L’ aggregazione di Regioni

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di Enzo C. Delli Quadri

Aggregazione da Messaggero del 28.12.2014
Aggregazione di Regioni secondo la versione apparsa sul Messaggero del 28 dicembre 2014

Non c’era bisogno di grandi capacità divinatorie per comprendere, già molti anni fa, che l’ordinamento dello Stato sarebbe stato travolto e ridisegnato.

Bastavano poche conoscenze economiche e storiche per analizzare fenomeni sociali e geo-politici in divenire e, conseguentemente, disegnare scenari che 20-25 anni fa erano futuri e che oggi sono diventati attualissimi. E 20-25 anni fa emersero in modo prepotente 3 fenomeni particolari che stavano incubando da tempo:

  1. La solidarietà nazionale e internazionale, tanto sentita dopo la seconda guerra mondiale, era un sentimento sempre meno avvertito dalle popolazioni; vedi Lega e altri movimenti settari.
  2. L’Europa, dapprima ristretta a 5 membri, allargava i suoi confini e, nel tempo, avrebbe inglobato fino a 27 membri.
  3. Il Debito Pubblico Italiano aveva già sfondato il 100% e nulla dava ad intendere che si sarebbe stabilizzato, tanto da raggiungere e superare, oggi, il 130%

A mettere insieme questi pochi elementi, non era difficile prevedere la crisi attuale della Finanza Pubblica che costringe a scelte importanti, non ultima quella della revisione dell’ordinamento dello Stato, come l’eliminazione delle Province, l’accorpamento dei Comuni in Unione di Comuni e…l’aggregazione di Regioni.

E, oggi, sotto lo sguardo attonito di molti Amministratori e Politici, ancora increduli e attaccati a un modello in via di superamento, le Province vanno lentamente, ma inesorabilmente, verso la cancellazione, molti Comuni hanno capito l’importanza delle Unioni, e, dulcis in fundo, è iniziato il percorso parlamentare, politico e sociale per il superamento dell’attuale assetto regionale.

Il bubbone è scoppiato e non bastano politici antiquati e interessati a fermare la marea che monta.

Le proposte di aggregazione spaziano in lungo e in largo: chi ne vuole solo 5, chi 10 e chi 12 e non si capisce bene quel che sta succedendo, vuoi per colpa dei parlamentari vuoi per colpa dell’informazione. E’ il momento in cui tutto può succedere.

8. aggreg regioni proposta Morassut
Aggregazione di Regioni secondo la versione apparsa su La Repubblica del 23 dicembre 2014

Secondo quanto riportato da La Repubblica del 23 dicembre 2014, ci sarebbe la proposta dei deputati del PD, Morassut e Ranucci, la quale prevede uno stivale diviso in dodici “aree omogenee per storia, area territoriale, tradizioni linguistiche e struttura economica. In questa proposta il Molise viene diviso in due: l’attuale provincia di Campobasso viene aggregata con Puglia e Matera; quella di Isernia viene aggregata con Abruzzo, Ancona, Macerata, Ascoli, Rieti.

Secondo quanto riportato, invece, dal  Messaggero del 28 dicembre 2014, la proposta dei due deputati del PD prevederebbe il Molise vsempre diviso in due parti: Isernia andrebbe con la Campania; Campobasso con la Puglia.

In ogni caso un fatto è certo: il percorso dell’aggregazione delle regioni va avanti e in questo percorso il Molise non viene mai visto come area territoriale autonoma e, come tale, viene sempre spacchettato, in due e anche tre pezzi, a dimostrazione che la regione non esiste né in termini territoriali, né in termini di struttura storico-linguistica-economica.

Si sveglieranno i nostri politici locali per assumere una qualche iniziativa, seria, tendente a incidere sul processo di formazione della decisione finale oppure continueranno ad attendere gli eventi, restando attaccati alle attuali “catene” sindacali e politiche che portano, inevitabilmente, solo al “cerchio” di Iorio o Frattura, con tutto quel che ne consegue?

Riusciranno, in particolare, gli amministratori dell’Alto Molise, dell’Alto Sangro e dell’Alto Vastese, a cogliere l’importanza che, in questo quadro in evoluzione, assume un’ aggregazione dei loro territorio, l’ Altosannio, da agganciare alla prevista Macroregione Adriatica, cosa che sanerebbe decenni di isolamento economico e sociale?

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