Home / Cultura / Turismo in Altosannio / Itinerari / A Cavallo / Il Tratturo Celano-Foggia in Altosannio

Il Tratturo Celano-Foggia in Altosannio

a cura di Enzo C. Delli Quadri

Gabriele D’Annunzio, nella poesia I pastori, scrive: «E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente»

Tratturo
Tratturo

I tratturi sono stradoni, erbosi o pietrosi o in terra battuta, larghi 111,60 metri. Venivano utilizzati dai pastori per la transumanza degli armenti: in autunno, il 15 ottobre, dai monti verso il mare e, in primavera, dal mare verso i monti. Essi sono diffusi principalmente in Abruzzo, Molise, Umbria, Campania, Basilicata, Puglie. L’intero apparato stradale si origina nelle zone montane e più interne dell’area abruzzese e si conclude nel Tavoliere delle Puglie, nei pressi di Foggia, dove esisteva la Dogana delle Pecore e dove sorge il celebre santuario dedicato alla Madonna dell’Incoronata che è, insieme a San Michele Arcangelo, la protettrice dei pastori e delle greggi.

Questi sono i tratturi che risultano dalla Carta dei Tratturi di Foggia
Ateleta-Biferno
Barletta-Grumo
Centurelle-Montesecco
Celano-Foggia
Foggia-Campolato
Foggia-Ofanto
Lanciano-Cupello
L’Aquila-Foggia
Lucera-Castel di Sangro
Melfi-Castellaneta
Pescasseroli-Candela
Sant’Andrea-Biferno
Per essere certi che nessuno sfuggisse alla Dogana, queste vie verdi seguivano tre percorsi chiamati Regi Tratturi.

il tratturo Celano Foggia
il tratturo Celano Foggia

Il territorio dell’ Altosannio (Almosava = “AltoMolise-AltoSangro-AltoVastese”) è attraversato da tre di questi tratturi:

Celano-Foggia
Lucera-Castel di Sangro
Pescasseroli-Candela

Il Tratturo Celano – Foggia, lungo 207 km,  ha questo percorso:

Tratturo-Celano-Foggia
Tratturo-Celano-Foggia
  • Celano AQ
  • Cerchio AQ
  • Collarmele AQ
  • Forca Caruso, Pescina AQ
  • Goriano Sicoli AQ
  • Raiano AQ
  • Pratola Peligna AQ
  • Sulmona AQ
  • Pettorano sul Gizio AQ
  • Rocca Pia AQ
  • Rivisondoli AQ
  • Roccaraso AQ
  • Pietransieri, Roccaraso AQ
  • San Pietro Avellana IS
  • Vastogirardi IS
  • Pietrabbondante IS
  • Bagnoli del Trigno IS
  • Salcito CB
  • San Biase CB
  • Lucito CB
  • Castelbottaccio CB
  • Morrone del Sannio CB
  • Ripabottoni CB
  • Bonefro CB
  • San Giuliano di Puglia CB
  • Santa Croce di Magliano CB
  • Lucera FG
  • Foggia

Partendo da Celano, il tratturo, dopo aver attraversato  10 paesi e la Piana delle Cinque Miglia raggiunge il nostro territorio a Roccaraso,

Roccaraso
Roccaraso

Attraversa il  Parco Nazionale d’Abruzzo

La Camosciara
La Camosciara

e il Parco Nazionale della Maiella.

cervo-7683

Prosegue verso la valle del Sangro e poi risale verso San Pietro Avellana e Vastogirardi, nelle cui vicinanze c’è la Riserva della Biosfera Collemeluccio – Montedimezzo del Programma dell’UNESCO “Man and the Biosphere”.

Tempietto di Vastogirardi (foto www.sanniti.it)
Tempietto di Vastogirardi

Raggiunge Pietrabbondante, con il suo splendido sito archeologico

Teatro Italico di Pietrabbondante
Teatro Italico di Pietrabbondante

 

Ridiscende verso la valle del Trigno nei pressi di Bagnoli del Trigno e  Salcito, da dove prosegue verso le Puglie, dopo aver attraversato altri 9 paesi.

Bagnoli del Trigno
Bagnoli del Trigno

 


Riferimenti

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. Osvaldo Evangelista

    Leggendo questa pagina rivado con la mente alla mia infanzia, quando fiumi di pecore attraversavano il tratturo di Castropignano che da Castel di Sangro va a Lucera, e riassaporo il buon formaggio e la ricotta profumata dei pastori. Attraverso questo fiume d’erba, nell’antico, si è ripopolato il territorio fino al Biferno o poco più in là nella sua alta valle. Dopo la guerra civile di Roma tra Silla e Mario che vide i Pentri parteggiare per Mario, sconfitto, il territorio dei Pentri ebbe uno spopolamento che nel corso dei secoli è diventato endemico e al quale stiamo assistendo tutt’ora.Silla trucidò tutti i prigionieri pentri a Porta Collina e fece terra bruciata nel territorio degli stessi, quelli che erano rimasti, fuggirono a nord nell’attuale Abruzzo e alcuni ancora più sù nella Gallia. Successivamente nel corso dei secoli, il ripopolamento, fino al Biferno è avvenuto proprio dal territorio del basso Aquilano, testimonianza ne è il dialetto. A Castropignano, come in quasi tutti i Comuni a nord del Biferno, precisamente i comuni che ricadono nella Diocesi di Trivento, si parla lo stesso dialetto di Alfedena o di Castel di Sangro, dialetto diverso da quei comuni dell’attuale Molise che sono a sud del Biferno e che sono distanti appena una ventina di chilometri e che probabilmente hanno visto un ripopolamento dal sud. In questi tempi stiamo assistendo ad una invasione sempre più massiccia del Molise da parte della Puglia e della Campania, che fa eclissare lo stato di unitarietà del Molise e fa riemergere le anime che compongono la regione ecio è l’anima abruzzese che abbraccia il territorio fino al Biferno o poco più in là nella sua alta valle; le anime: Campana che si appella ad un fantomatico sannio (da Morcone, passando per Circello e fino a S.Bartolomeo in Galdo i romani deportarono dalle Alpi Apuane, in due ondate 27.000 capi famiglia di Liguri, che moltiplicati almeno per 5 componenti il nucleo familiare si arriva a oltre 130.000 persone. ) e Pugliese con la Capitanata. Naturalmente non c’è nulla da dire su queste popolazioni, tranne che si sente un diverso senso di appartenenza.Continuando con l’alchimia politica che ha costituito la regione Molise separandola dall’Abruzzo, per aggregare queste altre zone il Molise sarebbe condannato ad essere Regione del sud e quindi sposare tutte quelle problematiche negative che ha il sud dell’Italia, Diciamo no grazie questi territori e anzi pensiamo a riunificare il Molise con L’Abruzzo, altrimenti L’anima abruzzese del Molise dovrà percorrere la strada della sua riunificazione.-

  2. Leonardo Tilli

    Molto belle le foto e la descrizione dei tratturi, molto interessanti i vari riferimenti riportati.
    Nelle antologie di italiano che si usano nelle scuole, se viene riportata ancora la poesia “I pastori” di Gabriele D’Annunzio” gli editori farebbero bene ad inserire qualche foto dei tratturi per dare ai giovani lettori una immagine concreta di quella realtà. Sempre che gli editori abbiano interesse ad arricchire culturalmente i “ragazzi” e i lettori. “Una immagine vale più di mille parole” dice l’antica citazione!
    Quando ero bambino, ricordo che ogni anno venivano anche a Fraine i pastori con le loro greggi, per portarle al pascolo sulla montagna, previo contratto con le autorità municipali. Ricordo che spesso si vedevano in paese anche i cani bianchi; nel ricordo penso che siano stati esemplari del “pastore abruzzese”. Quello che mi colpì fu che questi cani portavano al collo grossi e larghi collari in ferro in cui erano stati infissi aculei pure in ferro, molto numerosi e acuminati, di circa cinque centimetri di lunghezza. Mi dissero che erano necessari per difendere i cani dai lupi i quali, per istinto, preferivano mordere i cani e le pecore alla gola per annullare velocemente in queste prede ogni resistenza. Il peso del collare era molto evidente in questi cani che avevano quasi sempre la testa abbassata. Penso che questi pastori pugliesi uscissero dal tratturo nella zona di Montenero Di Bisaccia e risalissero la valle del fiume Treste. Prima di arrivare in paese, si fermavano per stipulare prima il contratto con le autorità e poi portare il gregge in montagna. I pastori portavano le loro “mercanzie”, di solito, su alcuni asini o muli.
    Mi risulta anche che la “FERROVIA ELETTRICA ADRIATICO – SANGRITANA”, all’epoca in cui c’erano ancora le pecore, si era attrezzata per trasportare fino a CASTEL DI SANGRO prevalentemente le pecore che arrivavano nella stazione di LANCIANO dal tratturo CUPELLO _ LANCIANO, o, forse in minore quantità dalla stazione di SAN VITO CHIETINO.
    E’ da notare che in prossimità di SAN VITO, vicino al mare e ad un “TRABUCCO”, in un fabbricato di una famiglia di pescatori, Gabriele D’annunzio aveva una stanza a sua disposizione ove cercava rifugio: … il famoso “EREMO D’ANNUNZIANO”.
    Molto interessante ed eloquente il primo commento del sig. Osvaldo Evangelista!

  3. Liliana Morbilli

    vedi anche : ” Storia del paesaggio agrario italiano” Emilio Sereni – edizione Universale Laterza –

  4. Liliana Morbilli

    vedi anche : Emilio Sereni ” Storia del paesaggio agrario italiano ” ed. Laterza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.