Incontri con il bosco – terza ed ultima parte

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di Lorenzo Potena [1]

Di nuovo Mario “ Proseguiamo, ci aspetta la fustaia”.

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Lasciato alle spalle il lungo tratto del percorso caratterizzato dal bosco ceduo,si arriva all’inizio di una grossa curva posta in discesa da dove si può osservare una piana con la presenza della la fustaia che scende dal Guado Spaccato, sulla destra mista a grossi massi.

”Uno spettacolo di Paradiso”. Esclama Michele.

Questa aggregazione della bellezza con il sacro non è affatto fuori tema. La storia dei popoli, in molti casi, ci rappresenta i boschi come luoghi sacri.

Nella Persia si chiamavano “paradisi” i parchi e i giardini ornati di alberi. Nella Grecia la maggior parte dei boschi erano considerati sacri e venivano gestiti dai Sacerdoti. I Romani ,poi,classificavano i boschi in sacri – luci-, dedicati alle divinità silvane e in boschi profani distinti in silvae ceduae – cedui- ed in silvae altae –fustaia-

Scendiamo nella vasta conca dove sono segnati due sentieri, uno prosegue per la vallata che porta alla Cannavina e l’altro al Guado Spaccato.

I nostri sguardi sono rivolti alla sommità delle piante in cerca della luce.
E avvertiamo sensazioni di calma e serenità, rafforzate dal rumore del silenzio. Lasciamo alle nostre spalle la conca piena di alberi, e ci avviciniamo alle quote più basse della vallata. La temperatura e l’umidità sono leggermente aumentate. Mario subito nota che il bosco è cambiato. “Qui il bosco è più ricco. Il faggio, con maggior frequenza, è associato con l’abete bianco. C’è la presenza di altre specie arboree: acero montano, frassino, olmo montano, perastro, ma anche un rigoglioso novellame di faggio ed abete sottocopertura delle due specie arboree”.