Incontri ravvicinati con la natura

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di Mercede Catolino

Nel bouquet, piccole bacche nere-bluastre di ginepro

Questa mattina, approfittando della bella giornata di sole e sempre per la solita strada, ho raccolto bacche tra umide ragnatele e intrappolato colori d’autunno in un bouquet.
Gli occhi vedono ciò che è bello, tocco… un po’ mi pungo, annuso i profumi, assaggio e conosco il gusto, sento lo scrocchio tra i denti.
Sono curiosa!
Nel bouquet (ru mazze), ci sono piccole bacche nere-bluastre di ginepro (jenibbele), che contengono all’interno un seme di colore bruno chiaro. La pianta con foglie a punta rigida e pungente è in luogo soleggiato e roccioso.
Ha proprietà antisettiche, aromatizzanti. Gli infusi e i decotti, presi in piccole quantità aumentano la diuresi e l’ espettorazione.
Le bacche in cucina conferiscono gusto particolare ad alcune pietanze di carne.

Una galla tra foglie di quercia

Nella foto, in evidenza, una galla tra foglie di quercia ( la cuccavalla). Essa non è come la ghianda (glienna), racchiusa dentro la cupola e utile come alimento per i maiali, ma è un’escrescenza tondeggiante che si forma sui rami a seguito di punture d’insetti o parassiti.
Le galle sono usate nell’ industria dell’inchiostro e nelle concerie.
Tra le tante credenze popolari del passato e… quando non c’era l’ ecografo, le donne in gravidanza pensavano di conoscere il sesso del nascituro rompendo una cuccavalla. Se essa conteneva la larva col bruco (ru vervene) nasceva un maschietto, se l’involucro era vuoto ed era avvenuta la metamorfosi in farfalla (ciammarella), nasceva una femminuccia.

Pe mme, so troppe bbielle, me c’hajje fatta na cullana!

Sono belli gli acheni ovali della rosa canina e quelli tondi stellati di una rosa rossa (re cacavesce).
Li ho raccolti in luogo incolto, lungo la siepe.
Il frutto ha un nome strano (sdreuse) che mi fa pensare piuttosto ad un animale, “cinorrodonte”, ed è racchiuso nel ricettacolo che durante la maturazione diventa carnoso e rosso.
Un’amica, originaria di Caccavone (Poggio Sannita), mi racconta che durante la guerra non potendo comprare le medicine, faceva decotti di cacavesce per sfruttare le loro proprietà antinfiammatorie e stimolanti delle funzioni renali, ma soprattutto per il loro contenuto in vitamina C.
Ho appurato che con i frutti svuotati, lavati e frullati si fanno conserve e marmellate, ma anche maschere leviganti e tonificanti per la pelle.
Pe mme, so troppe bbielle, me c’hajje fatta na cullana!

Drupe bluastre e un rametto di abete per ingentilire il tutto… col pensiero proiettato al Natale.

Drupe rotonde di colore blu intenso spuntano dal mazzetto, si tratta del Pruno Spinoso (prugne salvateche). La porzione carnosa è verdastra e aderisce al nocciolo che è piccolo.
Ha un gusto “acerbo”, fortemente acidulo.
I frutti, hanno proprietà astringenti e antinfiammatorie ma se ne fa uso con cautela perché la loro composizione non è stata perfettamente chiarita. Tuttavia, per il loro aroma, vengono utilizzati nell’industria dei liquori e delle confetture.

Infine, un rametto di abete per ingentilire il tutto…col pensiero proiettato al Natale.

Anche oggi la natura mi ha dato lezione… ed ho imparato che i “principi attivi” contenuti da piante e frutti selvatici, stimolano e equilibrano la funzione di alcuni organi umani e influiscono in modo benefico sullo stato di salute dell’uomo.

Con tutte le erbe, i fiori, i semi, le radici che si trovano nel nostro territorio, si potrebbe fare una farmacia domestica!
Peccato… Non ho l’ età!

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Mercede Catolino: è nata in Agnone (IS), dove risiede. Già insegnante, oggi in pensione, ama scrivere e si esprime sia in versi che in prosa. E’ autrice del volume “Mezzogiorno e Ventunora”, edito nel 2005, da cui sono tratti i testi qui pubblicati

Editing: Flora Delli Quadri
Copiright: Altosannio magazine

1 COMMENTO

  1. FRESCO E COLORATO ARTICOLO DI STAGIONE ELEGANTEMENTE E ARTIGIANALMENTE CONFEZIONATO!Bellissime le confezioni di drupe e bacche, assemblate con gusto ed armonia di colori ,ma…invidiabile la collana di rossi rubini! Proprio un amore ed anche profumata. Già, lo so, perché anch’io con mia figlia raccogliamo le bacche trasformandole in ottima e gradevolissima marmellata… Quanto alla cuccavalle beh,il solo vederla mi ha rimandata indietro di 70 anni! Una mia cara zia -per me quasi nonna- me la riportava dalla campagna ed io ci giocavo con la mia sorellina a “palla pallina dove sei stata…dalla nonnina…Eh proprio così :anche allora i nonni erano gli angeli dei nipoti…ma non avevano ancora una festa tutta per loro …Ieri appunto festa dei nonni!

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