La Borea e il Favonio

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di Maria Merola

Oggi vi racconto una fiaba pescolana del 1894. Essendo una fiaba si discosta dal mito di Borea e Orizia. Borea diventa un “personaggio” femminile che si innamora del Favonio. Questa fiaba fa parte anche della raccolta di Fiabe Italiane di Italo Calvino. (1956)

Eolo, il Dio dei venti, presenta i suoi maestosi venti:
– “Il mio nome è Scirocco. Sono un vento caldo e umido. A volte vengo carico di sabbia e muovo il mare.” –
– “Tramontana è il mio nome. Vengo dal Nord. Arrivo con violenza e dove passo io si trema di freddo e si battono i denti”. –
– “Io sono Grecale. Mi diverto ad accelerare, e con le mie raffiche gioco con le nuvole, le spazzo via e faccio tornare il sereno!” –
– “Io sono Ponente. Spiro da Ovest. Rinfresco l’aria nei caldi pomeriggi estivi!”. –
– “Io sono un vento tiepido. Sono vento di mare, spiro a raffiche violente, ma mi calmo in un momento. Libeccio è il mio nome!”. –
– “Io sono un vento debole, caldo e umido e porto tanta pioggia. Ostro è il mio nome!”. –
– “Io sono Levante perché vengo da Est. Non sono molto forte e porto ovunque un po’ di fresco.” –
– “Io sono Maestrale il maestro dei venti. Sono intenso e rafficoso, rubo in alto aria calda e la regalo al mare”. –

Ma ecco Borea e il suo Favonio e la loro appassionante storia.
Un giorno alla Borea venne l’idea di sposarsi e domandò al Favonio se la voleva sposare!
– “
E se ti sposassi, che cosa ci guadagnerei?” –
– “Mi vuoi sposare?” –
– “Vuoi davvero vedere che cosa ci guadagneresti? Guarda cosa donerò alla terra!”. Nevicò per tre giorni e per tre notti e Borea ricoprì la terra dei suoi colori…

Favonio cancellò in un attimo tutto il lavoro di Borea.
– “Brava Borea hai saputo scatenare la mia ira. La mia collera esploderà come un vulcano. Cancellerò il tuo candido bianco, vedrai altri colori: i colori che appartengono a Favonio. L’aria si tingerà di sole, di fuoco, il mio soffio caldo brucerà e arderà ogni cosa. E ora guarda cosa riesce a fare Favonio…”. –

– “Hai cancellato in un attimo il frutto di giorni di fatica. Hai mandato in fumo le mie ricchezze. Sei davvero il vento del diavolo. Soffoco! Devo allontanarmi da te, Favonio. Sei arido come la sabbia che stringi nei tuoi pugni. Non voglio incontrarti mai più”.

E fu così che il Favonio e la Borea presero due strade diverse e non si incontrarono mai più…

In fondo Borea non aveva poi un cuore di ghiaccio come poteva sembrare, era innamorata veramente di Favonio ma lui non lo era, pensava solo alle ricchezze e la loro storia finisce qui!


Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: La Terra in Mezzo

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