IORIO: L’ultimo uomo di una insana Provvidenza.

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di Enzo C. Delli Quadri

Il 7 aprile 2012 srissi un articolo, come quel che segue, con questo finale

Vede Governatore, se Lei, invece di una salutare presa d’atto delle nuove difficoltà, insiste sul concetto di difesa ad oltranza della continuità della autonomia regionale molisana,  Lei  rischia di finire per fare la fine di quel venditore ambulante alla Fiera di San Giovanni che urlava…“ Venite sciori e sciore, guardate che belle mutande, mia sciorella me le maaanda e io me le veeeendo!!!!”

Oggi, 12 novembre 2012, stanti le condizioni di una Italia disastrata moralmente e messa a nudo da politiche assistenzialistiche, come quelle da Lei utilizzate, la partita è chiusa e il finale dell’articolo non può che essere diverso.

Michele Iorio

 

Avevo 10 anni (1950).  Sia che andassi a scuola, sia che andassi gironzolando per il paese o per le campagne (ru pisciarielle, la matunouira, a ru pont’ abball), dappertutto vedevo gente al lavoro: ramai, mugnai, stagnai, contadini, sellai, fabbri, calzolai, fornai, orefici, orologiai, carbonai, muratori, carpentieri, … … … Li rivedevo, vestiti a festa, solo la domenica o nei giorni di Fiera (in Agnone: San Giovanni 24 giugno – se ricordo bene – e la Madonna del Carmine 16 luglio, qui ricordo benissimo perché sono nato quel giorno).  Sapevano di essere poveri, le mani callose e dure, ma erano ugualmente allegri e soprattutto orgogliosi di loro stessi; compravano quelle poche cose che potevano servire per la casa o la campagna e si divertivano, da matti, a sentire un venditore che urlava con l’accento emiliano “ Venite sciori e sciore, guardate che belle mutande, mia sciorella me le maaanda e io me le veeeendo!!!!”
E giù tutti a ridere.

Venditore ambulante durante una Fiera

Avevo 30 anni (1970), ero “emigrato” a Torino; di ritorno al paese, per i pochi giorni di ferie a disposizione, venivo avvolto da entusiasmo e gioia: Erano arrivati gli uomini della Provvidenza.

A livello nazionale, la pensione era stata agganciata all’ultima retribuzione mensile, le pensioni di invalidità erano concesse con una certa facilità, le medicine, le visite mediche, i ricoveri negli ospedali erano gratis, … … …
A livello locale, erano state istituite la Regione Molise e la Provincia di Isernia: una abbuffata di incarichi politici e pubblici, appalti facili, assunzioni facili … … … e mio zio Biase, il tabaccaio, mi indicava ramai o muratori o contadini o calzolai o fornai … … e diceva:
“lavorano alla regione o alla provincia” ……
“a che fare?”
“Mah, penso a migliorare i sevizi al cittadino!!!”

Tra i laureati in economia, coscienti che occorra rispettare un certo parametro tra cittadini dediti alla creazione di ricchezza e quelli che sono chiamati ad amministrarla (difficile immaginare un sistema con 1 solo che lavora e 9 che amministrano) ci si chiedeva:
Domanda: Ma chi paga tutto questo?
Risposta: Lo Stato!!
D: Si, va bene ma chi?
R: Oddio, non vuoi capire, lo Stato!!
D: Si, va bene, ho capito, lo Stato, ma dimmi almeno come fa e, poi, mi dirai chi!!!
R: Semplice, o si indebita o stampa carta moneta
Oddio, ma sappiamo bene che se lo Stato si indebita, trasferisce il sacrificio sulle spalle delle generazioni future; se, viceversa, stampa carta moneta, senza con questo creare ricchezza, fa crescere l’ inflazione e impoverisce le categorie deboli, indifese e con esse impoverisce tutto ilsistema.

Avevo 50 anni (1990). Impegnato in analisi economiche connesse allo sviluppo del Sistema Italia e delle sue Regioni, mi ritrovai ad esaminare anche la situazione della Regione Molise. Ebbene le preoccupazioni del 1970 si stavano traducendo in fatti concreti: Il Debito Pubblico era salito alle stelle (molto vicino a quello attuale) e la Regione Molise galleggiava pericolosamente su questo Debito: tutto il sistema economico era schiavo delle casse dello Stato, in un momento in cui stava venendo meno sia la solidarietà delle regioni del Nord sia quella europea che, con la caduta del muro di Berlino, doveva preoccuparsi dei Paesi dell’Est.

Si evidenziavano chiari segnali di insofferenza economica e finanziaria dell’Italia e ancor più di regioni come quella molisana che dipendeva, come ancor più dipende oggi, dalla finanza dello Stato , con ricadute pesanti su flussi emigratori, desertificazione delle aree interne, impoverimento generale dei servizi, aumento della pressione fiscale. Gli unici che speravano di non dovere temere, almeno a breve, erano i CENTRI PROVINCIALI e la COSTA.

Su tutto e tutti imperavano ancora e sempre più gli uomini della Provvidenza, da Sedati a Sammartino, a Vecchiarelli, a tanti altri fino a IORIO, ultimo della lista ma non ultimo nella sua capacità di elargizioni.

Giacomo Sedati
Remo Sammartino

Va detto, a scanso di equivoci, che in un sistema così gracile, Iorio ha saputo muoversi con perizia e fantasia, degna dei migliori giocolieri al mondo: acclamato più volte Governatore, ha ricoperto incarichi pubblici e politici di alto livello, con grande carisma, grande abilità e grande capacità di confronto con tutti e tutto.

Dato a Cesare quel che è di Cesare, oggi, diciamo al nostro Governatore:
Lei è stato abile e generoso con tutti, ma prenda atto che, sicuramente in buona fede, Lei ha creato e tiene in vita un sistema nocivo per la Sua popolazione o, meglio, per la gran parte della Sua popolazione. Non può più tenere gli occhi chiusi di fronte ad evidenti situazioni di dissesto della finanza pubblica. Non può continuare a ripete il mantra dell’autonomia, se questa serve solo a mantenere in vita un sistema burocratico elefantiaco a danno di salute, trasporti, attività produttive in una situazione di crescente sfilacciamento sociale.

Ho letto una Sua dichiarazione: “Dobbiamo difendere la nostra identità perche l’autonomia ha portato al Molise un vantaggio obiettivo ed evidente”.
Le chiedo: A chi  può essere ancora utile questa difesa di identità? Forse alle migliaia di giovani che sono stati costretti e sono ancora costretti a lasciare la Regione? Forse alle migliaia di anziani che restano abbandonati sotto la neve o il sole in nuovi inospitali ospizi? Forse a tutti coloro che, a fronte di servizi sempre più carenti, pagano tasse regionali e comunali crescenti? Forse alla Gente di Montagna cui, sempre per problemi legati alla finanza pubblica, viene negato addirittura un sevizio essenziale come quello sanitario? Forse a chi ancora si affanna ad operare sul territorio, ma costretto ad elemosinare un impiego, un appalto pubblico, un sussidio, un aiuto qualsiasi, visto che manca un tessuto produttivo?

Ha anche affermato che: “La soluzione migliore della Regione, sarebbe quella di inglobare quei territori pugliesi, abruzzesi e campani che nelle loro mega regioni si sentono emarginati, troppo lontani dal capoluogo”
Certo, come no, invece di ricercare alleanze con zone come le Marche e l’Abruzzo che, salvo fatti marginali o comuni a tutta l’Europa, sono esenti da criminalità organizzata, dovremmo ricercare alleanze con zone dove la criminalità organizzata è ben rappresentata da camorra e sacra corona unita.

La prego Governatore IORIO, non seppellisca sotto un mantello maleodorante quello che, comunque, in un sistema sbagliato e non creato solo da Lei, ha fatto di buono. Mi creda, Le riconosco la buona fede, la stessa che viene riconosciuta al padre di famiglia che, invece di educare i propri figli a sapersela cavare da soli, li coccola, li lusinga, salvo, poi, ritrovarli svogliati e impreparati,  precari a vita, senza né arte, né parte.

Ma ora, è venuta l’ora di guidare il Suo popolo fuori dalle secche, senza inutili arroccamenti dietro identità mai messe in discussione. All’interno della Regione Emilia e Romagna,  gli Emiliani non hanno mai perso la loro identità rispetto ai Romagnoli, perchè mai dovremmo perderla noi molisani rispetto agli Abruzzesi? lo stesso dicasi per i Salentini rispetto ai baresi (nelle Puglie) o per Napoletani rispetto ai Salernitani (in Campania).

Vede Governatore, Lei, nonostante ripetuti appelli per una presa d’atto delle prevedibili difficoltà economiche e finanziarie in cui versa l’Italia, continua imperterrito e come un disco rotto ad insistere sul concetto di difesa ad oltranza della continuità  della autonomia regionale molisana. Ci fa o ci è???

La pacchia che Le ha consentito di spadroneggiare in Molise è finita e mal gliene coglie a chi ebbe e ha ancora fiducia in lei. Ci faccia il piacere, tolga il disturbo e lasci che forze fresche e politiche serie prendano vigore. Oramai a Lei è riservato (lo ha voluto Lei stesso) il ruolo del venditore di fumo perchè avrà pure voglia di urlare ancora come un qualsiasi venditore ambulante “ Venite sciori e sciore, guardate che belle mutande, mia sciorella me le maaanda e io me le veeeendo!!!!”. Non ci sono più mutande in giro :  l’Italia è nuda e Lei con la sua politica assistenzialistica ha contribuito non poco a renderla tale.

L’Italia è nuda

Sia chiaro: questo articolo non vuole essere un attacco al partito del Governatore o alla sua persona in quanto tale o ai politici in generale. Esso è, viceversa, un attacco alla politica fin qui perseguita da Iorio  e simil Iorio. che, oltre a quanto già detto, ha disastrato oltremodo il territorio dei Comuni di Montagna al confine tra Abruzzo e Molise e, quindi, è un articolo di difesa del territorio dell’ALMOSAVA, che sta diventando Riserva Indiana dei Centri Provinciali e della Costa.

E su questa posizione convengono e convergono, oramai, molti politici di schieramenti diversi.

30 Commenti

  1. Condivido in pieno quanto hai scritto, spero che qualcuno prenda in seria considerazione le soluzioni poposte da Almosava.
    Se ho capito bene, qualcuno vuole non eliminare la Regione Molise, ma ingrandirla a danno delle altre confinanti.
    A noi abruzzesi/molisani questa cosa ci sta proprio stretta. Già siamo marginali oggi, figurati con una soluzione di questo tipo
    Il ritorno all’Abruzzo è la cartina al tornasole di chi vuole veramente il bene delle nostre zone di montagna.

  2. Ovviamente pianemente condivisibile, ma ho dubbi sul risultato. Trattasi di uomo che ha sempre prestato attenzione ai numeri e poco gli interessa di siytuazioni marginali:….L’amore per la propria terra signifa cercare di incentivare il riequilibrio del territotio e l’Operato del Presidente, a mio avviso, ha sempre invece mirato a accontentare i numeri….e non è un caso poi gli diano ragione! Minoranze montane schiacciate dalla famelicità cittadina di cui Iorio è stato, nei fatti, sostenitore. Questo il mio parere sincero!

    • Se ha un pò di amor proprio e non vuole morire schiacciato dalla vergogna non può non prendere atto dello stato comatoso della regione, che, allo stato delle cose, può accontentare alcuni ma non la popolazione.

  3. Io sono abruzzese di nascita e molisano di adozione. Non faccio nessuna fatica a considerarmi molisano ed abruzzese. Non sono molte le differenze storiche.Le tradizioni, la cultura, la cucina ci accomunano. Con la divisione dall’Abruzzo si pensava di raggiungere non so quali traguardi, ma non mi sembra che cio’ sia accaduto.Io credo che con la forza di una regione forte e grande si sarebbero raggiunti traguardi piu’ importanti. Purtroppo ognuno vuol coltivare il proprio orticello, senza tener presente che l’unione fa la forza.Nel molise si e’ creato l’orticello Regione che da’ la “pappa” a tanti. E nessuno vuol perderla. Che poi si perda il Caracciolo o altre strutture ed uffici non e’ un gran male. Cosi’ facendo, questi signori ,fra poco, non governeranno una regione fatta di uomini vivi, ma un territorio di fantasmi.Perche’ il Molise, che loro dicono di non voler far sparire, si auto distruggera’ per mancanza di popolazione. Ma cio’ al nostro signor governatore forse non interessa. Pensa: mungiamo la mucca finche’ si puo’. Peccato che Monti terminera’ il suo incarico nel 2013, altrimenti penso che quest’uomo ci potrebbe aiutare a realizzare il sogno dell’Almosava: la riunione con L’Abruzzo. Sono d’accordo con te che e’ preferibile la riunione con l’antica terra della Maiella e del GranSasso piuttosto che sognare adesioni di province vicine che pero’ con noi hanno poco da spartire.A parte le ragioni che esponevi che possono essere parzialmente condivisibili (Camorra e corona unita), ma io non riesco ad immaginare Campobasso capoluogo e Benevento provincia. Abolendo le province credo che Benevento, nonostante la sua posizione geografica nella nuova regione, potrebbe pretendere di esserne il capoluogo. A parte questo discorso, io come tanti altri non ci sentiamo campani per niente, anche se quelli di Benevento appartengono all’antico Sannio Per concludere dico che noi dobbiamo salvare i territori e la loro gente, il futuro delle nuove generazioni, non le poltrone dei politici.

  4. speriamo iorio cambi rotta, ricordo ancora quando in campagna elettorale prometteva anche un aereoporto! mi è tornato alla mente leggendo ieri un articolo sulla proposta del governo di rendere più snello il sistema aeroportuale, pescara e foggia erano addirittura a rischio per la loro limitatezza dicevano. ecco immaginate di infilarci in mezzo un altro concorrente…

  5. Ho letto con piena soddisfazione sia l’articolo che i commenti, voglio solo aggiungere due riflessioni. Dal’istituzione della Regione Molise ad oggi la popolazione è diminuita di oltre 80 mila abitanti, cioè 2 mila persone all’anno si sono trasferite altrove. Poichè la prima ricchezza di un territorio è la popolazione gli amministratori della nostra regione, tutti, hanno fallito. Il Presidente Iorio non solo non ha invertito la tendenza, ma con la sua politica delle consulenze e delle amicizie l’ha aggravata, togliendo ogni speranza a chi non può godere di favori personali. La seconda riflessione mi nasce dalla valutazione dei risultati elettorali delle ultime regionali. Senza alcun dubbio Iorio ha ricevuto un sonoro schiaffone avendo ottenuto soltanto 89 mila voti contro gli oltre 101 mila delle liste a lui collegate, ma quel che è sbalorditivo ha vinto in Alto Molise, proprio nella terra cui ha rivolto le minori attenzioni nel corso dei suoi anni di governo. Questo ci impone una riflessione: prima di tutto dobbiamo porci l’obiettivo di creare una coscienza politica ed una capacità di giudizio nei nostri concittadini e nei nostri amministratori locali e noi dobbiamo essere i primi a criticare le decisioni politiche, senza preconcetti, ma con la massima obiettività e libertà di giudizio.

    • Caro Luciano, credo che vada puntualizzato che gli 80.000 molisani che hanno DOVUTO EMIGRARE, erano, all’80%, GIOVANI. Tra questi c’ero anche io ventiseienne.
      Pertanto, se è vero che, come tu dici, la polazione è la prima ricchezza di un territorio, va detto che la Regione Molise, con questa emigrazione, è stata privata di una ricchezza insostituibile, quella generazionale, quella, cioè, che assicura un FUTURO.
      Quel che è peggio è che genitori ancora rimasti, seppur politicamente di destra, anche amici e simpatizzanti del Governatore, cui avranno dato il loro voto, arrivano a dire: NON VEDO L’ORA CHE I MIEI FIGLI VADANO VIA DA QUESTA TERRA.
      Questo è il peggior frutto della semina del nostro Governatore.
      Non credi?

  6. io credo che i migliori li hanno fatti scappare e certamente non torneranno , quelli rimasti sono incapaci a far cambiare le cose in una situazione che tu Enzo hai ben descritto.
    certo iorio vuole l’accorpamento con la puglia campania ecc. se pensi che già molte facoltà molisane fanno riferimento all’università di bari, si è già impastato come vedi e altro non dico , lodevole il tuo impegno e spero che molti ti seguano

  7. Ormai queste soluzioni sono ineludibili. La strada è già tracciata dagli ultimi provvedimenti adottati sia dal Governo Berlusconi che dal Governo Monti con le soppressioni delle Province e l’ Unione dei piccoli Comuni per la gestione di i servizi e uffici. A questa , già importante riorganizzazione territoriale in itinere, seguirà sicuramente l ‘ istituzione della macroregione . Ed allora penso di condividere anche quello che scriveva Luciano Scarpitti per un’ azione di tipo culturale per addentrarsi in progetti e prospettive diverse e che l’ evoluzione dei tempi consegnerà ai giovani.Iorio oggi fa un discorso di pura convenienza politica e di conservazione del potere ma, in cuor suo, da uomo navigato ed anche intelligente,non credo possa eludere una situazione che per il Molise che, come dicevo prima, è ineludibile e per tutte quelle cose che venivano ricordate da E. Delli Quadri è sicuramente più conveniente andare verso l’ Abruzzo e le Marche.

  8. Eccellente riflessione. iorio ha un grande difetto: soffre di cecità selettiva. Tre giorni si 3 quattro pure dice “autonomia autonomia autonomia”, ma non ha detto una sola parola sul fatto che in questo momento un comune campano sta x chiedere di essere aggregato alla ns regione… xké?

  9. Buongiorno a tutti,
    ho letto con piacere sincero l’articolo di Enzo e tutti i vostri commenti, devo farvi davvero i miei più sentiti complimenti.
    Enzo non solo è stato preciso e puntuale come sempre, ma questa volta è anche riuscito a parlare al cuore di tutti noi, credo sia un aspetto oserei dire essenziale e forse anche più importante rispetto ad un’analisi cinica ed oggettiva che si basa esclusivamente su calcoli statistici/numerici.
    Questa volta, però, credo proprio che ci invertiremo i ruoli e dovrò essere io ad essere un pelino più cinico e meno accomodante – non me ne volere – ;).
    Per quanto io non conosca né direttamente né indirettamente il presidente Iorio, non me la sento di riconoscergli una sorta di scudo in base alla sua “buona fede” perchè, lo scopo di un uomo politico, non è quello di elargire moneta all’interno della propria area -una tantum- tramite appalti, consulenze o chiamate dirette, così facendo non si fa altro che creare una fitta rete capillare di clientelismo -cosa che è stata fatta – che è profondamente nociva alla popolazione stessa. Perchè? Perchè la ricchezza non si genera “viziando” il figlio dandogli l’uovo oggi per non permettergli di vedere la gallina domani, bensì gli si porgono strumenti e condizioni favorevoli affinché tale figlio possa crescere e svilupparsi autonomamente; allora sì che si genera ricchezza! Attenzione però, si creare anche “indipendenza”.
    Si riconosce a Iorio una sorta di buonismo, io invece credo che sia più una sorta di politica studiata e davvero ben ragionata a tavolino che, bisogna dargliene atto, ha dato i suoi frutti.
    Clientelismo, appiattimento delle coscienze, poche o zero possibilità di crescita non fanno altro che rafforzare un sistema politico marcio che si autoalimenta. Non c’è peggior logica -fallimentare- per una crescita collettiva.
    No signori, non credo sia buonismo, credo sia la panacea di tutti gli uomini politici che, così facendo, si sentono quasi legittimati a governare senza più alcun tipo di confronto. D’altro canto, se la logica che si è riusciti ad impiantare nella mente di molti è quella del “mangia lui, ma mangio anch’io”, è di tutta evidenza che alla fine ci si ritrovi nella situazione attuale.
    Questo era ciò che mi veniva da dire di getto, ora invece un paio di considerazioni un pelino più attinenti all’articolo.
    Osservando i fatti, essi ci dicono che la Regione Molise è costantemente in perdita, aumenta il proprio debito e non è in grado di generare o far generare ricchezza.
    Osservando ciò che accade nel resto d’Italia, l’unica via di salvezza per far fronte a sempre più crescenti spese pubbliche nella speranza di poter migliorare i servizi offerti è l’unione con altre realtà (modalità e tempistiche sono ancora in “fase di studio”).
    Comunità montane, unione dei comuni, consorzi e quant’altro non sono altro che una dimostrazione di quanto appena detto.
    Risultano, tuttavia, eccessivamente deboli, poco stabili e per niente durature nel tempo: da forza di aggregazione, si sono tramutati in posti di potere per ex-politici, amici e parenti. Così facendo, non hanno fatto altro che dettarne la morte.
    Ciò che -secondo me- andrebbe rivisto, non sono nuove forme di aggregazione, bensì la riscoperta di quelle attuali, già esistenti e sancite dalla costituzione ed in quest’ottica ALMOSAVA colpisce nel segno. Se posso permettermi, tuttavia, non è nell’attuale classe politica che bisogna carpire consensi o adesioni, bensì è necessario coltivare e far crescere una “nuova” classe politica in grado di poter spazzare via tutto ciò che la politica oggi rappresenta: clientelismo, improduttività, lentezza, indecisione.

    • Potrei sottoscrivere parola per parola quello che scrive Adelio (da questo punto di vista credo che andrebbe nominato, sul campo, Amministratore di ALMOSAVA).
      Se non lo faccio è perchè trovo alcuni punti su cui non concordo, in particolare sulle sue frasi finali dove dice: “non è nell’attuale classe politica che bisogna carpire consensi o adesioni, bensì è necessario coltivare e far crescere una “nuova” classe politica in grado di poter spazzare via tutto ciò che la politica oggi rappresenta: clientelismo, improduttività, lentezza, indecisione.”
      I motivi del mio dissenso sono 3:
      Primo: Non c’è alle porte, sul territorio una massa di giovani tra cui selezionare una nuova classe politica PRONTA o prossima a diventare PRONTA. C’è, viceversa, una massa di giovani PRONTA A LASCIARE IL TERRITORIO CON IL SUPPORTO E IL BENEPLACIDO DEI GENITORI (qui sta il peggior delitto dei govermanti attuali)
      Secondo: Tra tutte le forze politiche, di Destra, Sinistra e Centro, ci sono fior di politici ONESTI, IMPEGNATI E PREPARATI che possono aiutarci a rompere il MANTRA della Continuità e della Autonomia, cui si affida il GOVERNATORE DEL MOLISE; primo fra tutti MICHELE PETRAROIA del PD (infaticabile e sempre presente: sua è la presentazione di un collegato ad una PDL della regione Molise che obbliga la Regione ad aprire un tavolo istituzionale con ALMOSAVA), a cui vanno aggiunti GIUSEPPE TAGLIENTE del PD, PAOLO PALOMBA dell’IDV e altri che si stanno proponendo.
      Terzo: Errare è umano, Perseverare è diabolico. La mia speranza è che il Governatore, Franco Giorgio Marinelli e altri consiglieri regionali di destra e di sinistra che si appellano alla molisanità e alla autonomia un giorno si e l’altro pure, non vogliano finire ingloriosamente la loro carriera. Si può essere estromessi dal potere e va bene. Ci sta. Essere sommersi dalla vergogna e ed essere espulsi dalla memoria collettiva è altra cosa. Spero vorranno sottrarsi!!!

  10. Davvero ti ringrazio Enzo -mi lusinghi ;)- e condivido tutto ciò che hai scritto, tuttavia permettimi una piccola provocazione sotto forma di domanda: SE l’attuale governatore del Molise, in una giornata di ordinaria follia, volesse aderire ad ALMOSAVA, credi che gioverebbe al movimento o ne danneggerebbe l’immagine? Perchè se da un lato il movimento, ovviamente, deve essere aperto e condiviso da tutti, non credi che “la storia” di tali politici sia ormai indelebilmente segnata dal proprio excursus politico / storico / personale? Quale segnale si darebbe ai giovani? Quale messaggio lanceresti loro se non il famigerato e triste “alla fine, ci sono sempre loro”? Io capisco il fine, ma alle volte -non dico sempre- riscoprire un pizzico di moralità ed etica (non è il tuo caso) anche all’interno della politica a mio avviso non farebbe poi così male.
    Come vedi in linea di principio sono per la linea verde, anche se ricopro un ruolo del tutto formale tra le fila di FLI in Lombardia, ma sono due concetti presumo diversi.
    Da un lato sussiste un movimento giovane, nuovo, che dai suoi principi deve trarne forza e vigore (ALMOSAVA), dall’altro sussistono strutture ben definite e radicate quali i Partiti.
    La logica con la quale le si affronta credo debbano essere ben diverse. Nella prima si osa e si palesa una sorta di “forza” chiara, limpida ed accecante, nella seconda si lotta dall’interno per cercare di apportare, per quanto sia possibile, cambiamenti e migliorie con il proprio contributo.
    I politici ben vengano, senza di essi non c’è rappresentanza e ovviamente più di loro aderiranno più il movimento potrà prendere visibilità, ma -se posso permettermi di dare un consiglio- fai particolare attenzione a chi tiri dentro, a volte è più saggio perderne qualcuno che ritrovarsi con un cancro che ti logora dall’interno.

  11. Escludo che l’attuale governatore del Molise vorrà mai aderire ad ALMOSAVA. Non ne esistono i presupposti.
    Non escudo, invece, che, intelligente com’è (perchè nel male – per tanti – e nel bene -.per altri – lp è sicuramente), vorrà anticipare la morte delle Provincie già in agonia e non frapporre ostacoli, tanto per cominciare, a che tutti i comuni del territorio dell’Almosava possano associarsi tra loro, sia intervenendo sui suoi sostenitori dellAalto Molise sia favorendo i dovuti incontri con la Regione Abruzzo.
    Per il resto io sono in attesa che giovani come te, preparati e intelligenti, si facciano avanti e mi sottraggano l’attuale leaderschip del movimento. Sarei l’uomo più felice del mondo, se questo avvenisse ora, subito.

  12. L’articolo non fa una grinza. Oggi paghiamo i danni fatti nel passato dagli illuminati dalla Divina Provvidenza. Quanti artigiani hanno dismesso la tuta da lavoro lasciati gli attrezzi che tanto lustro avevano dato al nostro territorio accomodandosi in un ufficio, nelle scuole, negli ospedali. Tutti conosciamo famiglie intere che come si diceva si sono sistemate non per loro capacità professionali, ma solo perchè hanno saputo riverire in politico di turno.
    Purtoppo ancora oggi molti genitori vanno a riverire chi gestisce il potere sperando per i propri figli un posto garantito. Il sistema Iorio funziona ancora, diamo un’occhiata alle consulenze date dalla Regione Molise e noteremo che il sistema e lungi dall’essere abbattuto.

    • Iorio non è più tanto giovane!! Vorrà pure guardarsi allo specchio un giorno? Può cadere dal trono in modo rumoroso e vergognoso, può, viceversa, rimanere nel ricordo di molti come il buon padre di famiglia che ha, generosamente, mal educato i suoi figli, ma, prima di morire, restituisce loro un minimo di dignità.

  13. L’articolo non l’ho letto tutto perchè basta poco per capire cos’è x il nostro maialino più noto il concetto di autonomia…
    Per Iorio autonomia vuol dire avere un ruolo da governatore da poter esercitare come un duce con pochi cittadini dove lì si lega attraverso il clientelismo politico…dove in cambio di voti si ottiene un favore, soprattutto posti di lavoro in quelle società compartecipate dalla regione…e quel favore non lo si ottiene e non si sviluppa neanche la regione…e sulla base del clientelismo si cerca di allargare i propri confini dove le nuove entità secondo il nostro maialino voteranno lui perchè lì ha aggregati al Molise, una regione che non è in grado di svilupparsi con una classe dirigente che non è in grado di gestire neanche un’emergenza neve e un rientro dal deficit sanitario…
    Una cosa gli si dovrebbe dire a Iorio: Siamo una regione con meno di 400.000 abitanti, due province…ma non siamo un po’pochi per costruire una regione autonoma? Potrei capire se siamo autonomi per valorizzare meglio la nostra regione da un punto di vista industriale e turistico……ma tutto cìò non avviene…anzi le aziende chiudono il turismo non viene valorizzato…che siamo a fare da soli riuniamoci all’Abruzzo e poi anche alle Marche per costruire la grande regione adriatica…

  14. Caro Enzo, come al solito hai sucitato le riflessioni di molte persone e questo è un grande merito. Ti do atto che i genitori pensano proprio come dici tu. Io rimasi sconvolto un giorno che sentii una persona di Isernia dire, parlando della figlia: si è laureata a Milano, ha trovato un lavoro per il momento precario e qui che torna a fare? Comunque voglio raccontare un fatto per introdurre un altro elemento di riflessione. In un paese dell’Alto Molise, di cui non voglio dire il nome, molti anni fa il sindaco, una donna, fece chiudere le stalle presenti nel centro abitato. Iniziativa meritoria, a mio avviso, per motivi strettamente igienici. Ebbene quel sindaco venne tanto avversato dai suoi paesani che non fu rieletto. Di qui viene spontanea una riflessione: quel sindaco avrebbe dovuto accontentare i paesani per ottenere un nuovo mandato oppure, credendo fermamente in quello che faceva, ha fatto bene ad operare per quello che era sicura essere il bene comune? Quanti dei nostri politici preferiscono il bene comune all’interesse personale della rielezione? Ecco, sono queste le domande che dobbiamo porci nel momento del voto. Qualcuno potrebbe obiettare che verrebbe da non andare al voto. E’ vero, ma non dobbiamo dimenticare che c’è un prima. Cioè proprio noi dobbiamo tentare di raggiungere una forza morale capace di condizionare le scelte dei partiti nel momento di designare le candidature. Di tutti i partiti. Se loro non sono capaci di operare la selezione dobbiamo imporre noi le condizioni. E’ difficile? Certo! Ma questa è una sfida che merita il massimo impegno disinteressato, altrimenti tanto vale stare a casa in pantofole! Senza mugugnare però.

  15. Caro Enzo,
    ti ringrazio per aver pubblicato “ L’oro di Agnone” e sono contenta che ti sia piaciuta.
    Sono ancora più contenta di sapere che ti ricordi di mio padre e che, anzi, vi conoscevate abbastanza bene.
    Ho letto il tuo articolo “L’ultimo uomo della provvidenza”ed anche altre cose che avevi scritto in precedenza e le ho molto apprezzate.
    Ti auguro di avere qualche risposta o, ancora meglio che tu trovi qualcuno disposto ad intervenire concretamente nella direzione da te auspicata.
    Credo che la tua idea , se non ho capito male, di volere in qualche modo unire l’area corrispondente geograficamente al Almosava ,sia ottima.
    Infatti è verissimo che le zone costiere fanno sempre la parte del leone quando si tratta di distribuzione di fondi o similari; questo non solo o non tanto, per una attitudine alla famelicità di quelle zone , quanto perché, obiettivamente, è la costa che è più vivace, attira turismo, ed ha un’economia viva.
    Sarebbe quindi opportuno , sono d’accordo con te,costituire una unità territoriale tra zone montane che hanno in comune , oltre che le radici e le tradizioni, anche, purtroppo, i problemi.
    Basterà questo a sensibilizzare le coscienze di coloro che possono?
    Sinceramente sono un po scettica.
    Credo che il problema più grosso in quell’area sia far ripartire l’economia , che come tu m’insegni, è la basa su cui poggiano molte altre cose. Ma non penso che possano bastare le iniziative di qualche privato , tipo gestori di strutture di agriturismo, per quanto encomiabili.
    E’ il tessuto economico e sociale che purtroppo non si distingue più , sotto le varie toppe che, come tu giustamente hai scritto , sono state messe negli anni!
    Occorrerebbe quindi un progetto ad ampio respiro , qualcosa che rimettesse in moto il motore dell’economia alla grande .Ma cosa? Io non so.
    E’ “il sale della terra” che quelle zone hanno perduto nel corso degli anni. Si sono depauperate non solo economicamente ma anche socialmente, culturalmente. Se i pochi giovani rimasti anelano ad andare a costruirsi una vita altrove, io, da madre, non posso che capirli .E’ pesante vivere in quelle zone oggi. Io ho potuto toccare un po con mano la situazione negli ultimi anni, quando i miei genitori hanno avuto dei problemi e noi siamo andati in Agnone con più frequenza , vi abbiamo soggiornato più a lungo ed abbiamo constatato le difficoltà obiettive che si ponevano n on solo ai miei, ma anche a tutti quelli che vivevano una situazione simile.
    Sono rimasta solo alla superficie dei problemi, ma mi è bastato per comprendere la situazione.
    Ti racconto un breve fatto .
    Un giorno sono entrata nel negozio di latticini Di Nucci .Lì c’era il padre , immagino che lo ricordi, che io conosco, e che mi sono fermata a salutare. E quest’uomo semplice, il prototipo del genitore agnonese, mi ha detto parole che mi hanno fortemente colpita.” Le famiglie di Agnone hanno fatto tanti sacrifici perché i figli migliorassero. E infatti i figli hanno migliorato la loro posizione, e così pure le loro famiglie. Ma il paese , per lo stesso motivo ,è andato distrutto. Che cosa avrebbero dovuto fare “ ha aggiunto “ tutti questi professionisti in un paese che è sempre vissuto di arti, mestieri, allevamento , agricoltura?”
    Quanta verità in quelle semplici parole! Gli occhi di quel vecchio signore, quasi estraneo, mentre diceva questa innegabile verità , sono una delle cose che più mi ha colpito in Agnone negli ultimi anni.
    Figli, padri, voglia di farcela , caparbietà, orgoglio sono parole che ci appartengono , che han fatto di molti figli di Agnone dei figli di cui essere orgogliosi. Ma sono le stesse parole che hanno portato il paese a perdersi , e i nostri vecchi a vivere una vecchiaia di solitudine o di tardo sradicamento dal luogo in cui avevano vissuto la loro intera vita.
    Io ho perso molto i contatti con Agnone e il mio rapporto con il paese è soprattutto di tipo emozionale. Anzi, preferisco che sia così.
    Ti faccio in bocca al lupo , affinchè , e qui entra in ballo anche la fortuna, tu riesca a toccare “ le corde giuste”, a trovare le persone giuste.
    Dalle tue parole indovino un grande amore per il tuo paese e capisco che la volontà, la competenza , la caparbietà non ti mancano .Spero che questo venga apprezzato dal paese natìo ; ma non dimenticare che lo stesso non sempre è sensibile alle istanze dei suoi figli!
    Per parte mia, quando potrò , mi farà piacere spedirvi qualcosa che possa essere utile a ricostruire una “ memoria del passato” , un comune sentire. Certo non è quello di cui il paese ha più bisogno, ma è qualcosa , ed in ogni caso è tutto quello che posso dare al mio paese.
    Tessere parole col filo dell’inchiostro è l’unica cosa che so fare ! ( “so” è presuntuoso , ma me lo si passi altrimenti non saprei come altro esprimere questo concetto.).
    Mi accorgo che questa mail è lunghissima e chiudo.
    Come dicono i membri della mia famiglia , la sintesi non è una qualità in mio possesso!
    Un affettuoso “ in bocca al lupo”

    • Grazie Esther,
      Non siamo parenti, ma per la conoscenza e frequentazione che ho avuto con tuo padre, per i sentimenti che provi per la tua terra e per il modo chiaro e trasparente con cui sai descriverli, ti sento a me vicina più di quanto tu possa immaginare.

  16. Mah…i vantaggi che l’autonomia avrebbe conferito al molise credo li abbia visti soltanto lui, perché, sinceramente, io non li vedo nemmeno con il cannocchiale. E poi, io non credo che centri emarginati da entità regionali più potenti accetterebbero di rimanere emarginati in una regione succhiasangue come la nostra. NB. per “centri emarginati da entità regionali più potenti” si intendano i CITTADINI di quei centri, non i politici al loro timone

  17. Dov’è questo progresso portato dall’autonomia della Regione Molise? Io non vedo niente di tutto ciò. Vedo solo spopolamento e impoverimento delle zone interne a vantaggio dei centri come Campobasso e Isernia. Faccio un esempio: Agnone – Castel di Sangro. Paesi molto simili sia per popolazione che per posizione e altitudine. Il primo in Molise soffre dello spopolamento, il secondo in Abruzzo no.

  18. per ADMIN: Se agnone piange…Castel di Sangro non ride. E’ vero e sarebbe peccato negare che Castel di Sangro, negli ultimi quindici anni, è riuscita a mantenere il livello di popolazione. Questo fenomeno però andrebbe studiato approfonditamente per accertare (come è, in effetti, secondo me) che il fenomeno è dovuto ad una migrazione quasi tutta interna ad ALMOSAVA. Castel di Sangro raccoglie infatti una forte presenza di residenti provenienti dai centri dell’Alto Molise: Rionero Sannitico, Capracotta, Acquaviva d’Isernia ecc. Quello che ha consentito ciò è stato il mercato edile delle “seconde case” e il conseguente incremento delle presenze turistiche della zona, per la vicinanza ai campi da neve degli Altipiani e del Parco. La “bolla” edilizia però comincia ad essere troppo gonfia (speriamo di no….dati i tempi!) ; stanti così le cose, l’economia della zona soffre di un monotematismo economico pericoloso per tutta ALMOSAVA legato al turismo ed al suo indotto. La rozza analisi sopra riportata, se minimamente vera, ha lo scopo di sottolineare che l’assetto politico-amministrativo dell’Alto Molise-AltoSangro e (meno) AltoVastese non hanno, fin’ora , nemmeno abbozzato risposte e strategie economiche complementari e rafforzative credibili, se non nei termini banali e clientelari forniti da una bassa politica, dei quali, per quanto detto nei commenti sin qui, non se ne può più. Il turismo potrebbe diventare un turismo di qualità se fosse sostenuto da produzioni agricole di qualità che ALMOSAVA sarebbe potenzialmente sicuramente in grado di sviluppare, sulla base di ciò che già esiste . Questo, lungi dal rappresentare una chimera è quello che nelle valli alpine viene fatto e viene fatto “gestendo” le tradizioni agricole-silvo-pastorali in chiave moderna, con attività tecnologicamente e modernamente supportate. Ci vuole unità di intenti, lungimiranza, capacità tecnica ed economica e tanta voglia di lavorare. I nostri sindaci potranno essere il “motore” di questo o di altri cambiamenti possibili? L’ottimismo della cuore mi fa dire di sì ma il pessimismo della ragione…….e allora bisognerà ragionare meglio!!

  19. Nessun commento.
    Il presidente della Regione riconosciuto colpevole di aver agevolato una multinazionale nella quale lavora il suo congiunto: un anno e mezzo di reclusione e interdizione dai pubblici uffici. Una pena che potrebbe riportare la regione al voto. E vai!!!!!!!!

  20. MESSAGGIO DA ME LASCIATO SULLA BACHECA DEL SIG. PRESIDENTE DELLA
    REGIONE Sen. dott. Angelo Michele IORIO

     

     

    L’ autonomia regionale non potrà reggere all’ ineludibile
    riordino della macchina dello Stato e delle Autonomie locali. Questi segnali,
    che pochi ricordano, vengono da lontano e si sono concretizzati nel silenzio
    assoluto di chi oggi si strappa i capelli ( mi riferisco principalmente ai
    tanti politicanti): quanti Uffici, Direzioni ( Enel, SIP,Ferrovie,
    Provveditorati..), Servizi pubblici ridotti o cancellati ( linee ferroviarie,
    automobilistiche..) lentamente sono scomparsi ? l’ interminabile elenco di ciò
    che il Molise ha già perso e continua a perdere ( Ospedali, scuole, uffici
    postali, tribunali, ufficio giudice di pace,), li abbiamo dimenticati ? Le
    crisi e chiusure di aziende, di fabbriche, i nuclei industriali ( forse con
    qualche eccezione) fermi, immobili,una viabilità ( soprattutto minore) che
    lascia a desiderare, sono l’ emblema di una regione in grosse difficoltà.
    Nessuno parla del già pronto DPCM che sopprime anche l’ Ufficio Regionale
    Scolastico per accorparlo all’ Abruzzo ( L’ Aquila).

       Le morti lente, sono le più dolorose !
    Stacchiamo subito la spina, è meglio per tutti.
                Non
    ci sono elezioni regionali o elezioni nazionali che tengano o le dichiarazioni
    interessate di chi si appresta nuovamente a tentare di andare ad occupare le
    poltrone che a quanto pare fanno ancora gola, nonostante le colpe per aver
    condotto questa regione ad una agonia,senza respiro e senza anima.

               Una regione così non potrà avere nessun
    futuro, Caro Presidente,a prescindere da chi e come andrà nuovamente a
    governarla.

    Sono sincero e realistico, come sempre.

    Saluti cordiali.

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