La Bustina di Marisa, 14 Maggio 2017, tra bici e greggi

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di Marisa Gallo [1]

Il gregge accelera il passo: i belati si fanno più frequenti ed intensi, e già i cani han preso posta dominante…………. Ecco l’abbeveratoio, proprio accanto alla mia casetta di montagna,  è invaso da oltre cento musi camusi…  

ABBERVERATOIO APPENNINICO

Gli animali acquietano la loro sete  …sono usciti ora dalla stalla, e proseguendo come un fiume, sono arrivati vicino casa mia- al primo  abbeveratoio- del percorso quotidiano. 

Spengono la sete dopo aver brucato per strada, attardandosi ai verdi ciuffi d’erba, da terra, o strappando foglie da rami, allungando il collo, in bilico sulle pietre nere delle macere…  mentre qualche masso, rotolando  scompostamente  viene giù e  le pecore saltano con loro… 

E’ bello assistere al loro arrivo. Gli ultimi metri fatti di corsa, provocano polvere nell’aria, odore di terra e di altro…  Corrono, ma non proprio tutte, per accaparrarsi subito il diritto di bere… C’è chi questo diritto lo esercita in modo alquanto diverso. Parlo delle capre:  alcune di loro, più schizzinose, non affondano il muso nell’abbeveratoio, che si può ben capire,  dopo alcuni minuti diventa torbido  e troppo affollato… Ed allora, passato l’impatto iniziale e frenetico, alcune bevono direttamente dalla cannella , con gentilezza, quasi con signorilità e si attardano senza fretta, come a dire: non c’è problema; con le nostre zampe scarne e veloci  vi raggiungeremo… 

IMG_0537Il gregge intano ha ripreso a salire su per la costa,  sempre brucando, sempre belando, sempre seguito e preceduto dai fedeli pastori abruzzesi. A volte qualcuno torna perfino indietro a sollecitare le ritardatarie, mentre il Pastore col suo zainetto  sale anch’egli, e guarda e controlla e richiama e fischia ed osserva le sue “creature”,  i suoi animali, che ha visto nascere, anzi ne ha programmato la nascita— Ai quali è affezionato e legato, non solo per  economia, ma da un ritmo di vita, da  un rapporto che dura una vita. Che spesso è uguale – ogni giorno, oggi come ieri, e come domani. 

 Sale il gregge ancora in alto, va a cercare l’erba più fresca e tenera e poi certo un’altra fonte,  un altro abbeveratoio, dove il rito si ripeterà. Questo fin verso mezzogiorno…Poi il gregge riposa…muso contro muso, sdraiato in una radura, ruminando e assaporando…  I belati si fanno flebili, poi cessano. Così per due ore anche il pastore può fermarsi e distendersi con loro all’ombra o al sole, secondo il tempo e il freddo …C’è chi veglia sul gregge: i grossi cani che han fatto colazione sull’aia, prima di partire dalla stalla col  pane inzuppato nel  siero, dopo che il pastore o la “padrona” han raccolto formaggio e ricotta… 

giro-ditaliaEra un bel po’che non gustavo più una scena del genere… Avendo dormito in montagna, stamattina ho riassaporato il rito dell’abbeverata, proprio accanto alla nostra casetta di montagna, ristrutturata, insieme ad un bel tholos, alcuni anni fa. Infatti il gregge – solo 150 pecore, meno degli anni scorsi-  stamattina è arrivato con qualche anticipo…Più tardi ci sarà un avvenimento speciale a Roccamorice, che si è vestita di rosa per l’occasione: passerà il Giro Ciclistico d’Italia, e le strade dovranno essere libere e sicure

Ho parlato di nuovo col pastore, che ha gradito il mio caffè ed io ho gradito la sua ricotta bianca e calda, tremolante e profumata di fiori, che a maggio specialmente ”T’ADDORE MMOCCHE”- ti profuma la bocca dice lui, Rocco.

Il “profumo”, o meglio, la scia del passaggio del gregge  “si sente”, resta per qualche tempo, insieme a nugoli di piccole mosche, che si spostano veloci con gli animali, ma molte restano a tenerci “compagnia”, incollate quasi  ai vestiti, insieme a qualche zecca o ai tafani, insetti molesti, molto simili a grossi mosconi, che a volte pungono fastidiosamente.

Ma questo è.!!! Ogni medaglia ha il suo rovescio… La bucolica scena pastorale comporta qualche sacrificio; fortunatamente il pastore si immunizza, forse, e non li teme più –almeno così dice LUI, il “mio buon amico pastore”, che col suo lungo bastone ricomincia a salire e fischia ai suoi quattro bianchi cani abruzzesi, che gli si affiancano con pochi salti. 

Poi scavallano il colle! 

Io mi metto a contemplare il paesaggio: il giro d’orizzonte stamattina sembra più ampio: sulla bella Maiella neppure una nuvola, ma ancora una discreta quantità di neve…Il Gran Sasso più lontano si eleva chiaro, anzi  la sua roccia scura  sta  a significare che c’è rimasta poca neve… Mentre sul Morrone, verso ovest, solo alcuni canaloni ancora bianchi, luccicano.  Il grande prato  intorno alla casa è fresco e verde, rasato ieri e i due nostri giovani cani, Laris e Paco, vi scorrazzano felici, per sdraiarsi subito dopo, l’uno sulla pancia dell’altro. Strano, pur con tanto spazio  a disposizione, stanno la maggior parte del tempo in questo modo “ vicini, vicini”… La fratellanza, genuina e schietta!  

E la giornata,  dal sole smagliante, sarà lunga e faticosa, ma anche bella e forse “nuova” per tanti ciclisti che attraverseranno per la prima volta queste colline abruzzesi fino al Blokhaus, dove faranno tappa, questo pomeriggio.. E’ un’ esperienza quasi gratificante e, insolitamente piacevole, prendere dimestichezza con un gregge . superati dopo qualche tempo gli inconvenienti sopra descritti.

 Il rito sarà lo stesso, pur se all’incontrario, stasera, quando il gregge scenderà per tornare all’ovile…e l’abbeveratoio vicino casa mia sarà l’ultimo a dissetarlo. Due momenti importanti per spegnere la sete : all’alba e al tramonto. 

ABBERVERATOIO APPENNINICO

 Gabriele D’Annunzio che si era allontanato dall’Abruzzo, cantava con rimpianto in  “ “Settembre”  …”ah perchè non son io co’ miei pastori?…


[1] Marisa Gallomolisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Copyright  Altosannio Magazine

EditingEnzo C. Delli Quadri 

 

1 COMMENTO

  1. Se lo scopo di articoli come il Suo è quello di suscitare nei lettori diciamo così …attempati riflessioni non banali su ciò che è stata (o che avrebbe potuto essere) la loro vita, Le farà piacere sapere che in questa circostanza l’obiettivo è raggiunto almeno in un caso – il mio, ovviamente.
    Il futuro non è nelle nostre mani, per cui non escludo di poter raccontare per esteso come avrebbe potuto essere la mia vita al termine della sua fase diciamo così … produttiva.
    Qui dico solo che ho corteggiato a lungo una famiglia di “cafoni” affinché mi prendessero con sé, e il corteggiamento mi ha permesso di vivere esperienze straordinarie nella loro ordinarietà, come quella che Lei, con la Sua prosa così puntuale ha voluto condividere: il bagno (abusivo) delle pecore e del loro montone all’inizio dell’estate, la tosatura con la forbice apposita, il parto (purtroppo infelice) di una mucca.
    Grazie, signora Marisa.

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