – Anche papà è appena arrivato; dopo il lavoro si è cambiato e si è accomodato al mio fianco …E’ un bell’uomo, ancor giovane – 52 anni – magro e attento… Così mi dice piano che in Svizzera si cena presto, non come da noi, a buio fatto!

Il piccolo saloncino, con ampie vetrate – e magnifiche tende colorate, sia trasparenti che pesanti – è al piano rialzato dello chalet, proprio  sul lago  e a riva, sui teli fra l’erba e sulle sdraio qualcuno ancora si attarda all’ultimo sole; si sente  qualche bimbo, che parla coi figli di Olga, mentre ogni tanto  si avverte  la sirena del colorato battello, che regolarmente collega i borghi intorno, alla città di Interlaken “città fra due laghi!”.

Interlaken

Ecco la  padrona di casa: Olga arriva con un gran vassoio, ricolmo di tartine: belle,  preparate da lei con delicatezza – miste, di tutti i gusti:  al formaggio, al salmone, al tonno, ai funghi, alcune anche  dolci, con la ricotta …appetitosi e golosi stuzzichini, assaporati con piacere insieme a varie bibite fresche e frizzanti, ed il latte caldo e freddo, e l’immancabile cioccolata. Dopo tre/ quattro assaggi mi fermo – per educazione- mentre vedo che loro continuano a mangiare, e anche mio padre fa lo stesso. Vedendomi come in attesa, approfittando di un attimo di distrazione e assenza di Olga, papà  mi dice: <Marisa, se ti va, mangiane ancora, perché la cena è tutta qui, in questi “antipastini“! Veramente è così… Al primo  vassoio ne segue un altro pieno degli stessi sfiziosi tramezzini e salati crostini, guarniti e colorati, che i bambini specialmente, mangiano l’uno dopo l’altro con “composta” avidità! C’è sempre per loro lo sguardo di  mamma Olga, premurosa e scrupolosa,  ma  attenta e vigile.

Una digressione. Una sera toccò ad Ester, la bimba di sei anni, lavare i piatti; Olga di sottecchi andò prima in cucina,  a  togliere qualche pentola più grande e troppo ingombrante per la bimba, ma le  lasciò da lavare tutto il resto… Così tenera la bionda bimba, sistemata su una panchetta, per arrivare all’altezza giusta del lavadino di cucina! Una piccola donna, in gamba!

La cena è questa! Sì, senza altri piatti o portate, come invece si fa sempre da noi in Italia.  Eleganza!?Signorilità!? Senz’altro entrambe le cose, ma direi soprattutto usi e costumi di altra  gente e luoghi  diversi.

Soddisfatti della serata ed anche della bella vista sul lago, durante la cena qualche parola scambiata “e tanti nostri gesti“, qualche sorriso “adulto”e le risa dei bambini … Questi  ammiccano un po’ tra loro, quando specie mio marito tira fuori il vocabolarietto tascabile di tedesco per cercare qualche vocabolo … Olga invece sa parecchie parole in italiano e, tra un gesto e un vocabolo giusto, si fa capire e se la cava meglio di tutti.


 

Fu proprio per questo che l’anno successivo nel 1961, invitati da papà vennero in Italia per una settimana, lei e Dolf.

Era la fine di settembre … Era nata da pochi giorni la nostra prima figlia, Ima. Con “la corriera” vennero a Tavenna, ospiti  da noi. E sempre con lo stesso mezzo ritornarono a Montefalcone, dopo un paio di giorni….  A sera, cena totalmente diversa, alla molisana: “pietanze e portate”  non furono assolutamente respinte da loro, anzi gustate, e con piacevole  evidente soddisfazione, Dolf “si leccava i baffi” (alla lettera),  apprezzando allegro il buon “rosso paesano!”.

Tavenna

Non c’era la vista sul lago da casa nostra, nel piccolo cortile… Ma da Tavenna, si godeva un bel panorama, con ampia  vista del mare da una parte – visibili col cielo limpido a volte anche le  isole Tremiti –  e dall’altra digradanti colline, in successione immaginifica, verso la Maiella e l’Abruzzo, non troppo lontano, che formava allora una sola regione col Molise!! Niente male: panorama davvero sorprendente “da li cuolle“!!  Addirittura, l’indomani,  passeggiando arrivammo anche al cimitero, a due km di distanza dal paese, sito sulla collinetta Montelateglia -ancor più vicina al mare e aperta tutt’intorno; sicchè Olga esclamò:<Oh, luogo bello per case, non per morti!!!!>

Tenero ricordo giovanile!

Queste parole di Olga sono rimaste impresse nella mia memoria, come quella cenetta sul lago a Goldswil in Svizzera, quando anch’io –  sposa di 21 anni, piena di sogni e bei progetti –  avevo esclamato:<Oh, che bel lago, calmo e verdeazzurro!>

Da noi era (ed è) grande l’ amore per il mare e la  montagna, assai vicini tra essi;  loro, a Goldswil, amano il lago e la montagna!!

Anche nell’etimologia del nome, Due Donne/Montagna,la MAIELLA, come la  JUNGFRAU!!!!

Majella

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Editing: Enzo C. Delli Quadri 
Copyright: Altosannio Magazine 

3 Commenti

  1. Bel racconto: la diversità dei paesaggi non influisce sulla cordialità e sull’ospitalità. Si può stare bene sul lago o su un panorama molisano, mangiando tartine o tramezzini, gustando piatti nostrani che sono sempre i migliori.. Congratulazioni.

  2. Grazie Maria, hai ragione si può star bene ovunque, specie in gioventù, quando col buon appetito si guarda anche alla forma, ma sopratttto alla sostanza!

  3. Ciao Marisa, sono Federico, ho appena letto questa tua bustina e mi ha fatto molto piacere ricordare quel periodo quando io avevo 11/12 anni.
    Non ero presente a quella cena ma leggendo il racconto mi è sembrato di esservi in quanto conosco anch’io i luoghi descritti e i gentili ospiti svizzeri.
    Ciao, Federico.

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