J.M. FANGIO di Castiglione Messer Marino

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di Enzo C. Delli Quadri

Juan Manuel FANGIO, il grande pilota automobilistico vincitore di 24 Gran premi e di cinque titoli mondiali è di origine castiglionese.

Il nonno Giuseppe FANGIO emigra in Argentina nel 1887. In tre anni di duro lavoro, nei pressi di Laguna de los Padres, dove si trasformava il legno in carbone, riesce a mettere insieme il denaro necessario che gli consente di acquistare dieci ettari di terra a dieci chilometri da Balcarce e di far arrivare il resto della famiglia da Castiglione. Arrivano Loreto, padre di Juan Manuel, e gli zii Francesca ed Alfonso.

Juan Manuel FANGIO nasce nel 1911 a Balcare, in Argentina.  Lasciata la scuola al termine della sesta elementare, Juan Manuel, invece di andare a lavorare con il padre come muratore, sceglie di farsi assumere come apprendista in una piccola bottega di lavorazioni meccaniche. E qui, da ragazzino sognatore, comincia a coltivare il suo desiderio nascosto, correre in auto.

A diciotto anni fa il suo esordio come co-pilota, e a venticinque invece si siede per la prima volta al posto guida in una gara, ma senza fortuna. Insieme al fratello Ruben ha aperto un’officina, ed elabora una Ford V8 con cui inizia a competere con una certa frequenza. Siamo nel 1938 e Fangio riesce a mettersi in luce, ma la sua vettura è ormai datata e non può fare altro che accontentarsi di modesti piazzamenti. Le gare stanno cominciando a diventare un onere economico troppo elevato e non ripagato in modo appropriato dai risultati. 29enne, Juan Manuel inizia a pensare seriamente di abbandonare questo spericolato mestiere. Ma proprio in adesso accade qualcosa che ha del fiabesco: gli abitanti di Balcarce fanno una colletta e gli regalano una Chevrolet. Anche questa nuova macchina ha già qualche primavera sulle spalle, ma è piuttosto potente, e cominciano ad arrivare delle soddisfazioni. Nel 1939 ottiene la prima vittoria, mentre nei due anni successivi si laurea campione argentino.


Terminato il secondo conflitto mondiale, l’Automobile Club del paese sudamericano, con l’appoggio del Governo del generale Peròn, punta su Fangio con grande convinzione. Nel 1948 viene organizzata la Temporada, una corsa che diverrà molto famosa in futuro, e che attira anche macchine e piloti europei, con i quali, alla guida di una Maserati, Juan Manuel può misurarsi senza timori reverenziali, facendosi un’idea delle sue vere potenzialità. Dopodiché sbarca nel Vecchio Continente, dimostrando anche qui di che pasta è fatto: sei primi posti nel 1949, fra cui anche il Gran Premio di Monza, alla guida di una Ferrari 125 acquistata con l’aiuto di un facoltoso connazionale imprenditore che si trova in Italia. Tale serie di ottime prestazioni gli vale l’ingresso nella squadra ufficiale Alfa Romeo, la più forte del momento, per disputare l’edizione numero uno del Campionato Mondiale di Formula 1.  Le Alfetta 158 dominano in modo imbarazzante la stagione, con Nino Farina che ottiene il titolo per un soffio, proprio a sfavore del compagno di colori Fangio.

L’argentino si rifà però nel 1951, con la 159, dopo un appassionante duello con l’emergente Ferrari di Alberto Ascari, cioè quello che sarà il binomio vincente per il 1952 e 1953, periodo in cui a competere per la corona iridata sono le più piccole monoposto di Formula 2. Juan Manuel sceglie inizialmente di prendersi una pausa sabbatica e torna nel Circus nel 1953 con la Maserati. Ma sono tempi difficili, in cui deve solo accontentarsi di raccogliere le briciole lasciate dallo strapotere del Cavallino.
Nel 1954 si volta pagina. Si torna alle F1, e Fangio trionfa nei primi due appuntamenti, sempre con il marchio del Tridente. Poi passa alla esordiente Mercedes, che con la stupefacente W196 gli permette di stravincere il suo secondo alloro, per ripetersi il campionato venturo. La Casa di Stoccarda, forse anche scossa dalla tragedia di Le Mans, lascia però le corse, dalle quali tornerà dopo moltissimo tempo, e il Campione del Mondo in carica deve di nuovo trasferirsi in un’altra scuderia. Per il 1956 è un pilota Ferrari, che si può permettere l’ormai elevato ingaggio dell’argentino solo dopo aver risparmiato numerosi quattrini per non aver sviluppato una nuova vettura, avendo ricevuto infatti in regalo le D50 della Lancia, che morto Ascari, ha preferito non continuare la sua avventura nella massima formula. E certo si tratta di un bel dono, visto che la D50 è molto veloce, e consente a Fangio di fregiarsi pure questa volta della corona iridata.

Ma il rapporto con Maranello è continuamente tormentato, costellato di litigi e sospetti, mai sopiti neppure nei decenni a venire. Juan Manuel deve ancora cambiare casacca, e torna alla Maserati. Il suo fiuto non sbaglia mai, e fa anche nel 1957 la scelta più azzeccata, conquistando il quinto titolo mondiale della carriera, il quarto consecutivo, ottenuto tra l’altro con una epica impresa al Gran Premio del Nurburgring.
Il grande polita si reca diverse volte a Castiglione e non  smette mai di ricordare le sue origini abruzzesi e sottolineare la sua riconoscenza alla forza di sacrificio dimostrata dal nonno e dal padre emigrati in Argentina da Castiglione Messer Marino.
Juan Manuel Fangio muore il 17/07/1995.

Enzo C. Delli Quadri

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Fonti:
http://www.universoferrarista.com/Fangio_Juan_Manuel.htm
http://www.comunecastiglionemessermarino.it/personaggi.html

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Musica: Ludovico Einaudi  Fly     
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

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